La nuova rete mobile 5G: una minaccia per le previsioni meteo?

L’innovativa tecnologia su cui saranno basati gli smartphone di prossima generazione potrebbe interferire con i satelliti meteo. Ecco perché.

Luca Lombroso Luca Lombroso 28 Apr 2019 - 15:19 UTC
un gruppo di ripetitori per telecomunicazioni. Le frequenze che saranno utilizzate dai cellulari di prossima generazione potrebbero interferire con i satelliti meteorologi

C’è molta discussione sugli impatti ambientali e sanitari che potrebbe determinare la nuova tecnologia di trasmissione dati wireless detta 5G. Questa tecnologia infatti è basata su alte frequenze, anche a 20-24 GHz, ovvero perfino oltre le bande utilizzate dai radar.

Al riguardo, un gruppo di scienziati internazionali ha promosso una petizione per la messa al bando del 5G, e il ministro dell’Ambiente del Belgio il 5 aprile scorso ha fermato la sperimentazione affermando che “i cittadini di Bruxelles non sono cavie".

Influenza sulle previsioni meteo: ecco perché

Oltre ai dubbi per la salute però, tema complesso su cui non entriamo nel dettaglio, emerge un altro timore. I telefoni e le reti wifi di nuova generazione potrebbero influenzare indirettamente le previsioni meteo, portando a un peggioramento della precisione delle osservazioni satellitari e indirettamente anche delle performance dei modelli.

Lo sostiene un articolo pubblicato qualche giorno fa sulla rivista Nature, che spiega nel dettaglio le problematiche di interferenza fra questa nuova tecnologia e le misure innovative alla base dei più moderni modelli meteorologici.

Coi satelliti moderni è possibile quantificare il contenuto colonnare di vapore, le nubi e come sono formate, dati fondamentali per i modelli. Interferenze dalla rete 5G potrebbero causare un peggioramento delle previsioni

Il 5G interferisce con i satelliti meteo?

E’ già successo, in parte, con l’attuale rete cellulare 4G. Non per i satelliti meteo, ma per la televisione digitale terrestre, che in molte zone ha subito interferenze tali da dover cambiare l’orientamento delle antenne. Ora, questo dubbio avanza, da parte di meteorologi americani, anche riguardo l’effetto che la nuova tecnologia, per la quale in Usa sono in corso le aste di allocazione delle frequenze, potrebbe avere sulle misure meteo avanzate e sulle trasmissioni dei satelliti.

Secondo il meteorologo Jordan Gerth dell’Università del Wisconsin, presto le interferenze cellulari-satelliti meteo saranno un problema globale. La NOAA e la NASA stanno già cercando di correre ai ripari, è in corso una trattativa con la FCC, Federal Communication Commission degli USA, per regolamentare l’uso di queste altissime frequenze, ma gli interessi in gioco sono veramente grandi, basti pensare che l’ultima asta di frequenze ha raccolto quasi 2 miliardi di dollari.

Il problema in particolare riguarda le frequenze attorno ai 23-24 GHz, utilizzate dai satelliti meteo di ultima generazione per analizzare il segnale del vapor acqueo. Molti satelliti, fra cui gli europei MetOp, monitorano questa banda per analizzare il contenuto di vapore colonnare in atmosfera. I dati coprono così l’intero globo, anche dove non ci sono stazioni a terra e sono poi assimilati dai modelli, contribuendo ad affinare le previsioni meteo locali e a breve e medio termine.

Peraltro, nella prossima asta per il 5G in USA saranno allocate anche frequenze prossime a quelle su cui lavorano i satelliti di monitoraggio di nubi, ghiaccio e precipitazioni.

Potrebbe essere un problema distinguere il segnale captato, e comprendere se viene da nubi o da stazioni trasmittenti. Le previsioni potrebbero dunque perdere di affidabilità. Anche gli astronomi, peraltro, sono preoccupati dal diffondersi delle reti mobili, perché interferiscono con i segnali captati dai radiotelescopi.

Regolamentare l’etere

Le trasmissioni via radio, un tempo si usava il termine via etere, sono fondamentali nella società moderna, ma anche lo spazio virtuale allocabile alle telecomunicazioni è limitato. Per evitare interferenze e problemi tecnici e a maggior ragione di salute, è necessaria una regolamentazione. Del problema se ne stanno preoccupando anche l’Unione Europea e l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO), in vista di un vertice che si terrà il prossimo ottobre a Sharm el Sheikh, in Egitto. Le vie di regolamentazione ci sono, lavorando sull’intensità del segnale o sulle frequenze utilizzate, ma, ovvio, mentre può essere spostata la frequenza di trasmissione di una stazione di telefonia mobile, non può essere cambiata la banda del vapor acqueo, fissata da precise e inviolabili leggi fisiche.

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