Una brusca svolta con un anticipo di primavera: mercoledì 25 sarà la giornata più anomala in Italia

L'Italia si appresta a vivere un radicale cambio di scenario meteorologico: dopo le ultime piogge, l'alta pressione riprende il controllo portando un anticipo di primavera su tutta la Penisola.
Oggi, giovedì 19 febbraio 2026, emerge con buona attendibilità un'importante inversione di tendenza nella circolazione atmosferica europea. Il vortice depressionario che ha caratterizzato la giornata di oggi, portando piogge diffuse e venti sostenuti, scivolerà rapidamente verso i Balcani. Questo movimento permetterà ad un promontorio di alta pressione di matrice sub-tropicale di espandersi con vigore verso il Mediterraneo Centrale.
Già dalla giornata di domani, venerdì 20 febbraio, la pressione atmosferica inizierà a risalire sensibilmente dai settori occidentali, stabilizzandosi nel corso del weekend su valori elevati, prossimi ai 1025-1030 hPa. Questa solida cella anticiclonica sbarrerà la strada alle perturbazioni atlantiche, inaugurando una fase di stabilità.
Ultime incertezze tra venerdì e sabato
Tuttavia domani, venerdì 20 febbraio, avremo un tempo ancora incerto al Centro-Sud, con locali addensamenti sulle aree interne, sull'Appennino e sul basso Tirreno e lungo le coste del medio-basso Adriatico, con locali brevi piovaschi. Fenomeni che saranno possibili anche tra Calabria e Sicilia settentrionale, m con una generale tendenza a rapido miglioramento.

Sabato 21 febbraio il cielo risulterà sereno su gran parte del Nord e delle regioni Centrali Tirreniche, mentre domenica 22 la stabilità sarà estesa ovunque da Nord a Sud. Si tratterà di un anticipo di primavera in piena regola, capace di influenzare in modo consistente il quadro termico dell'ultima decade del mese.
L'analisi dei modelli e il confronto tra GFS ed ECMWF
Il modello europeo ECMWF e l'americano GFS, mostrano una convergenza quasi totale per la prima parte della prossima settimana. Entrambi i modelli delineano una "bolla" di aria mite in quota che avvolgerà l'Italia almeno fino a mercoledì 25 febbraio. L'analisi dei grafici ensemble, che rappresentano le diverse evoluzioni possibili calcolate dai centri di calcolo, indica una dispersione minima per i prossimi cinque giorni. Questo significa che l'affidabilità della previsione è molto alta.
Un aspetto di particolare rilievo saranno le temperature in quota e lo zero termico. Sull'arco alpino, lo zero termico salirà dai circa 1500 metri odierni fino a sfiorare i 2900-3100 metri tra domenica e lunedì. Anche lungo l'Appennino, sia centrale che meridionale, la quota dello zero gradi si stabilizzerà intorno ai 3000-3200 metri. Si tratta di valori eccezionali per febbraio, che porteranno a un'anomalia termica positiva marcata, con temperature in quota di anche fino a 6-8°C sopra la media climatologica del periodo.
Andamento termico al suolo e stato dei mari
Al suolo, l'andamento termico sarà caratterizzato da una forte escursione tra il giorno e la notte. Nelle pianure del Nord e nelle valli interne del Centro, l'alta pressione favorirà il fenomeno delle inversioni termiche. Questo significa che di notte e nelle prime ore del mattino le temperature resteranno basse, localmente vicine allo zero o sotto lo zero, mentre durante le ore centrali il forte soleggiamento spingerà le massime anche verso i 15-17°C.
Al Sud e sulle Isole Maggiori, l'effetto della massa d'aria calda sarà ancora più evidente, con punte che in Sicilia e Sardegna potranno toccare i 18-20°C, regalando giornate dal sapore tipicamente primaverile.
Lungo le coste adriatiche la mitezza sarà leggermente limitata dalle brezze orientali, ma il contesto rimarrà ovunque gradevole. Per quanto riguarda la ventilazione e lo stato del mare, la situazione volge verso una calma piatta.
Da domenica e poi anche per l'inizio della prossima settimana, la ventilazione risulterà debole o del tutto assente su tutti i mari italiani. Di conseguenza, i bacini passeranno da mossi a quasi calmi o poco mossi. Condizioni che, purtroppo, associate alla stabilità atmosferica, favoriranno il ristagno di foschie, nebbie e polveri sottili ed altri inquinanti nelle zone di pianura e nei grandi centri urbani, specialmente al Nord.