Clima, undicimila ricercatori dichiarano: "è emergenza climatica"

Undicimila ricercatori di tutto il mondo hanno sottoscritto uno studio che riassume i dati e le evidenze degli ultimi 40 anni sul cambiamento climatico in atto e dichiarano: "è emergenza climatica". Indicano poi sei iniziative da mettere subito in pratica.

Lorenzo Pasqualini Lorenzo Pasqualini 06 Nov 2019 - 13:31 UTC
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La Terra è in piena "emergenza climatica" per le attività umane: uno studio raccoglie le evidenze degli ultimi 40 anni ed invita ad azioni immediate.

Più 11.000 ricercatori di 153 Paesi del mondo hanno sottoscritto un nuovo studio che incrocia i dati e gli studi sul clima degli ultimi 40 anni. La conclusione è che ci troviamo in piena "emergenza climatica".

La Terra è in piena "emergenza climatica"

La Terra è in piena "emergenza climatica": se non verranno applicati cambiamenti profondi e duraturi, con una drastica riduzione delle emissioni di gas serra, saranno inevitabili "indicibili sofferenze".

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista BioScience, ed ha visto la partecipazione di circa 250 ricercatori italiani. La dichiarazione di emergenza climatica si basa sull'analisi di 40 anni di dati scientifici. Lo studio non apporta novità ma fa una sintesi della enorme mole di studi scientifici e dati che da tempo ci confermano la presenza di una fase di cambiamento climatico causato dalle attività umane. Secondo i ricercatori "la scienza ha il dovere morale di avvisare l'umanità in modo chiaro davanti a qualsiasi minaccia catastrofica".

Sei misure per far fronte al cambiamento climatico

Oltre ad allertare delle gravi conseguenze che l'immissione di gas serra in atmosfera sta comportando, nello studio vengono proposte sei misure per far fronte al cambiamento climatico. La riforma del settore energetico è il primo punto: bisogna puntare sulle rinnovabili ed arrivare ad una drastica riduzione o eliminazione dell'uso di combustibili fossili. Altro punto è la riduzione di altri inquinanti, che mettono in crisi ecosistemi e ambiente. E poi ancora, la salvaguardia degli ecosistemi naturali, in particolare con la protezione delle foreste primarie - grandi serbatoi di carbonio - ed altri ecosistemi intaccati dall'incessante attività di distruzione degli esseri umani.

Energia, sistema economico, protezione degli ecosistemi...

Al quarto punto si propone una forte riduzione del consumo di carne, che ridurrebbe le emissioni di metano e altri gas serra: in particolare si punta il dito contro gli allevamenti intensivi. Poi si propone un cambiamento del sistema economico, senza il quale sarà difficile raggiungere gli obiettivi precedenti: in particolare, è evidente che è urgente porre fine alla dipendenza da combustibili fossili, ma è anche prioritario cambiare l'attuale modello economico basato su estrazione di materiale e riduzione degli ecosistemi, ed è importante anche garantire maggior giustizia sociale ed economica per le popolazioni. Altro punto fondamentale, di cui si parla poco solitamente, è quello della demografia mondiale.

Lo studio propone di stabilizzare il numero di abitanti del mondo, per evitare che la popolazione mondiale cresca ulteriormente. Un tema complesso, che va affrontato in modo diverso a seconda delle aree del pianeta, visto che alcuni paesi (come quelli europei) soffrono le conseguenze di un invecchiamento, mentre altri quello del sovrappopolamento.

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