L'origine degli tsunami svelata dallo spazio: i geologi rivelano come individuarli utilizzando i satelliti
Un satellite ha registrato le onde dello tsunami della Kamchatka del 2025 con enorme precisione, aprendo una nuova strada scientifica per comprendere come si generano questi fenomeni devastanti.

L’origine esatto degli tsunami continua a essere uno dei grandi interrogativi della scienza marina. Queste onde gigantesche possono attraversare interi oceani e colpire coste situate a migliaia di chilometri. Tuttavia, la sequenza precisa che ne innesca la formazione sotto il mare resta qualcosa di molto difficile da osservare nel dettaglio.
Un episodio avvenuto nel 2025 ha offerto un indizio inaspettato. Un satellite è passato sopra la zona poco dopo un enorme terremoto in Kamchatka e ha raccolto dati che permettono di studiare come si generano queste onde. Le misurazioni effettuate hanno aperto una nuova linea di analisi per decifrare un fenomeno che finora veniva studiato con informazioni incomplete dalla Terra.
Come si formano gli tsunami: il terremoto in Kamchatka ha cambiato le osservazioni
Il 29 luglio 2025 un terremoto di magnitudo 8,8 ha colpito la penisola della Kamchatka. Il movimento ha liberato un’enorme quantità di energia sotto l’oceano e ha innescato uno tsunami che si è propagato in gran parte del Pacifico. È stato uno degli eventi sismici più intensi registrati negli ultimi anni.
The SWOT satellite captured the tsunami triggered by Russias Kamchatka earthquake on July 30.
— NASA Earth (@NASAEarth) September 2, 2025
By providing data on the waves height, shape, and direction, SWOT is helping scientists improve tsunami forecast models and protect coastal communities. https://t.co/BL8QjUrWaj pic.twitter.com/9acKXVcI6i
Appena settanta minuti dopo il sisma, un satellite ha sorvolato l’area colpita. Il suo sistema di osservazione ha catturato immagini molto dettagliate del mare. Un team internazionale, guidato da scienziati dell’Università di San Diego, negli Stati Uniti, è riuscito a osservare la curvatura delle onde, la loro traiettoria e la loro lunghezza con una chiarezza rara per questo tipo di fenomeni.
Le misurazioni effettuate hanno incluso variazioni del livello del mare con precisione centimetrica. Grazie a questi dati, i ricercatori hanno ricostruito il modello di onde che si è propagato dal punto di origine dello tsunami. Naturalmente, queste informazioni sono estremamente difficili da ottenere dalla terraferma.
Satelliti e tsunami: un nuovo sguardo dallo spazio
Gli tsunami generati da terremoti nelle zone di subduzione rappresentano una minaccia costante per molte aree costiere. Tuttavia, determinare esattamente dove inizia la perturbazione iniziale del mare risulta complicato con gli strumenti tradizionali installati a terra o sul fondo oceanico.

I sensori sismici e geodetici forniscono dati preziosi, ma non sempre permettono di osservare l’intero processo. Inoltre, i misuratori di pressione in acque profonde sono spesso posizionati a grandi distanze dall’area in cui nasce l’onda, riducendo così le informazioni disponibili sulla fase iniziale.
Un anno fa, il satellite Surface Water and Ocean Topography (SWOT) della NASA/CNES ha registrato una chiara successione di onde corte associate allo tsunami. Questa osservazione dallo spazio ha permesso di collegare direttamente il campo d’onde al punto in cui è iniziata la perturbazione dell’oceano, qualcosa che fino a oggi veniva dedotto solo attraverso modelli teorici.
Perché i satelliti aiutano a comprendere l’origine degli tsunami
L’analisi dei dati raccolti dopo il terremoto della Kamchatka ha fornito una conclusione importante. I calcoli indicano che la generazione dello tsunami è avvenuta a meno di dieci chilometri dalla fossa oceanica dove si è verificato lo scorrimento tettonico.

Questo dettaglio non sarebbe stato possibile dedurlo unicamente dai registri sismici terrestri o dalle misurazioni tradizionali del fondale marino. La visione dallo spazio ha fornito una mappa bidimensionale ad alta risoluzione del comportamento delle onde subito dopo la loro formazione.
I ricercatori ritengono che questo tipo di osservazioni permetterà di studiare con maggiore precisione la dinamica delle zone di subduzione. Potrebbe anche migliorare la valutazione del rischio tsunami nelle aree vulnerabili e fornire informazioni chiave su come si propagano queste onde gigantesche.
Cosa rivelano le nuove osservazioni del satellite
Il team scientifico, coordinato da esperti di geologia dell’Università di San Diego, ha analizzato l’insieme dei dati ottenuti dal satellite della NASA. E, sebbene il passaggio del satellite sia stato quasi casuale, si è rivelato decisivo per registrare il fenomeno poco dopo il suo inizio.
Le immagini hanno permesso di seguire l’intero campo d’onde dello tsunami. Gli scienziati hanno osservato la forma curva delle onde e il loro spostamento attraverso l’oceano. Questo tipo di misurazione diretta non era mai stato ottenuto prima con una tale precisione.
I risultati rappresentano la prima evidenza spaziale ad alta risoluzione che collega il modello d’onde al punto esatto di generazione dello tsunami. La scoperta conferma che i satelliti possono diventare alleati fondamentali per comprendere uno dei disastri naturali più distruttivi del pianeta.
Riferimento della notizia:
Un satellite rileva uno tsunami dispersivo legato a una sorgente vicina alla fossa nel terremoto della Kamchatka del 2025 Sepúlveda, Bjarke Nilsson, Matías Carvajal, Matthew Brandin, Alice-Agnes Gabriel e David Sandwell. Science, 26 marzo 2026, Vol. 391, Numero 6792, pp. 1368-1372.
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