Gli scienziati riescono a trasformare gli scarti alimentari in carburante per aerei sostenibile
Ogni anno, in tutto il mondo, vengono sprecate oltre un miliardo di tonnellate di cibo. Ora è stata avanzata una proposta per convertire parte di questi rifiuti in carburante per aerei sostenibile. È possibile?

Anno dopo anno, milioni di tonnellate di rifiuti alimentari finiscono nelle discariche. Lì, generano emissioni di metano, uno dei gas serra più potenti. Ora, un gruppo di ricercatori ha dimostrato che questi stessi rifiuti possono essere trasformati in una preziosa fonte di carburante sostenibile per l'aviazione.
Lo studio rappresenta un passo importante per lo sviluppo di fonti di carburante sostenibili. L'aviazione, in particolare, rappresenta un'enorme sfida nel processo di decarbonizzazione. I voli a medio e lungo raggio richiedono carburanti con una densità energetica estremamente elevata per coprire lunghe distanze, una capacità che le batterie attuali non sono ancora in grado di fornire.
Attenzione però. Convertire i rifiuti alimentari in carburante non significa che il problema degli sprechi alimentari cessi di esistere. Ridurre le perdite e gli sprechi rimane la strategia più importante. Ciò che questo studio suggerisce è che, mentre il mondo continua a smaltire i rifiuti, una parte di essi potrebbe offrire un ulteriore beneficio ambientale.
Dalla discarica al serbatoio di un aereo
Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Sustainability, ha valutato non solo la fattibilità tecnica del processo, ma ha anche analizzato il potenziale economico della trasformazione dei rifiuti alimentari in combustibile sostenibile.

Il processo inizia con rifiuti organici umidi come materia prima, ad esempio scarti alimentari domestici, rifiuti di ristoranti o scarti dell'industria alimentare. Invece di smaltirli in discarica, vengono sottoposti a un processo termochimico noto come liquefazione idrotermale (HTL).
Il carburante sostenibile per l'aviazione (SAF) può ridurre le emissioni di gas serra fino all'80% nel suo ciclo di vita, a seconda della materia prima e del processo di produzione.
Questa tecnica utilizza acqua ad alta temperatura e pressione per convertire rapidamente la materia organica in biogreggio, un olio ad alto contenuto energetico che può essere poi raffinato in un carburante simile al cherosene utilizzato dagli aerei commerciali. Questo tipo di carburante è noto come carburante sostenibile per l'aviazione (SAF).
Meno emissioni, meno rifiuti
Oltre a riutilizzare i rifiuti, questo sistema potrebbe ridurre le emissioni su due fronti contemporaneamente. Da un lato, impedirebbe la decomposizione degli scarti alimentari e il rilascio di metano. Dall'altro, potrebbe diminuire la dipendenza dai combustibili fossili attualmente utilizzati dall'aviazione.
I ricercatori sottolineano che il valore di questa proposta risiede nel riutilizzo di rifiuti che attualmente finiscono solitamente in discarica o negli impianti di depurazione. Invece di diventare semplicemente rifiuti, questi scarti alimentari potrebbero essere reintrodotti nel ciclo produttivo come materia prima per la produzione di carburante per l'aviazione.
E' fattibile?
Ma dimostrare che qualcosa funziona in laboratorio è solo il primo passo. La grande domanda è se sia possibile produrlo su larga scala in modo economicamente vantaggioso, con un reale beneficio ambientale.
Un limite importante è che la loro proposta è pensata per essere miscelata con il cherosene convenzionale, inizialmente in proporzioni minori o fino al 50%, non per sostituirlo completamente. Ciò consente una riduzione delle emissioni senza la necessità di modificare i motori o le infrastrutture esistenti.

I loro risultati dimostrano che, in determinate condizioni, questa tecnologia potrebbe essere economicamente sostenibile e integrarsi in un'economia circolare. Tuttavia, restano da affrontare sfide significative prima di poterla vedere impiegata su larga scala.
Sarà il futuro dell'aviazione?
Per ora, il lavoro è stato svolto su piccola scala. Il team è riuscito a produrre in laboratorio diversi litri di carburante, sufficienti per condurre test preliminari su motori diesel. Il prossimo passo sarà quello di testarlo su motori a reazione, il tipo di motore che alimenta la maggior parte degli aerei commerciali moderni.
Il processo comporta ancora costi elevati, ma gli scienziati sono fiduciosi che perfezionando la tecnologia e, in seguito, ampliandone la produzione industriale, questi si ridurranno. Nel frattempo, la scienza continua a compiere piccoli passi verso la ricerca di soluzioni ad alcune delle maggiori sfide ambientali del nostro tempo.
Riferimento della notizia
Si, B., Wang, Z., Watson, J. y colaboradores. (2026). A circular hydrothermal refinery for sustainable aviation fuel from food waste.
Knowridge. (2026). Scientists turn food waste into jet fuel in a step toward greener aviation.