La Torre del Diavolo, quel misterioso monolite del Wyoming che affascina tutti gli appassionati del paranormale

Il famoso regista Steven Spielberg si ispirò alla Torre del Diavolo trasformandolo in un simbolo pop culturale con il film “Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo”. Da quel momento è divenuto meta turistica di tutti gli appassionati del paranormale.

La Torre del Diavolo con la sua forma cilindrica e le colonne esagonali che ne solcano le pareti come venature di un antico albero pietrificato.
La Torre del Diavolo con la sua forma cilindrica e le colonne esagonali che ne solcano le pareti come venature di un antico albero pietrificato.

Nel cuore delle Black Hills, nel nord-est del Wyoming, si erge un gigante di pietra chiamata Devils Tower, Torre del Diavolo. Questo monolite imponente, alto 386 metri dal basamento alla sommità, è una formazione rocciosa unica al mondo, dichiarata il primo monumento nazionale degli Stati Uniti nel 1906 dal presidente Theodore Roosevelt.

Con la sua forma cilindrica e le colonne esagonali che ne solcano le pareti come venature di un antico albero pietrificato, la Torre del Diavolo evoca miti, leggende e curiosità scientifiche.

Ma come si è formato questo monolite?

Molti geologi concordano sul fatto che Devils Tower sia il risultato di processi magmatici avvenuti milioni di anni fa, durante l'Eocene, tra i 50 e i 40 milioni di anni orsono. La teoria più accreditata la descrive come un nucleo solidificato di un antico vulcano, esposto dall'erosione nel corso dei millenni.

Studi condotti dal Servizio Geologico degli Stati Uniti (USGS) e da ricercatori dell'Università del Wyoming supportano questa ipotesi. Analisi petrografiche rivelano che la roccia è fonolite porfirica, composta principalmente da feldspati alcalini, con cristalli di fenocristalli visibili a occhio nudo.

L'erosione successiva, operata da agenti atmosferici, fiumi e ghiacciai, ha rimosso gli strati sedimentari circostanti, lasciando esposto solo il nucleo resistente del neck vulcanico.

Le altre teorie sulla formazione della Torre del Diavolo

Alcune teorie alternative, meno diffuse ma discusse in ambito accademico, propongono che la Torre del Diavolo possa essere un plug vulcanico, all'interno di un cono più ampio. Tuttavia, evidenze geofisiche, come sondaggi magnetici e gravimetrici, confermano l'assenza di un cratere vulcanico esteso, rafforzando la modello del neck.

In sintesi, dagli elementi a disposizione si può affermare come la Torre del Diavolo non sia un vulcano attivo o un meteorite, come talvolta fantasticato nelle leggende native americane, ma un testimonio silenzioso della tettonica a placche e dell'attività ignea che ha modellato il West americano.

Il clamore mediatico e la fama cinematografica

Prima del 1977, la Torre del Diavolo era nota principalmente agli scalatori, ai geologi e alle tribù native americane, che lo considerano sacro per via di miti su fanciulle salvate da un orso gigante, le cui unghie avrebbero solcato le colonne.

Ma fu il famoso regista Steven Spielberg a trasformarlo in un simbolo pop culturale con il film “Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo” (Close Encounters of the Third Kind).

Nel film la Torre del Diavolo diventa il sito di atterraggio di una nave aliena, un punto di contatto tra umanità e extraterrestri. Spielberg scelse questa location per la sua forma surreale e isolata, che amplificava il senso di mistero e alienazione.

Il famoso regista Steven Spielberg trasformò la Torre del Diavolo in un simbolo pop culturale con il film “Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo”. Da quel momento divenne meta turistica di tutti gli appassionati del paranormale.
Il famoso regista Steven Spielberg trasformò la Torre del Diavolo in un simbolo pop culturale con il film “Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo”. Da quel momento divenne meta turistica di tutti gli appassionati del paranormale.

Le riprese, effettuate nel 1976, utilizzarono modelli in scala e effetti speciali pionieristici per integrare il monolite nelle sequenze notturne illuminate da luci multicolori.

Il film, uscito nel novembre 1977, ebbe un successo inaspettato, con un incasso di oltre 300 milioni di dollari e un Oscar vinto per la fotografia. Da quel momento la Torre del Diavolo divenne famosa in tutto il mondo.

Il boom turistico dopo il successo cinematografico

Da allora il sito ha avuto un boom turistico. Pensate che oggi attira oltre 400.000 visitatori all'anno, con sentieri circumferenziali, arrampicate regolamentate (vietate a giugno per rispetto alle cerimonie native) e un centro visitatori che spiega sia la geologia che il legame con il cinema.

Spielberg non solo rese la Torre del Diavolo sinonimo di "incontro extraterrestre", ma ispirò generazioni di film fantascientifici, da Independence Day a Arrival. Ironia della sorte, il regista ammise di aver scoperto il monolite sfogliando una rivista geologica, trasformando un miracolo naturale in un'icona di fantasia.