Caldo estremo sull’Italia, ma per la climatologia il peggio deve ancora arrivare

Caldo record nei giorni del solstizio d’estate 2026, ma le statistiche climatiche ci dicono che il periodo più caldo dell’anno è fra fine luglio e inizio agosto. Inerzia termica, suolo, mare e sinottica sono i fattori chiave. Avremo ancora più caldo nella III decade di luglio?

L’ondata di caldo in corso stupisce per intensità e durata, con temperature al centro nord ai limiti dei record storici non solo di giugno ma anche assoluti. Questa ondata di caldo peraltro coincide con il periodo del solstizio d’estate, quello con la maggior insolazione e la maggior durata del dì, con le notti più brevi dell’anno.

Questa coincidenza a molti ha fatto pensare che sia proprio a causa delle tante ore di sole che fa così caldo, ma la climatologia dice che le cose stanno diversamente. Statisticamente non è questo il periodo più caldo dell’anno, ma fine luglio e inizio agosto.

Quando sono i giorni più caldi dell’anno in Italia? I dati climatici

Al nord e centro Italia il periodo più caldo dell’anno secondo le statistiche è la III decade di luglio, ovvero fra il 21 e 31 del mese. È in questo periodo che coincise per esempio la storica, ma breve, ondata di caldo record del luglio 1983.

Simile la situazione della I decade di agosto, che negli ultimi anni ha visto anche acuti da record, come nel 2017 quando il giorno 4 Forlì toccò 43.4°C. Nell’estate 2003 la fase acuta del caldo estremo fu attorno all’8-10 agosto, con picco il giorno 11.

Anche in molte zone del sud fine luglio e inizio agosto sono i periodi climaticamente più caldi, ma in alcune zone costiere e in Sicilia e Sardegna il massimo climatico si sposta anche a metà agosto.

La sostanza comunque non cambia: per la climatologia statistica il periodo più caldo dell’anno non è fine giugno attorno all’equinozio, ma appunto a fine luglio o prima metà di agosto.

Le cause: l’inerzia termica del sistema Terra-atmosfera

Il Sole raggiunge la massima altezza al mezzogiorno vero nel giorno del sostizio, quest’anno il 21 giugno. È questo anche il dì più lungo, a Milano ci sono ben 15 ore e mezza di soleggiamento astronomico, a Palermo 14 ore e 39 minuti. Dunque perché non è questo il periodo più caldo dell’anno?

Il primo motivo risiede nell’inerzia termica del sistema climatico terrestre. In pratica il sistema clima continua ad accumulare energia fino a fine luglio o primi di agosto.

Semplificando è lo stesso motivo per cui le ore più calde del giorno non sono a mezzogiorno ma nel tardo pomeriggio, poco prima del tramonto. Analogamente succede che agosto è mediamente più caldo di giugno. Per molte settimane il bilancio fra energia solare entrante e energia infrarossa dispersa verso lo spazio resta positivo: entra più energia di quanta ne esca.

Il declino termico inizia così verso ferragosto, complice anche l’accorciarsi più netto e rapido delle giornate.

Suolo e mari accumulano calore

Il ruolo del Mar Mediterraneo è fondamentale per regolare il clima dell’Italia, ed anche nell’alimentare temporali violenti ed eventi estremi. L’acqua accumula calore e lo trattiene per molte settimane dopo i massimi termici, favorendo quindi anche il ritardo nel picco di caldo annuale rispetto al solstizio. Fra fine luglio e agosto si osservano le temperature superficiali del mare (SST) più alte dell’anno.

Il mare continua ad accumulare calore, ritardando il massimo statistico del caldo rispetto al solstizio. Preoccupa non solo per le ondate di caldo ma anche per gli eventi estremi osservare il Mar Tirreno a 30°C già a fine giugno.
Il mare continua ad accumulare calore, ritardando il massimo statistico del caldo rispetto al solstizio. Preoccupa non solo per le ondate di caldo ma anche per gli eventi estremi osservare il Mar Tirreno a 30°C già a fine giugno.

A questo si aggiunge il riscaldamento del suolo, anche se qua le cose sono più complesse. L’accumulo di calore infatti dipende anche dal tipo di suolo e dai materiali. Questo aspetto non si osserva solo nei suoli naturali ma anche in quelli urbani e di aree industriali. Il cemento in particolare riduce la dispersione di calore.

Masse d’aria e sinottica

Infine, la circolazione sinottica è solitamente più favorevole alla presenza di anticicloni subtropicali o africano sempre a fine luglio o inizio agosto.

A fine luglio era in passato più frequente invece l’anticiclone delle Azzorre, ma comunque è appunto nella seconda metà dell’estate meteorologica che i pattern circolatori sono più di frequente anticiclonici.

A ciò si aggiungono le masse d’aria subtropicali o, sebbenne raramente arrivano in Italia, tropicali come quella di questi giorni.

L'Europa è invasa da aria tropicale continentale, l'ondata di caldo secondo ECMWF arriverà fino al nord Europa, con valori assurdi sulla Germania, fra cui 40-42°C a Berlino.
L'Europa è invasa da aria tropicale continentale, l'ondata di caldo secondo ECMWF arriverà fino al nord Europa, con valori assurdi sulla Germania, fra cui 40-42°C a Berlino.

Sempre per i motivi di cui sopra le masse d’aria che nascono nella fascia subtropicale o peggio nei deserti subsahariani sono al massimo termico nel suddetto periodo di fine luglio.

Cosa aspettarsi a fine luglio e inizio agosto?

È presto per capire come sarà il tempo fra fine luglio e inizio agosto, ma qualcosa ci dicono i prodotti substagionali. Gli scenari prevalenti sono di temperature sopra la media in tutta Europa, con dominio di situazioni anticicloniche. Prematuro stabilire ora se saremo invece dominati dall’anticiclone africano o se torna l’aria tropicale.

Certo questa in corso è stata una situazione anomala, ma se si ripetesse una sinottica simile a questi giorni di fine giugno 2026 a fine luglio, allora si rischieremmo temperature ancora più estreme.