Gli scienziati riescono a trasformare la plastica in carburante: il sistema che converte la plastica in energia

Questo nuovo processo raggiunge tre risultati in uno: trasforma la plastica più comune in idrogeno ad elevata purezza solidificando la CO2, impedendone così l'emissione nell'atmosfera.

Trasformazione della plastica tramite un nuovo trattamento termico alcalino, che dà origine a un biomateriale a zero emissioni di idrogeno. Immagine per gentile concessione di UCLA Newsroom.
Trasformazione della plastica tramite un nuovo trattamento termico alcalino, che dà origine a un biomateriale a zero emissioni di idrogeno. Immagine per gentile concessione di UCLA Newsroom.

Quanta plastica c'è davvero sul pianeta? Una domanda a cui probabilmente non avremo mai risposta. Al di là di qualsiasi stima, la preoccupazione per questa situazione cresce lentamente rispetto all'accelerazione del problema stesso, perché la realtà è che ogni minuto c'è più plastica sul pianeta.

Tra le iniziative e le campagne volte a mitigare il problema, gli scienziati di tutto il mondo continuano a cercare soluzioni efficaci per sradicare rapidamente questo fenomeno, senza causare ulteriori danni al pianeta e ai suoi ecosistemi (ovvero, senza creare un'ulteriore fonte di inquinamento idrico, atmosferico o del suolo).

Dalle profondità degli oceani alle nuvole, e persino nel nostro sangue, la plastica ha raggiunto ogni spazio intorno a noi, rimanendo nell'ambiente e accompagnando le generazioni future per secoli.

Uno degli studi più interessanti, che ha recentemente condiviso risultati promettenti nel luglio 2026, è stato pubblicato dall'Università della California, Los Angeles, e dalla Ewha Womans University in Corea del Sud.

Questo progetto non solo ha sviluppato con successo un processo che potrebbe rivoluzionare il riciclo della plastica in futuro senza causare ulteriore inquinamento, ma offre anche un modo nuovo ed estremamente efficiente per ottenere energia pulita.

Dalla plastica all'idrogeno: una trasformazione a zero emissioni

Mescolare la plastica per trasformarla? Il risultato di questa nuova proposta non è altro che idrogeno ad elevata purezza ottenuto dalla combinazione di tre comuni tipi di plastica: PET, polietilene e polipropilene.

Gli studi hanno dimostrato che milioni di microplastiche sono presenti nell'aria, nell'acqua e nel suolo, con un periodo di decomposizione che può richiedere centinaia di anni.
Gli studi hanno dimostrato che milioni di microplastiche sono presenti nell'aria, nell'acqua e nel suolo, con un periodo di decomposizione che può richiedere centinaia di anni.

Questo risultato si ottiene attraverso un processo innovativo chiamato trattamento termico alcalino, che utilizza temperature fino a 400 °C inferiori rispetto a quelle impiegate nei processi di gassificazione convenzionali. Ciò consente di catturare l'anidride carbonica rilasciata durante il processo e di trasformarla nella sua forma solida.

Utilizzando idrossido di sodio e una differenza di temperatura così significativa (questo processo opera tipicamente a temperature comprese tra 700 °C e 1300 °C), questa tecnica richiede un minore consumo energetico, producendo al contempo idrogeno con una purezza superiore al 90%, un valore molto vicino allo standard richiesto per la sua implementazione nelle tecnologie per l'energia pulita.

Inoltre, catturando l'anidride carbonica (CO2) emessa durante il processo, si impedisce che il gas venga rilasciato e inquini l'atmosfera, aprendo la strada al suo utilizzo allo stato solido. Questo materiale trasformato può quindi essere impiegato nell'industria manifatturiera, edile e in altri settori.

Secondo l'UCLA, meno del 10% della plastica scartata viene riciclata; quasi l'80% finisce nelle discariche e negli oceani, mentre circa il 10% viene incenerito, rilasciando gas inquinanti nell'atmosfera.

Sebbene questo progetto sia ancora in fase sperimentale e necessiti di un'implementazione industriale al di fuori del laboratorio, i risultati sono promettenti per quanto riguarda la riduzione dei costi di selezione e separazione dei materiali plastici, la produzione di idrogeno ad elevata purezza e la gestione dei rifiuti rimanenti per il riutilizzo.

Un problema che offre una finestra di opportunità

Dal 2020, sono emersi diversi progetti di ricerca volti a mitigare questo problema crescente, dato che la maggior parte della produzione attuale di beni essenziali purtroppo contiene qualche tipo di plastica.

Nel 2025, i ricercatori giapponesi hanno pubblicato una scoperta: avevano sviluppato una plastica a base di cellulosa altamente resistente che si degrada completamente in acqua salata. E all'inizio del 2026 è stato pubblicato un progetto che distrugge la plastica utilizzando enzimi, ottenendo la degradazione fino al 90% delle bottiglie in PET.

È importante notare che l'implementazione delle bioplastiche nella vita quotidiana e la creazione di nuovi meccanismi per mitigare questo materiale potrebbero richiedere ancora molto tempo. Pertanto, la migliore opportunità per apportare un cambiamento in questo ambito risiede nelle scelte di ciascuno di noi, volte a generare la minor quantità possibile di rifiuti di plastica nella nostra vita quotidiana.

Riferimento alla notizia

PNAS, Selective and direct hydrogen generation from mixed plastic waste via alkaline thermal treatment with inherent carbon storage, Julio 2026.