Gli antichi coralli rivelano un fenomeno senza precedenti: "El Niño è oggi il più estremo dell'ultimo millennio"
El Niño si intensifica, verso l’evento di ENSO più intenso da almeno 1000 anni? Ecco cosa ci dicono i dati indiretti dai coralli delle Galàpagos. I risultati di una ricerca scientifica pubblicati su Science.

Cresce l’attenzione a che la preoccupazione per il fenomeno de El Niño, già sviluppatosi da giugno e che è ormai certo raggiungerà livelli record. Le ultime notizie confermano che El Niño del 2026 sarà addirittura storico, con anomalie anche di oltre 3°C nella temperatura superficiale dell’oceano Pacifico equatoriale. L’intensità de El Niño aumenterà ulteriormente nei prossimi mesi e potrebbe durare almeno fino a febbraio 2027.
Ora nuovi dati, illustrati dalla scienziata Julia Cole, Professore di Scienze della Terra e dell'Ambiente dell’Università del Michigan, ci dicono che avremo a che fare con il più potente El Niño da almeno 1000 anni.
Qualche chiarimento come premessa
El Niño è un fenomeno ciclico naturale, di riscaldamento o, nella opposta situazione di La Niña, raffreddamento anomalo delle acque oceaniche tropicali dell’oceano Pacifico. Si verifica mediamente ogni 3-5 anni, e non dipende direttamente dai cambiamenti climatici, ma va a sommarsi al trend di riscaldamento.
La sua influenza in Italia e anche in Europa non è chiara e ben dimostrata, e comunque come spiegato dal meteorologo Daniele Ingemi quello in corso non ha alcun ruolo con l’estate 2026 record in corso.
I suoi impatti preoccupano perché possono influenzare il clima in tutto il mondo. Con l'aumento delle temperature globali, gli impatti stanno diventando più forti e distruttivi
I coralli: detective del clima del passato
Per capire come è cambiato El Niño rispetto al passato, non bastano le osservazioni strumentali, disponibili solo da poco più di un secolo. Per la CO2 ci vengono in aiuto i carotaggi dei ghiacciai, specie di Antartide e Groenlandia. Per sapere cosa è successo nei mari, abbiamo invece a disposizione l’archivio naturale dei coralli.
Durante la loro crescita, i coralli conservano memoria geochimica delle temperature marine locali del passato. Una importante zona che tiene traccia della storia degli eventi El Niño e La Niña sono le isole Galápagos. Questo paradiso naturale, noto per aver ispirato a Darwin la teoria dell’evoluzione, si trova infatti nella posizione geografica ideale, dove si sviluppano El Niño e La Niña.
Le isole Galápagos, grazie alla loro posizione, sono direttamente influenzate dalle oscillazioni tra gli anni caldi di El Niño e gli anni più freddi di La Niña.
Le misure raccolte dal team di Julia Cole
La ricercatrice Julia Cole e il suo team di ricerca si sono recate a fare misure e campionamenti non invasivi nelle barriere coralline alle isole Galápagos. Gli scienziati hanno ricostruito la variabilità di ENSO analizzando coralli viventi e fossili delle Galápagos, raccolti con difficili immersioni anche in profondità.
Hanno poi analizzato in laboratorio i rapporti δ¹⁸O e Sr/Ca, proxy data della temperatura superficiale del mare. I campioni, datati al radiocarbonio, permettono di confrontare gli ultimi decenni con la variabilità degli ultimi 1000 anni.
I risultati della spedizione scientifica sono illustrati in un articolo recentemente pubblicato su Science. I coralli viventi e i fossili antichi raccolti rilevano così che gli eventi di El Niño degli ultimi 40 anni sono stati i più intensi dell’ultimo millennio, associati a temperature più elevate che hanno portato impatti più potenti del passato sul clima. L’intensificazione coincide con il riscaldamento globale causato dalle attività antropiche.

In particolare i due eventi dei più intensi della storia di El Niño, nel 1982-83 e nel 1997-98, potrebbero essere segnali indicatori del rischio di eventi ancora più estremi in futuro, man mano che il pianeta si riscalda.
Uno sguardo al futuro
Quando El Niño diventa più intenso, le conseguenze si sentono ovunque: siccità, alluvioni, tempeste più violente e distruttive. Grazie ai moderni modelli, sappiamo da mesi dell’arrivo de El Niño, guadagnando così tempo per prepararsi e ridurre i danni.
La capacità di prevedere i cicli di ENSO dipende da raffinati modelli, che girano in grandi datacenter e da satelliti, boe oceanografiche, stazioni a terra ecc che monitorano il Pacifico tropicale. Mantenere questo sistema costa, ma è un investimento sul futuro indispensabile per prevenire e adattarci agli impatti dei cambiamenti climatici.
Ora dunque la parola passa dagli scienziati agli Stati: saranno in grado, attraverso le organizzazioni di protezione civile, di prevenire i danni di un El Niño che potrebbe essere il più intenso dell’ultimo millennio?
Riferimento della notizia
J.Cole et al. Recent strengthening of eastern Pacific ENSO in the last millennium paleorecord - Science.
The Conversation. Galápagos corals show El Niño events are more extreme now than in past 1,000 years – here’s how my team made the discovery..