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Marte, ecco che dati raccoglierà la sonda InSight

Il 26 novembre, la sonda InSight della NASA si è posata sul suolo di Marte. Ecco i dati che rileverà e per quali scopi. La missione durerà due anni, che sono "solo" 40 giorni sul pianeta rosso.

Lorenzo Pasqualini Lorenzo Pasqualini 28 Nov 2018 - 09:39 UTC
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La sonda InSight è arrivata il 26 novembre su Marte e ci resterà per due anni, raccogliendo dati importanti per conoscere il sottosuolo.

Il 26 novembre scorso la sonda InSight della NASA si è posata senza problemi sul suolo di Marte, dopo un viaggio di circa sei mesi. La sonda si è posata vicino all’equatore del pianeta rosso, ad una distanza di circa 146 milioni di chilometri dalla Terra, dopo una formidabile frenata: del resto la sonda aveva “bucato” l’atmosfera di Marte a una velocità di 19.800 chilometri orari. Dopo aver dispiegato i pannelli solari, che forniranno energia elettrica alla sonda, inizia ora una lunga missione che durerà 2 anni (ma sono “solo” 40 giorni marziani).

Raccogliere dati per conoscere il sottosuolo di Marte

Gli obiettivi della missione sono: raccogliere informazioni sulla struttura interna del pianeta, sul flusso di calore proveniente dal suolo e sull’oscillazione dei poli. Per raccogliere informazioni sul sottosuolo di Marte verrà usato un sismometro, che rileverà gli eventuali terremoti marziani. Grazie allo studio dei terremoti si potranno ricevere molte informazioni su come è strutturato il sottosuolo del pianeta rosso. Del resto, anche sulla terra tutte le informazioni che abbiamo sulla struttura dell’interno del pianeta ci sono arrivate dallo studio dei terremoti. È una delle prime volte che si cerca di ottenere informazioni sulla sismicità di Marte. La sonda è atterrata appositamente in un'area dove milioni di anni fa c'è stato vulcanismo, e dove potrebbe quindi ancora registrarsi una sismicità legata al vulcanismo.

Terremoti e flusso di calore, i dati raccolti da InSight

I dati sul calore proveniente dal sottosuolo verranno forniti invece da una sonda, che entrerà in profondità per 5 metri. È la prima volta che si scende così in profondità nel sottosuolo di Marte. Il compito di questa sonda sarà individuare l’eventuale flusso di calore proveniente dall’interno del pianeta.

Infine, si raccoglieranno informazioni per determinare le oscillazioni del Polo Nord durante l’orbita intorno al Sole. Questi dati permetteranno di avere ulteriori dettagli sulla composizione interna del pianeta. Insomma, la missione InSight accenderà i riflettori sulle caratteristiche interne del pianeta rosso, sulla sua struttura interna. Negli ultimi decenni sono state decine le spedizioni spaziali che hanno studiato Marte. In molti casi le sonde si sono “limitate” a raccogliere dati senza toccare il suolo, solo avvicinandosi al pianeta. Circa la metà di queste missioni, sono fallite. Sono almeno quindici invece le missioni in cui sonde terrestri hanno toccato suolo marziano. In tutti i casi, erano sonde senza esseri umani a bordo.

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