Un anticiclone da record travolge l’Europa, stanno candendo decine di record di caldo

La massa d’aria eccezionalmente mite dalla Francia si è spostata verso l’Europa centrale, dopo aver lasciato dietro di sé queste temperature estreme per il periodo.

Un robusto anticiclone di matrice subtropicale, alimentato da aria calda di origine sahariana, ha trasformato gli ultimi giorni di febbraio 2026 in un anticipo di primavera che ha già battuto centinaia di primati termici. Il fenomeno, iniziato con forza in Francia e Spagna, si sta espandendo verso l’Europa centrale e l’Italia, causando temperature fuori stagione e una sensazione diffusa di “falsa primavera”.

Tutto è partito dalla Francia, che solo pochi giorni fa aveva vissuto l’esatto opposto: 35 giorni consecutivi di pioggia (record dal 1959) e il livello più alto di umidità del suolo mai registrato dal 1959. Suoli saturi, allagamenti diffusi e fiumi in piena.

Poi, improvvisamente, il cambio di scenario. Una depressione extratropicale al largo della Bretagna ha innescato un intenso richiamo di aria mite dal Nord Africa, facendo schizzare le temperature. Tra il 24 e il 25 febbraio sono caduti record su record. Su tutti spiccano i +29,6°C a Saint-Gladie, +28,3°C a Orthez, +27 °C a Biarritz, +26 °C a Pau e +25°C a Mont-de-Marsan.

Una massa d’aria eccezionalmente calda

La massa d’aria eccezionalmente mite dalla Francia si è spostata verso l’Europa centrale, dopo aver lasciato dietro di sé queste temperature. L’anticiclone si è trasformato in un vero e proprio “heat dome” (cupola di calore) con configurazione tipica dei blocchi ad omega che blocca il flusso atlantico freddo e convoglia aria calda verso nord-est.

L’Extreme Forecast Index (EFI) dell’ECMWF segnala chiaramente che, per questo periodo di fine inverno, i valori previsti si collocheranno verso l’estremo caldo della statistica climatologica. Questo si traduce in una maggiore probabilità di record locali di temperatura e in una percezione diffusa di falsa primavera.
L’Extreme Forecast Index (EFI) dell’ECMWF segnala chiaramente che, per questo periodo di fine inverno, i valori previsti si collocheranno verso l’estremo caldo della statistica climatologica. Questo si traduce in una maggiore probabilità di record locali di temperatura e in una percezione diffusa di falsa primavera.

L’Extreme Forecast Index (EFI) dell’ECMWF segnala chiaramente che, per questo periodo di fine inverno, i valori previsti si collocheranno verso l’estremo caldo della statistica climatologica. Questo si traduce in una maggiore probabilità di record locali di temperatura e in una percezione diffusa di falsa primavera.

Nel sud-ovest della Germania sono possibili picchi fino a +23°C +24 °C, mentre in molte zone di Germania, Benelux e Europa centrale le anomalie termiche superano i +10/12 °C rispetto alla media 1991-2020.

Anche l’Italia è pienamente coinvolta. Soprattutto al Nord-Ovest (Piemonte e Valle d’Aosta) e sulle regioni tirreniche si registrano valori tra i +20°C e i +23°C in pianura, con zero termico schizzato oltre i 3.300-3.500 metri, quota tipica di giugno, non di fine febbraio.

Solo ad inizio settimana una debole perturbazione atlantica potrebbe portare una leggera flessione sulle regioni del Nord, ma nulla di paragonabile al freddo invernale che ci si aspetterebbe.
Solo ad inizio settimana una debole perturbazione atlantica potrebbe portare una leggera flessione sulle regioni del Nord, ma nulla di paragonabile al freddo invernale che ci si aspetterebbe.

Sulle piste da sci fa quasi caldo, mentre in montagna i crochi stanno già fiorendo sui pascoli innevati, segno evidente dell’anomalia termica registrata in questi giorni.

Cosa accadrà nei prossimi giorni?

Questo anticiclone continuerà a rimanere dominante almeno fino a metà settimana, mantenendo tempo stabile, soleggiato e temperature ben sopra la media.

Solo ad inizio settimana una debole perturbazione atlantica potrebbe portare una leggera flessione sulle regioni del Nord, ma nulla di paragonabile al freddo invernale che ci si aspetterebbe.

Si tratta di un evento meteorologico estremo ma non isolato, tipico di un inverno caratterizzato da forti oscillazioni tra fasi fredde e calde. Ma ricordiamo che la “falsa primavera” può riservare sorprese.

Le piante che si svegliano troppo presto rischiano gelate tardive, e i suoli ancora saturi potrebbero reagire con nuove criticità idriche se le piogge torneranno.