I luoghi più ventosi della Terra: dalle cime degli ottomila alle coste antartiche

I luoghi più ventosi della Terra si trovano negli oceani, soprattutto in una fascia situata nell'emisfero australe, e sulle cime delle montagne. Ma ci sono altre curiosità che vi sorprenderanno.

Nelle zone molto ventose, gli alberi e gli arbusti inclinati rivelano la direzione dei venti dominanti.
Nelle zone molto ventose, gli alberi e gli arbusti inclinati rivelano la direzione dei venti dominanti.

Il vento, che possiamo definire come il movimento dell’aria in un piano orizzontale rispetto alla superficie terrestre, ha come causa principale le differenze di pressione atmosferica che si generano proprio sulla superficie terrestre a causa del riscaldamento disomogeneo a cui è sottoposta. La sua grande variabilità (sia in velocità sia in direzione di provenienza) dipende anche da altri fattori come il rilievo e l’attrito.

Il vento, che possiamo definire come il movimento dell’aria in un piano orizzontale rispetto alla superficie terrestre, ha come causa principale le differenze di pressione atmosferica che si generano proprio sulla superficie terrestre a causa del riscaldamento disomogeneo a cui è sottoposta.

Su scala globale, le zone più ventose della Terra sono quelle oceaniche; lì, sulla superficie marina, l’attrito dell’aria si riduce significativamente rispetto a quello presente sulle aree continentali.

Tra tutte le aree oceaniche (che coprono il 71% della superficie terrestre), la fascia che circonda la Terra tra i paralleli 40 e 60 sud è quella in cui il vento, in media, soffia con maggiore intensità e persistenza. Si tratta di una zona quasi priva di ostacoli terrestri.

Il vento sulle cime

L’intensità del vento aumenta man mano che si sale di quota nell’atmosfera, poiché la densità dell’aria diminuisce e con essa anche l’attrito molecolare all’interno della miscela gassosa che forma il mezzo atmosferico.

Si registra inoltre una progressiva diminuzione dell’attrito con il suolo all’aumentare dell’altitudine. Nei primi 2.000 metri circa di atmosfera (la cosiddetta strato limite planetario [SLP]), il vento aumenta con la quota proprio per la graduale riduzione dell’attrito dell’aria con il terreno.

Forte bufera di neve sulle cime del Lhotse (8.526 m) e del Nuptse (7.861 m), nella catena dell’Himalaya
Forte bufera di neve sulle cime del Lhotse (8.526 m) e del Nuptse (7.861 m), nella catena dell’Himalaya

Al di sopra dello strato limite planetario, la densità dell’aria è minore (e di conseguenza anche la pressione atmosferica), fattore che contribuisce ad aumentare l’intensità del vento. È per questo motivo che sulle cime delle montagne soffiano spesso venti forti, tanto più intensi quanto maggiore è l’altitudine. Il caso più estremo si trova nelle montagne oltre gli ottomila metri presenti sulla Terra, la maggior parte delle quali si trova nella catena dell’Himalaya.

Per le ragioni appena descritte, sulle grandi vette della Terra soffiano frequentemente venti estremi, in molti casi a causa dell’impatto diretto delle correnti a getto. Nel caso di montagne iconiche come l’Everest (8.849 m) o il K2 (8.611 m), nei mesi invernali (tra dicembre e aprile) il vento può talvolta superare i 300 km/h.

Queste condizioni sono incompatibili con un’alpinismo sicuro, che infatti si concentra nei mesi estivi, cercando sempre finestre di “bel tempo” adatte per tentare la salita delle sempre pericolose vette oltre gli ottomila metri.

Osservatorio del Monte Washington, USA. Foto: © Mike Theiss. Fonte: Peapix.
Osservatorio del Monte Washington, USA. Foto: © Mike Theiss. Fonte: Peapix.

Non è necessario salire su montagne così elevate per trovare condizioni di vento estremo. La posizione geografica è un fattore che in alcuni casi risulta determinante.

Un buon esempio è il Monte Washington (1.917 m), nello stato del New Hampshire, nel nord-est degli Stati Uniti. Si tratta di una montagna isolata, situata in una piccola catena montuosa perpendicolare ai venti dominanti della zona (da Ovest e Nord-Ovest), il che provoca un’accelerazione dei venti in vetta, dove si trova un osservatorio meteorologico.

Qui si registrano talvolta venti straordinari, grazie anche a un ulteriore fattore decisivo: in questa area convergono tre traiettorie principali delle perturbazioni che attraversano il nord degli Stati Uniti. Sia quelle che arrivano dal Canada, sia quelle che scorrono più a sud finiscono per influenzare, in misura variabile, il Monte Washington.

Il 12 aprile 1934 sulla sua cima fu registrata una raffica di vento di 372 km/h, che per oltre 70 anni è stata la più intensa mai misurata dalla rete di osservatori dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale.

I venti catabatici dell’Antartide

Un altro luogo straordinariamente ventoso della Terra (il territorio dove in media soffiano i venti più forti) è l’Antartide, in particolare la vasta fascia costiera della sua parte orientale. Qui, nel grande continente bianco, si verifica una peculiarità unica al mondo, che dà origine a venti fortissimi e gelidi.

L’interno del continente antartico è dominato da un’enorme piattaforma polare, coperta permanentemente da uno spesso strato di ghiaccio. Questa condizione fa sì che l’aria che scorre sopra di essa sia estremamente fredda, più di quella degli strati superiori, creando una forte inversione termica permanente.

Sinistra: mappa delle intensità medie del vento in Antartide secondo la rianalisi ERA5, tra gennaio 2010 e dicembre 2017. Fonte: EGU. Destra: schema dei venti in Antartide. Adattato da Marks et al. 1999.
Sinistra: mappa delle intensità medie del vento in Antartide secondo la rianalisi ERA5, tra gennaio 2010 e dicembre 2017. Fonte: EGU. Destra: schema dei venti in Antartide. Adattato da Marks et al. 1999.

La piattaforma polare agisce come un gigantesco congelatore che raffredda costantemente l’aria, aumentandone la densità e facendola scorrere dall’interno di questo deserto ghiacciato verso le zone periferiche, a quota più bassa.

Questi venti catabatici (discendenti) aumentano progressivamente di velocità, accelerando man mano che si avvicinano alle coste antartiche, dove soffiano con grande intensità e violenza, sollevando neve e dando origine a violente bufere.

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