Falso allarme in Giappone: il governo annuncia erroneamente un terremoto di magnitudo 9.9

L'Agenzia meteorologica giapponese si è scusata dopo aver emesso per errore un allarme terremoto di magnitudo 9.9, che avrebbe superato il terremoto più forte mai registrato. Scopri di più qui!

In Giappone, dove i terremoti sono un rischio naturale, la rapidità e l'accuratezza delle informazioni sono cruciali per proteggere la popolazione ed evitare allarmismi inutili.
In Giappone, dove i terremoti sono un rischio naturale, la rapidità e l'accuratezza delle informazioni sono cruciali per proteggere la popolazione ed evitare allarmismi inutili.

La diffusione per errore di un’allerta di emergenza per un terremoto di magnitudo 9,9 ha spinto l’Agenzia meteorologica giapponese a scusarsi, in un incidente che mette in evidenza le difficoltà nella comunicazione del rischio sismico in uno dei Paesi al mondo meglio preparati ad affrontare i terremoti.

Secondo l’Agenzia meteorologica giapponese, l’allerta è stata emessa in seguito a un terremoto di magnitudo 6,9 nei pressi della penisola della Kamčatka, nell’Estremo Oriente russo.

Secondo quanto riportato, il terremoto reale si era verificato circa tre ore prima che venisse segnalato l’incidente. Il malfunzionamento ha portato a registrare una magnitudo molto superiore a quella effettiva, generando così un falso allarme dalle conseguenze potenzialmente gravi.

La differenza tra i due valori è infatti enorme. Mentre un terremoto di magnitudo 6,9 può provocare danni considerevoli, a seconda della profondità, della distanza dalle aree abitate e delle caratteristiche del terreno e degli edifici, un terremoto di magnitudo 9,9 rappresenterebbe un evento di proporzioni gigantesche.

Un errore che ha fatto scattare l’allarme

L’Agenzia meteorologica giapponese, responsabile del monitoraggio dell’attività sismica e dell’emissione delle allerte, ha riconosciuto l’errore e ha chiesto scusa. L’incidente solleva interrogativi sull’affidabilità dei sistemi di rilevamento e sulla diffusione delle informazioni di emergenza, soprattutto in un Paese dove la tempestività degli avvisi può essere determinante per salvare vite umane.

Il Giappone si trova lungo il cosiddetto Anello di Fuoco del Pacifico, una vasta regione caratterizzata da un’intensa attività tettonica, nella quale si concentra un elevato numero di terremoti e vulcani.

Per questo motivo, il Paese ha sviluppato sistemi di monitoraggio e allerta progettati per trasmettere informazioni alla popolazione e alle autorità nel minor tempo possibile. Tuttavia, proprio la rapidità necessaria per diffondere gli avvisi rende particolarmente importante la verifica dei dati prima della loro pubblicazione.

L’allerta è stata revocata dopo appena otto minuti

Secondo la stampa giapponese, l’allerta è stata emessa alle 12:40, ora locale, ed è stata revocata circa otto minuti dopo, alle 12:48 di venerdì 16 ottobre. Durante questo intervallo erano state previste intensità sismiche massime sulla scala giapponese, provocando l’emissione di allerte per diverse regioni del Paese.

Una mappa dell’Agenzia meteorologica giapponese indica l’epicentro del terremoto che ha colpito l’area al largo della penisola della Kamčatka nel pomeriggio di venerdì 16 ottobre. Fonte: The Japan Times
Una mappa dell’Agenzia meteorologica giapponese indica l’epicentro del terremoto che ha colpito l’area al largo della penisola della Kamčatka nel pomeriggio di venerdì 16 ottobre. Fonte: The Japan Times

L’agenzia ha spiegato che la magnitudo del terremoto era stata sovrastimata e che erano in corso indagini per individuare l’origine del malfunzionamento informatico. Durante la conferenza stampa ha escluso la possibilità di un attacco informatico, indicando invece come possibile causa un problema nell’elaborazione dei dati da parte del sistema.

Nonostante lo spavento, il terremoto reale ha fatto registrare soltanto un’intensità pari a 1 sulla scala sismica giapponese nella città di Hakodate, sull’isola di Hokkaido. In seguito all’evento non è stata emessa alcuna allerta tsunami.

Sarebbe possibile un terremoto di magnitudo 9,9?

Il valore annunciato erroneamente supererebbe quello del più forte terremoto mai registrato dagli strumenti scientifici, il terremoto di Valdivia, in Cile, del 22 maggio 1960, che raggiunse una magnitudo di 9,5. Il sisma provocò uno tsunami che attraversò il Pacifico, causando vittime e distruzione in diversi Paesi.

L’Agenzia meteorologica giapponese ha identificato erroneamente la magnitudo del terremoto avvenuto nei pressi della Kamčatka, provocando l’emissione di un’allerta di emergenza successivamente revocata. Fonte: The Japan Times
L’Agenzia meteorologica giapponese ha identificato erroneamente la magnitudo del terremoto avvenuto nei pressi della Kamčatka, provocando l’emissione di un’allerta di emergenza successivamente revocata. Fonte: The Japan Times

Secondo il Servizio geologico degli Stati Uniti (USGS), non si conosce alcun sistema di faglie sufficientemente esteso da poter generare un terremoto di magnitudo 10 o superiore. Un evento di magnitudo 9,9 sarebbe quindi straordinariamente improbabile sulla base delle attuali conoscenze geologiche.

L’incidente avvenuto in Giappone dimostra come un errore in un sistema di allerta possa avere conseguenze che vanno ben oltre una semplice imprecisione numerica. In un Paese abituato a preparare la popolazione ad affrontare terremoti e tsunami, la fiducia nelle informazioni ufficiali è fondamentale.

La rapidità delle allerte resta indispensabile, ma questo episodio ricorda che la precisione dei dati e la capacità di correggere tempestivamente gli errori sono altrettanto importanti.