Un tipico schema della transizione verso El Niño sta per imporsi in Europa: gli effetti sul meteo in Italia

Le previsioni della NOAA indicano una transizione verso El Niño, favorendo un modello atmosferico in Europa che potrebbe alterare le precipitazioni e le temperature in Italia nel prossimo trimestre.

Le ultime previsioni della NOAA indicano un indebolimento di La Niña e il possibile ritorno di El Niño entro pochi mesi.
Le ultime previsioni della NOAA indicano un indebolimento di La Niña e il possibile ritorno di El Niño entro pochi mesi.

Le previsioni della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) su El Niño sono chiare: è attesa una transizione da La Niña a ENSO-neutrale tra febbraio e aprile 2026, con una probabilità del 60%. Successivamente, a partire dall’estate e oltre, si prevede una rapida transizione verso El Niño, con anomalie di SST (Sea Surface Temperature) pari a +0,5 °C nel Pacifico centrale e orientale.

Il fenomeno di El Niño, ufficialmente noto come El Niño–Oscillazione del Sud, consiste in un riscaldamento anomalo delle acque superficiali del Pacifico centrale e orientale. Questo processo è in grado di alterare la circolazione atmosferica tropicale e di modificare i regimi di precipitazioni e temperature a scala globale.

Grazie al lavoro svolto da esperti di climatologia e meteorologia negli ultimi anni, possiamo avere un’idea più chiara di cosa aspettarci a livello europeo di fronte a questi cambiamenti dei pattern atmosferici che si originano così lontano dalla nostra area geografica.

La configurazione più probabile dei centri di azione nel prossimo trimestre

A differenza del continente americano, la transizione La Niña–El Niño non ha solitamente un impatto così diretto sull’Europa. Tuttavia, grazie alle analisi del disegno sinottico in scenari analoghi del passato, è possibile delineare un possibile pattern atmosferico atteso nel medio-lungo periodo sul continente europeo.

I modelli di rianalisi mostrano una certa probabilità che nel prossimo trimestre prevalgano le basse pressioni sull’Europa, soprattutto alle latitudini prossime all’arcipelago britannico, con sistemi di alta pressione presenti sia a nord della Scandinavia (un possibile segnale di futuri blocchi) sia nell’area delle Azzorre.

Potrebbe aprirsi un corridoio di perturbazioni diretto verso l’Europa se si consolidasse uno scenario di blocco alle alte latitudini, con l’anticiclone delle Azzorre più presente rispetto a questo inverno.
Potrebbe aprirsi un corridoio di perturbazioni diretto verso l’Europa se si consolidasse uno scenario di blocco alle alte latitudini, con l’anticiclone delle Azzorre più presente rispetto a questo inverno.

Il modello europeo prevede una configurazione sinottica per la previsione stagionale MAM (marzo–aprile–maggio) molto simile a quella descritta dalle rianalisi, con possibili dorsali collocate sia a nord che a sud-ovest dell’Europa, favorendo la circolazione di sistemi di bassa pressione sull’Atlantico centrale e su altre regioni europee.

Quali potrebbero essere gli effetti attesi in Italia?

Focalizzandoci ora sulla nostra area, questo nuovo scenario atmosferico potrebbe determinare un cambiamento dei pattern di temperatura e precipitazione durante la primavera meteorologica in Italia. È importante ribadire che il segnale ENSO arriva sul nostro Paese in modo molto attenuato, mascherato da altri indici e pattern, qualunque sia la fase.

L’ultima previsione stagionale del modello europeo non fa emergere una tendenza particolarmente definita. Un quadro simile si osserva anche in gran parte dell’Europa. Al contrario, nel Mediterraneo orientale compaiono segnali più chiari di un trimestre potenzialmente più caldo del normale.

Per quanto riguarda le precipitazioni, le mappe suggeriscono una probabilità maggiore di un trimestre più umido della media nelle aree del terzo occidentale della Penisola Iberica, in particolare in Galizia, una tendenza che si ripete in molte altre regioni europee, tra cui il Nord Italia. Per il resto dell'Italia non emerge un segnale chiaro o definito.

Dalle mappe si intravedono segnali di una possibile instabilità diffusa in buona parte d’Europa nel prossimo trimestre.
Dalle mappe si intravedono segnali di una possibile instabilità diffusa in buona parte d’Europa nel prossimo trimestre.

Analizzando nel complesso la previsione stagionale primaverile per temperatura, precipitazioni e pressione al livello del mare, si può ipotizzare un certo predominio delle circolazioni atlantiche, con possibili blocchi alle alte latitudini e un anticiclone delle Azzorre non lontano dalla nostra area, favorendo il passaggio frequente di sistemi frontali.

Queste configurazioni sono spesso associate alle transizioni verso El Niño o alla fase di El Niño stessa, senza dimenticare che l’atmosfera primaverile resta per natura molto dinamica.