Perché nel 2026 non c'è il 29 febbraio? La prossima volta sarà nel 2028
Il 2026 non avrà il 29 febbraio: febbraio durerà solo 28 giorni. Ma perché alcuni anni hanno questa data particolare e altri no? Scopriamo insieme il mistero degli anni bisestili e quando tornerà il prossimo 29 febbraio.

Quest'anno, il 2026, non vedremo il 29 febbraio sul calendario. L'ultima volta che questa data particolare è apparsa è stata nel 2024, mentre nel 2025 febbraio ha avuto i consueti 28 giorni. Per ritrovare un febbraio con 29 giorni dovremo attendere il 2028, il prossimo anno bisestile del nostro calendario. Ma come mai esistono anni con 366 giorni anziché i normali 365? La risposta si trova nel movimento della Terra intorno al Sole.
Perché esistono gli anni bisestili?
La ragione dell'esistenza degli anni bisestili è puramente astronomica. Il tempo che la Terra impiega per completare un'orbita completa intorno al Sole – quello che definiamo un anno – non corrisponde esattamente a 365 giorni, ma è leggermente più lungo.
Il periodo fra due passaggi consecutivi del Sole attraverso lo stesso punto di riferimento celeste dura circa 365 giorni e 6 ore. Questo significa che ogni anno il nostro calendario civile accumula un piccolo ritardo di circa 6 ore rispetto all'anno astronomico reale.
Nell'arco di quattro anni, queste 6 ore si sommano fino a formare 24 ore – un giorno intero di differenza. Senza una correzione, il nostro calendario si sfaserebbe progressivamente rispetto alle stagioni, creando nel giro di alcuni decenni un disallineamento significativo.
L'anno bisestile serve proprio a questo: recuperare questa differenza aggiungendo un giorno in più al calendario. Questo giorno extra viene inserito a febbraio, creando la data del 29 febbraio che compare solo una volta ogni quattro anni.
La regola degli anni bisestili: non tutti i quattro anni sono uguali
Il 29 febbraio è una data affascinante che genera curiosità e dubbi, specialmente per chi è nato in questo giorno e si chiede quando festeggiare il compleanno negli altri anni. Alcuni scelgono il 28 febbraio, altri preferiscono l'1 marzo. Questa particolarità ci ricorda come il calendario sia una convenzione umana per organizzare il tempo, più flessibile di quanto si possa immaginare.
La regola base è semplice: sono bisestili gli anni divisibili per 4 (come il 2024, il 2028, il 2032). Tuttavia, esistono delle eccezioni importanti che rendono il sistema più preciso.
Gli anni bisestili sono infatti quelli divisibili per quattro (come il 2016 o il 2020), ma non quelli divisibili per cento (ad esempio il 1900). Anche qui c'è un eccezione: sono bisestili quelli divisibili per 400 (quindi il 2000 è stato bisestile e lo sarà anche il 2400). Il 2100, essendo divisibile per quattro ed anche per cento (ma non per 400), non sarà bisestile e non avrà un 29 febbraio.
Un esempio pratico: il 2100 sarà divisibile per 4 e per 100, ma non per 400. Quindi non sarà bisestile e quel febbraio avrà solo 28 giorni.
Riassumendo:
- Gli anni divisibili per 100 non sono bisestili (ad esempio il 1900 non è stato bisestile);
- Eccezione dell'eccezione: gli anni divisibili per 400 sono bisestili (il 2000 è stato bisestile, e lo sarà anche il 2400)
Febbraio, l'ultimo mese dell'anno romano
Il calendario che utilizziamo oggi ha radici antiche e complesse. In Italia e in gran parte del mondo si adotta il calendario gregoriano, introdotto nel 1582 da Papa Gregorio XIII. Questa riforma modificò il precedente calendario giuliano, istituito ai tempi di Giulio Cesare.
Prima ancora, fino al 46 a.C., nell'antica Roma vigeva il calendario romano con una struttura diversa dall'attuale. L'anno iniziava a marzo, ed è per questo che:
- Luglio era chiamato Quintilis (quinto mese)
- Agosto era chiamato Sextilis (sesto mese)
- Settembre, ottobre, novembre e dicembre indicavano rispettivamente il settimo, ottavo, nono e decimo mese
Febbraio era quindi l'ultimo mese dell'anno, una posizione che spiega perché sia stato scelto come il mese "corto" dove aggiungere il giorno bisestile.
Con la riforma giuliana del 46 a.C., Giulio Cesare riorganizzò il calendario spostando l'inizio dell'anno a gennaio. Febbraio divenne il secondo mese, mantenendo 28 giorni che diventavano 29 negli anni bisestili.
La successiva riforma gregoriana del 1582 perfezionò ulteriormente il sistema, creando il calendario che utilizziamo ancora oggi, con le sue regole precise sugli anni bisestili, che hanno corretto ulteriori errori.
Quando tornerà il 29 febbraio?
Il prossimo anno bisestile sarà il 2028, quando potremo di nuovo segnare sul calendario la data del 29 febbraio. Dopo il 2028, dovremo attendere il 2032, poi il 2036, e così via ogni quattro anni (con le eccezioni che abbiamo visto).
Una curiosità: chi è nato il 29 febbraio celebra il compleanno "reale" solo una volta ogni quattro anni, rendendolo uno dei giorni di nascita più rari al mondo. Si stima che circa 5 milioni di persone nel mondo siano nate in questa data speciale.
Il 29 febbraio ci ricorda quanto sia sofisticato ma anche soggetto a errori e imperfezioni il sistema che usiamo per misurare il tempo, frutto di secoli di osservazioni astronomiche e aggiustamenti matematici per mantenere il nostro calendario in armonia con i movimenti celesti.