L’altra faccia di El Niño: dalle piogge sulle coste americane alla siccità che incendia l’Indonesia
El Niño non significa soltanto piogge intense sulle coste americane. Sul lato opposto del Pacifico può provocare siccità, caldo anomalo e incendi devastanti. Le immagini Copernicus dell’Indonesia mostrano le conseguenze di questo squilibrio climatico.

Il fenomeno climatico di El Niño ha due facce contrapposte.
Una è quella più nota, quella delle temperature anomale dell’Oceano Pacifico e delle piogge intense che possono interessare le coste occidentali delle Americhe.
Tuttavia, ne esiste una seconda, meno raccontata ma altrettanto drammatica, quella dei mesi di siccità, delle temperature elevate e degli incendi devastanti che interessano l'Indonesia, dalla parte opposta del Pacifico.
1. El Niño: un oceano, due conseguenze opposte
Le acque oceaniche sono continuamente in movimento. Esistono movimenti sia su piccola che su grande scala spaziale, sia in profondità o solo in superficie.
Un movimento delle acque oceaniche superficiali su grande scala è, ad esempio, quello generato dai venti Alisei che soffiano da Est verso Ovest. Questi venti sono capaci di spostare le acque superficiali calde dalle coste del Pacifico orientale (coste dell’America centrale e meridionale) verso Ovest (coste dell’Australia e dell’Indonesia).
La più elevata evaporazione delle acque calde superficiali dirottate dagli Alisei genera la formazione di grandi sistemi nuvolosi e precipitazioni abbondanti nelle coste pacifiche occidentali. Di contro, le coste pacifiche orientali, ad esempio in Perù ed Ecuador, dove le acque oceaniche sono rimaste più fredde, sperimentano condizioni meteorologiche più asciutte.

Il fenomeno di El Nino rappresenta una perturbazione quasi periodica di questo schema. Mediamente ogni 2-7 anni, si ha un’inversione delle correnti superficiali del Pacifico per cui acque calde superficiali si estendono verso le coste americane, e con esse tende a spostarsi anche l'area delle precipitazioni tropicali più intense.
Il risultato è un vero e proprio contrasto climatico: alcune regioni della costa pacifica sudamericana, soprattutto Perù ed Ecuador, possono sperimentare piogge eccezionali e alluvioni, mentre Indonesia e Australia settentrionale tendono a diventare più secche del normale.
2. Indonesia 2026: quando la siccità alimenta gli incendi
Secondo l’Organizzazione Meteorologica Mondiale, l’attuale episodio di El Niño potrebbe raggiungere una notevole intensità entro la fine dell’anno, alterando precipitazioni e temperature in numerose regioni del pianeta.
Tuttavia, mentre i media forniscono aggiornamenti riservando particolare enfasi all’anomalia delle temperature superficiali oceaniche sulle coste dell’America latina e il conseguente innesco di alluvioni, meno attenzione viene riservata alla controparte, cioè a quanto sta avvenendo nelle regioni occidentali, cioè Australia e Indonesia.

Qui le conseguenze di El Nino sono particolarmente evidenti: dalla fine di Luglio il clima secco ha innescato vasti incendi nelle foreste tropicali, nei terreni agricoli e nelle torbiere.
Il Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS) segnala che le emissioni prodotte dagli incendi indonesiani tra Gennaio e Settembre 2026 figurano tra le più elevate degli ultimi 24 anni.
Le immagini satellitari mostrano enormi pennacchi che si estendono da Sumatra e Borneo verso Malaysia, Singapore e altre regioni del Sud-Est asiatico. Le conseguenze non sono locali ma coinvolgono regioni molto estese con milioni di persone esposte all'inquinamento atmosferico.
Gli incendi in corso sono resi ancor più problematici dalla presenza sul territorio indonesiano di torbiere, cioè zone ricche di materiale organico parzialmente decomposto accumulato nel corso di migliaia di anni. Il loro bruciamento si estende in profondità rendendo lo spegnimento particolarmente complicato.
Gli incendi sono una conseguenza del clima molto secco generato da El Nino e sono generalmente innescati da attività umane legate alla combustione della vegetazione per liberare terreni agricoli. Tuttavia, la siccità prolungata rende la vegetazione più infiammabile, favorisce la propagazione delle fiamme e rende molto più complesso il loro contenimento.
3. Un fenomeno globale che non possiamo osservare da una sola costa
In un contesto di cambiamento climatico prodotto da un eccesso di gas serra in atmosfera, quanto sta succedendo in Indonesia diventa assolutamente rilevante.
Gli incendi stanno immettendo in atmosfera enormi quantità di anidride carbonica che sappiamo essere un potente gas serra. Le osservazioni satellitari permettono oggi di seguire quasi in tempo reale l’evoluzione degli incendi e il trasporto del fumo che viene distribuito su tutto il globo dalle correnti atmosferiche. All’aumento del gas serra si aggiungono conseguenze negative degli incendi su habitat preziosi e sulla biodiversità.
Il fenomeno di El Nino accelera l’aumento delle temperature globali, aggravando le condizioni di caldo e aridità. Rimane comunque un fenomeno naturale che però esaspera le conseguenze del cambiamento climatico di origine antropica.
Le immagini satellitari dell'Indonesia ci ricordano che per comprendere El Niño occorre guardare all’intero Oceano Pacifico. Se su una costa la notizia è rappresentata dalle piogge torrenziali, su quella opposta può essere l’assenza stessa della pioggia a provocare la catastrofe.