I piccoli uccelli rossi stanno per colonizzare i giardini italiani: quando li vedi, Natale è alle porte

L’arrivo di questi uccelli coincide quasi sempre con l’inizio vero e proprio dell’autunno e con il calare delle temperature. Essi indicano che la stagione fredda ha preso possesso del paesaggio.

Il loro arrivo coincide quasi sempre con l’inizio vero e proprio dell’autunno e con il calare delle temperature.
Il loro arrivo coincide quasi sempre con l’inizio vero e proprio dell’autunno e con il calare delle temperature.

Con l’avvicinarsi dell’autunno un segnale discreto, ma inconfondibile, si diffonde nei giardini, nei parchi urbani, lungo le siepi di campagna e sulle città italiane. Sono i pettirossi e i codirossi che fanno ritorno o compaiono nelle zone più miti della penisola.

Il loro arrivo coincide quasi sempre con l’inizio vero e proprio dell’autunno e con il calare delle temperature. Essi sono uno dei segni più fidati che la stagione fredda ha preso possesso del paesaggio.

Il ritorno in Italia dai siti di nidificazione estivi

Queste due specie, appartenenti entrambe alla famiglia dei muscicapidi, trascorrono i mesi autunnali e invernali proprio nelle aree più temperate d’Italia. Qui trovano cibo più abbondante (insetti ancora attivi, bacche, piccoli frutti) e condizioni climatiche meno estreme rispetto alle regioni settentrionali ed orientali del continente.

Molti individui provengono dal Nord e dall’Est europeo, da aree geografiche come la Scandinavia, Finlandia, Paesi baltici, Europa centro-orientale. Alcuni pettirossi, come documentato da recuperi di anelli, coprono distanze superiori ai 2.000 chilometri, lasciando le foreste boreali e le zone di nidificazione estiva per raggiungere la penisola italiana e, in certi casi, proseguire ancora più a sud.

La migrazione verticale locale

Non tutti i pettirossi e i codirossi che popolano le nostre pianure e le nostre coste in autunno sono però migratori a lunga distanza. Una parte significativa delle popolazioni italiane e alpine compie invece quella che gli ornitologi chiamano migrazione verticale o altitudinale.

Esemplare adulto di pettirosso durante il suo tradizionale canto che accompagna le lunghe giornate autunnali.
Esemplare adulto di pettirosso durante il suo tradizionale canto che accompagna le lunghe giornate autunnali.

Durante l’estate questi uccelli si spingono verso i boschi di montagna, le alte colline e le quote più elevate, dalle Alpi all’Appennino, passando per i monti di Sardegna e Sicilia, dove nidificano e trovano condizioni ideali.

Con i primi rigori autunnali, quando la neve inizia a minacciare le zone alte e le risorse alimentari diminuiscono, scendono verso le pianure, le campagne e le fasce costiere. Si tratta di un movimento di quota, non di latitudine, che permette loro di restare entro i confini italiani sfruttando il gradiente termico e alimentare offerto dal territorio.

Perché questi uccelli si associano al Natale?

Il pettirosso (Erithacus rubecula), con il suo petto arancione acceso e il canto cristallino che risuona anche nelle giornate grigie, è forse il più riconoscibile. Il codirosso, in particolare il codirosso spazzacamino (Phoenicurus ochruros), più comune nelle aree urbane e di bassa quota in autunno, e in misura minore il codirosso comune, completa il quadro con la caratteristica coda rossastra sempre in movimento. Entrambi diventano più visibili e confidenziali proprio quando il freddo avanza.

Con il calo delle temperature si avvicinano alle mangiatoie, ai giardini curati e agli orti, rendendosi compagni discreti delle nostre giornate invernali.

È proprio questo legame con i primi freddi a spiegare perché il loro arrivo viene da sempre associato all’avvicinarsi del Natale. Quando i pettirossi e i codirossi fanno la loro comparsa massiccia nei luoghi frequentati dall’uomo, significa che l’autunno è ormai pienamente insediato e che l’inverno, con le sue lunghe notti e le festività, non è più lontano.

Durante l’estate questi uccelli si spingono verso i boschi di montagna, le alte colline e le quote più elevate, dalle Alpi all’Appennino, passando per i monti di Sardegna e Sicilia, dove nidificano e trovano condizioni ideali.
Durante l’estate questi uccelli si spingono verso i boschi di montagna, le alte colline e le quote più elevate, dalle Alpi all’Appennino, passando per i monti di Sardegna e Sicilia, dove nidificano e trovano condizioni ideali.

In molte tradizioni popolari italiane e europee il pettirosso è diventato simbolo della stagione fredda e, per estensione, del periodo natalizio.

Simbolo della tradizione cristiana

Il suo petto rosso evoca il calore del focolare, mentre la sua presenza costante nei mesi più bui annuncia che il ciclo delle stagioni sta volgendo verso il solstizio e le celebrazioni di fine anno. Vedere o sentire questi piccoli migratori significa che il calendario si sta spostando verso dicembre.

Così, ogni anno, mentre le giornate si accorciano e l’aria diventa più frizzante, pettirossi e codirossi tornano a popolare le aree miti d’Italia.

Alcuni dopo un viaggio di migliaia di chilometri dal Nord e dall’Est Europa, altri dopo una discesa dalle montagne, dove hanno trascorso l’estate per riprodursi e nidificare. Il loro ritorno lo possiamo identificare come un messaggio silenzioso della natura che ci ricorda che l’autunno avanza e che il Natale, con le sue luci e i suoi riti, si fa sempre più vicino.