L'enorme caldera vulcanica nascosta sotto l'oceano, misura 150 chilometri ed è la più grande del pianeta
Nelle Filippine è stata scoperta la caldera vulcanica più grande del mondo: Apolaki misura 150 km² e si trova a 5.200 metri sotto il livello del mare.

Nelle profondità dell'Oceano Pacifico, nascosta sotto oltre 5.000 metri d'acqua e ben oltre la portata dell'occhio umano, si trova una delle strutture geologiche più imponenti mai identificate. Il suo nome è Apolaki, ha un diametro di circa 150 chilometri ed è stata ufficialmente riconosciuta come la più grande caldera vulcanica del mondo.
La scoperta ha rivoluzionato la comunità scientifica internazionale, poiché fino a pochi anni fa nessuno immaginava che una struttura di tali dimensioni potesse rimanere nascosta sotto il mare. Situata al largo delle coste delle Filippine, nella regione conosciuta come Benham Rise, questa gigantesca formazione sottomarina supera di gran lunga altre famose caldere vulcaniche come Yellowstone (Stati Uniti) o Toba (Indonesia).

La parola "Apolaki" significa "signore gigante" in filippino e si riferisce a un'antica divinità associata al sole e alla guerra. Naturalmente, il nome non potrebbe essere più azzeccato per una struttura che sembra provenire da un altro pianeta.
Questo è il colossale vulcano nascosto sotto l'oceano
L'enorme (e praticamente invisibile) caldera vulcanica sottomarina è stata individuata grazie agli studi condotti dalla geofisica marina Jenny Anne Barretto, che, insieme a un team internazionale, ha analizzato per anni il rilievo del fondale marino utilizzando tecnologie di mappatura ad alta risoluzione.

È così che i ricercatori hanno scoperto che la base di Apolaki si trova a circa 5.200 metri sotto il livello del mare e che l'intera struttura poggia sulla sommità di un gigantesco rilievo vulcanico noto come Benham Rise.
Ciò che colpisce di più è la sua scala: con un diametro di 150 chilometri, Apolaki è più del doppio di altre caldere di grandi dimensioni ben note. Per fare un paragone, Yellowstone ha un diametro di circa 60 chilometri, mentre la famosa caldera di Toba si estende per circa 100 chilometri.
| La caldera volcánica más grande del mundo no es el #Yellowstone o #Taal, si no uno de origen submarino llamado #Apolaki.
— ¹¹ (@AlMaXx8017) January 19, 2023
Descubierto en 2019 por la geofísica marina Jenny A. Barretto en el mar de #Filipinas [Benham Rise].
Tiene un diametro de ~165km y es inactivo. pic.twitter.com/fmuRzzuDlh
Per quanto riguarda il "vulcano sottomarino", gli scienziati ritengono che questa gigantesca depressione si sia formata milioni di anni fa in seguito a una massiccia eruzione vulcanica. Dopo il collasso della camera magmatica, il terreno è sprofondato, dando origine all'immensa cavità sottomarina che attualmente affascina la scienza.
Una struttura che sembra uscita da un altro mondo
Oltre alle sue dimensioni record, la caldera di Apolaki presenta altre straordinarie caratteristiche geologiche. Ad esempio, il suo bordo è caratterizzato da enormi scarpate alte fino a 300 metri, testimonianza di violenti episodi vulcanici avvenuti in un lontano passato.

La regione in cui si trova è composta da uno strato di roccia vulcanica spesso circa 14 chilometri, testimonianza di un'attività magmatica prolungata per milioni di anni.
Secondo gli specialisti, Apolaki potrebbe far parte di una grande provincia ignea sottomarina, un raro fenomeno geologico legato a giganteschi eventi vulcanici avvenuti nel passato della Terra.
La scoperta che ha cambiato tutte le mappe geologiche
Sebbene la regione di Benham Rise fosse stata studiata per anni, solo nel 2019 i ricercatori sono riusciti a confermare che la struttura osservata corrispondeva effettivamente a una gigantesca caldera vulcanica marina.

La validazione è arrivata tramite pubblicazioni scientifiche specializzate e l'approvazione di organizzazioni come la Società Geologica delle Filippine, che ha ufficialmente riconosciuto Apolaki come la più grande caldera conosciuta sul pianeta.
Per la comunità scientifica, la scoperta permette di studiare come si formano e si evolvono le grandi caldere sottomarine, un fenomeno ancora poco compreso data la difficoltà di condurre ricerche in ambienti oceanici così profondi.
Jenny Anne Barretto ha sottolineato che Apolaki rappresenta "una finestra eccezionale" per comprendere la storia tettonica e vulcanica del Pacifico.
Potrà tornare in attività?
Finora non ci sono prove di recente attività eruttiva ad Apolaki. Tuttavia, gli esperti ritengono essenziale continuare a monitorare la regione a causa delle dimensioni e della complessità della struttura.

La scoperta ha inoltre suscitato interesse per i potenziali rischi geologici associati alle grandi formazioni vulcaniche sottomarine. Sebbene oggi rimanga inattivo, la storia geologica dimostra che il pianeta custodisce ancora segreti in grado di modificare la nostra attuale comprensione della Terra.
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