A 5.500 metri di profondità viene scoperto un mollusco con parti del corpo ricoperte di ferro
Questa specie di mollusco è stata trovata a una profondità di 5.506 metri, su una pianura abissale ricoperta da resti di tronchi affondati, vicino una fossa oceanica.

Quando si esplorano gli abissi le sorprese sono sempre dietro l’angolo. Del resto sappiamo ancora molto poco su questi ambienti che si trovano a grandissime profondità, immersi nell’oscurità più totale. A circa 5.500 metri, sotto la superficie, gli scienziati hanno portato alla luce una nuova specie di mollusco che sfida le nostre conoscenze sulla vita marina estrema.
Si tratta di Ferreiraella populi, un quitone, ossia un tipo di mollusco scoperto nella fossa di Izu-Ogasawara, al largo delle coste del Giappone. Questo affascinante organismo, descritto ufficialmente nel 2026, rappresenta non solo un'aggiunta alla biodiversità marina, ma anche un esempio di come la scienza possa coinvolgere il pubblico in scoperte straordinarie.
L’incredibile scoperta in un ambiente particolare
La scoperta è avvenuta nel maggio 2024 durante una spedizione organizzata dall'agenzia giapponese JAMSTEC (Japan Agency for Marine-Earth Science and Technology), che ha utilizzato un sommergibile per esplorare le zone abissali dell'oceano Pacifico.
Il campione tipo di Ferreiraella populi è stato raccolto a una profondità esatta di 5.506 metri, su una pianura abissale ricoperta da resti di tronchi affondati. Questi ecosistemi effimeri che si formano quando materiale vegetale dal mondo superficiale precipita nelle profondità, creando oasi di vita in un deserto altrimenti sterile.

In questi habitat, il legno in decomposizione fornisce carbonio e energia a batteri, crostacei, molluschi e vermi specializzati, formando comunità uniche adattate all'oscurità totale, a pressioni superiori a 500 atmosfere e a temperature intorno ai 2°C.
Il team scientifico responsabile della descrizione della specie fa parte della Senckenberg Ocean Species Alliance (SOSA), una sorta di team internazionale che si occupa di biodiversità oceanica.
Perché questo mollusco ha caratteristiche uniche?
Questa specie ha un corpo ovale che raggiunge i 25 millimetri di lunghezza, basso e appiattito, con otto placche sovrapposte di colore crema punteggiate da depositi minerali scuri. Questa struttura gli permette di flettersi e aderire saldamente al substrato.
Equipaggiato con una una lingua dentata, usata per raschiare il cibo. I denti laterali sono mineralizzati con cuspidi tridentate appiattite, mentre i denti "spazzini" hanno una forma a cucchiaio con un bordo simile a un pettine.
[New Paper] From over 8000 nominations for the new chiton species naming competition with Ze Frank -- the winner is Ferreiraella populi ("chiton of the people")! The paper officially naming this species was just published: https://t.co/7yXls0d7Bz https://t.co/QDCkXfa6Qu pic.twitter.com/gOzwPKMyfm
— C. Chen @ Jamsteeeec (@squamiferum) February 6, 2026
Un altro tratto unico è la presenza di piccoli vermi associati alla valvola caudale, la zona posteriore del corpo. Questi vermi si nutrono dei rifiuti del mollusco, in una relazione di simbiosi unica in uno degli ecosistemi più inospitali del pianeta.
Mollusco che abita un ambiente insolito
A differenza di altre specie di molluschi che vivono su rocce o barriere coralline, il Ferreiraella populi è l'unico membro della famiglia Ferreiraellidae e del genere Ferreiraella, confinato esclusivamente in una pianura abissale, interamente ricoperta da resti di tronchi affondati.

Ciò sottolinea l'importanza di documentare la vita abissale prima che attività umane possano distruggere questi habitat fragili. Molte specie marine, in particolare invertebrati, rischiano di estinguersi senza essere mai descritte.
Il suo contributo scientifico amplia la conoscenza sulla diversità dei quitoni (Polyplacophora) e sugli ecosistemi presenti negli abissi dei nostri oceani. Il nome Ferreiraella populi ha una storia unica: l'epiteto "populi" (dal latino "del popolo") è stato scelto dalla ricercatrice Julia D. Sigwart dopo un concorso pubblico lanciato sui social media.
In una settimana, oltre 8.000 proposte sono arrivate da migliaia di persone, e undici hanno suggerito indipendentemente "populi". Questo omaggio alla partecipazione collettiva segna un precedente nella nomenclatura zoologica, rispettando le regole del Codice Internazionale di Nomenclatura Zoologica (ICZN) e democratizzando la scienza.