Violento terremoto di magnitudo 7,8 nelle Filippine: 14 morti e un piccolo tsunami, il video

Un potente terremoto di magnitudo 7.8 ha colpito l'isola filippina, causando ingenti danni materiali e innescando una vasta operazione di emergenza. È stato segnalato anche un piccolo tsunami.

L'isola di Mindanao, nel sud delle Filippine, è stata colpita poche ore fa da un potente terremoto di magnitudo 7,8 che ha portato alla mobilitazione della Protezione Civile del Paese, che ha già portato a 14 il numero delle vittime confermate del sisma. Il bilancio ufficiale comprende inoltre sette persone disperse e oltre un centinaio di feriti.

La forte scossa ha provocato il crollo di diverse strutture e causato ingenti danni materiali in un'area dove vivono circa 10.000 famiglie. Squadre specializzate, vigili del fuoco, personale sanitario e volontari stanno lavorando senza sosta per individuare eventuali sopravvissuti sotto le macerie.

Nel frattempo, le autorità hanno avviato ispezioni tecniche per valutare l'effettiva entità dei danni causati dal terremoto. Ingegneri e specialisti stanno controllando abitazioni, infrastrutture pubbliche, strade e ponti per stabilire quali possano continuare a essere utilizzati e quali rappresentino invece un rischio per la popolazione.

Confermato un piccolo tsunami

Il terremoto, registrato a circa 24 chilometri dall'isola di Burias, a una profondità di circa 55,2 chilometri, ha provocato anche un'allerta tsunami nell'arcipelago filippino, secondo quanto riferito dal Servizio Geologico degli Stati Uniti (USGS) e dal Governo delle Filippine.

L'allerta riguarda diverse province del sud del Paese, dove sono attese onde superiori a un metro. Per il momento è stato lanciato un appello agli abitanti delle zone costiere delle province filippine di Davao Occidental, Tawi-Tawi, Sarangani, Sulu, Basilan, Zamboanga del Sur, Zamboanga Sibugay, Sultan Kudarat e South Cotabato, affinché procedano all'evacuazione immediata.

Al momento, è stato confermato che si è verificato un piccolo tsunami, ripreso da diverse isole delle Filippine e dell'Indonesia, apparentemente senza causare danni significativi.

Gli esperti avvertono sul rischio di repliche

Un'altra delle principali preoccupazioni dopo il terremoto riguarda le scosse di assestamento. Finora, nell'area colpita si sono già registrate oltre 130 repliche, una delle quali di magnitudo 6,7 e almeno altre quattro comprese tra 5,8 e 6,4.

Gli specialisti mantengono un monitoraggio costante dell'attività sismica e ricordano che queste repliche possono continuare per ore, giorni o addirittura settimane dopo il terremoto principale.

Per questo motivo, le autorità raccomandano alla popolazione di mantenersi informata attraverso i canali ufficiali e di seguire le indicazioni dei servizi di emergenza, soprattutto nelle aree dove sono presenti edifici danneggiati.

Le Filippine, uno dei Paesi con la maggiore attività sismica al mondo

Le Filippine si trovano in una zona caratterizzata da intensa attività tettonica, all'interno del cosiddetto Anello di Fuoco del Pacifico, una regione in cui convergono diverse placche geologiche responsabili dell'elevata frequenza di terremoti e fenomeni vulcanici.

Questa condizione geografica fa sì che il Paese sperimenti regolarmente terremoti di diversa intensità. Tuttavia, quando si verificano eventi di grande magnitudo, come quello registrato a Mindanao, le conseguenze possono essere particolarmente gravi a causa della vulnerabilità di alcune infrastrutture e dell'elevata densità abitativa di determinate aree.

Mentre proseguono le operazioni di soccorso e le valutazioni sul campo, l'attenzione resta concentrata sull'evoluzione dell'emergenza e sulla possibile comparsa di nuove repliche che potrebbero aggravare ulteriormente la situazione.

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