Al via COP 25: a cosa servono i vertici ONU sul clima?

Grande attesa per la COP 25 che si tiene dal 2 al 13 dicembre. Ecco cosa sono le conferenze delle parti e di cosa si parlerà a Madrid. Come si può partecipare alla COP?

Luca Lombroso Luca Lombroso 01 Dic 2019 - 06:00 UTC
Grande attesa e pressione da parte della società civile per COP 25. il 29 novembre si è svolto il quarto sciopero globale sul clima lanciato dai movimenti Fridays for Future.

Si apre a Madrid la 25° Conferenza delle Parti sui Cambiamenti Climatici (COP 25). Inizialmente prevista a Santiago del Cile, il grande vertice delle Nazioni Unite sul clima si svolge dal 2 al 13 dicembre. C’è grande attesa da parte della società civile e dei giovani, la cui voce si è infatti alzata come non si vedeva dalla fallimentare COP 15 di Copenaghen.

La star sarà la giovane attivista svedese Greta Thunberg, in arrivo e di ritorno dall’America in barca a vela. Gli ultimi dati climatici parlano chiaro, gli impegni delle Nazioni vanno resi più ambiziosi. Ripercorriamo la storia e i risultati dei negoziati in vista di questo nuovo vertice.

Rio de Janeiro 1992 e la bambina che zittì i potenti

La storia delle Conferenze della Parti inizia nel 1992. All’Earth Summit di Rio de Janeiro la giovane Severn Suzuki fece un discorso storico, molto simile a quelli odierni di Greta Thunberg. Da quel vertice ne uscì la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC).

Oggi è sottoscritta da 196 Nazioni del mondo e dall’Unione Europea come organizzazione sovranazionale, da cui il nome Conference on Parties (COP). L’obiettivo di questo importante trattato internazionale è stabilizzare le concentrazioni dei gas effetto serra in atmosfera per prevenire interferenze antropogeniche pericolose con il sistema climatico.

Per dare attuazione al trattato UNFCCC ogni anno si svolge la COP che è l’organo di governo della Conferenza della Parti.

Il Protocollo di Kyoto e l’Accordo di Parigi

Il primo tentativo di regolamentare le emissioni serra fu il Protocollo di Kyoto. Stipulato nel 1997 alla COP 3, questo accordo prevedeva impegni di riduzione del 6% a carico di quelli che allora erano i paesi più industrializzati e che hanno la maggiore responsabilità storica del cambiamento climatico. Cina e India lo hanno sottoscritto, ma allora erano considerati paesi in via di sviluppo e non avevano obbligo di riduzione gas serra. Gli USA lo sottoscrissero ma poi ne uscirono, lasciando solo l’Unione Europea e pochi altri paesi a portarlo avanti.

Grazie a Kyoto in Italia ed Europa sono cresciute le energia rinnovabile e l’efficienza energetica, ma ancora l’energia e i trasporti dipendono principalmente dai combustibili fossili.

L’accordo globale arrivò a Parigi alla COP 21 del 2015, dove tutte le Nazioni sottoscrissero il Paris Agreement. L’obiettivo è limitare l’aumento delle temperature globali ben al di sotto di 2°C rispetto all’era preindustriale, facendo sforzi per limitare l’aumento entro 1.5°C.

Tutte le nazioni hanno preso impegni tramite gli NDC, impegni nazionali determinati, ma nel complesso sono insufficienti, da cui la necessità di proseguire gli sforzi diplomatici in vista della revisione degli impegni, prevista nel 2020 a COP 26.

Di cosa si parlerà a COP 25?

Le COP sono conferenze ibride, a fianco del negoziato, svolto da politici e diplomatici delle 197 parti della Convenzione, si svolgono conferenze tematiche (side event), incontri tecnici, esposizioni e flash mob da parte degli ambientalisti. Si parlerò di tutto quanto attiene ai cambiamenti climatici, dai dati scientifici alle azioni concrete sia di mitigazione che di adattamento ai cambiamenti climatici. La tutela degli oceani sarà uno dei punti cardine del negoziato, tanto che COP 25 è considerata la Blue COP.

Importanti anche i temi economici, inclusi i fondi e trasferimenti per l’aiuto ai paesi in Via di Sviluppo. Probabili infine, come spesso accade, momenti di discussione accesa, alla scorsa COP 24 in particolare i paesi produttori di petrolio carbone e gas naturale ostacolarono fortemente il negoziato.

Come partecipare alle COP?

Entrare a una COP è entrare alle Nazioni Unite. Oltre ai delegati nazionali vi partecipano media da tutto il mondo e la società civile. Tramite associazioni ambientaliste, Università, Enti di Ricerca, organizzazioni giovanili, di popoli indigeni, ecc accreditate all'UNFCCC, è possibile partecipare come osservatori e in alcune occasioni intervenire nelle plenarie. E’ un momento quasi unico al mondo di processo multilaterale partecipato. Alcune fasi si possono seguire in streaming sul sito dell'UNFCCC, ma per la loro peculiarità, sono previsti oltre 20000 partecipanti, non è possibile svolgere una COP in teleconferenza

Anche alcuni meteorologi dei portali METEORED saranno presenti a COP 25 e vi terremo informati di quanto accade in questa sorta di grande Assemblea di Condominio del Pianeta Terra.

Pubblicità