Agosto mese della Vergine: tra Spica, miti antichi e giganti cosmici

Tra le costellazioni zodiacali, la Vergine unisce osservazione e mito: da Spica alle galassie dell’ammasso Virgo, fino a M87. Le tradizioni la legano ad Astrea, Demetra, Persefone ed Erigone, simboli di giustizia, raccolto e rinascita.

Costellazione della Vergine
Costellazione della Vergine

La Vergine è una delle 12 costellazioni zodiacali ed è tra le più antiche della tradizione occidentale. Posizionata lungo l’eclittica, ha nella stella Spica il suo faro principale.

Anticamente questa costellazione veniva attraversata dal Sole nel suo moto apparente lungo l'eclittica proprio a partire dalla terza decade di Agosto. Come poche altre costellazioni, la Vergine possiede un patrimonio mitologico ricco e stratificato, che racconta di storie di giustizia, fertilità, raccolti e ritorno delle stagioni.

Oggi, nella stessa costellazione gli astronomi studiano una varietà di oggetti celesti dai sistemi stellari, agli ammassi di galassie, ai buchi neri più celebri.

Astrea, Demetra e Persefone: le molte Vergini del mito

La Vergine dell’omonima costellazione ha molteplici interpretazioni mitologiche. Una delle più suggestive interpretazioni la identifica con Astrea, una divinità greco-romana legata alla giustizia e alla purezza. Secondo la tradizione Astrea avrebbe vissuto tra gli uomini durante l’Età dell’Oro. Successivamente, l’aumento della violenza e dell’ingiustizia, le avrebbero fatto abbandonare la Terra, salendo in cielo e diventando Virgo.

Gianlorenzo Bernini, Ratto di Proserpina, 1621-1622, Marmo bianco, H 255 cm, Roma, Galleria Borghese
Gianlorenzo Bernini, Ratto di Proserpina, 1621-1622, Marmo bianco, H 255 cm, Roma, Galleria Borghese

Questa interpretazione è anche supportata dalla sua vicinanza alla costellazione della Bilancia. In seguito fanciulla e bilancia sono diventate immagini complementari della giustizia.

Per Età dell’Oro si intende quel tempo mitico di pace, abbondanza e felicità in cui l'umanità viveva senza fatica, guerre o proprietà privata, nutrita da una terra generosa.

La Vergine è anche associata a Demetra, dea delle messi, come anche a sua figlia Persefone. Per gli antichi il rapimento di Persefone da parte di Ade spiegava l’alternarsi delle stagioni. Quando la giovane vergine ritornava in superficie presso la madre, la terra rifioriva; quando tornava nuovamente nel mondo sotterraneo, la vegetazione declinava. La stella più brillante della costellazione si chiama Spica, che in latino significa spiga, che ulteriormente lega la Vergine all’agricoltura e alla fertilità.

La Vergine è secondo altra tradizione legata a Erigone, figlia di Icario. Dopo la morte tragica del padre, Erigone si sarebbe tolta la vita e sarebbe stata posta tra le stelle.

3. Dietro la figura mitologica, un universo di galassie

La Vergine è non solo ricca di tradizioni mitologiche ma in direzione di questa costellazione si trovano oggetti astronomici molto interessanti.

Il più brillante è proprio la stella Spica, per questo denominata alpha Virginis, di magnitudine 1 ed utile per individuare la costellazione. Non è una stella singola ma doppia, un sistema binario formato da due stelle calde e massicce di tipo B, talmente vicine da non poter essere separate a occhio nudo.

Accanto a Spica si trovano altre stelle storicamente nominate, tra cui Porrima e Vindemiatrix. Quest’ultima, il cui nome richiama la vendemmia, conserva un legame con il calendario agricolo: la comparsa stagionale delle stelle fu per secoli uno strumento per scandire raccolti e attività.

L'ammasso della Vergine contiene circa 1500 galassie. Credit: RubinObs/NOIRLab/SLAC/NSF/DOE/AURA
L'ammasso della Vergine contiene circa 1500 galassie. Credit: RubinObs/NOIRLab/SLAC/NSF/DOE/AURA

Sempre nella costellazione della Vergine si trova l’ammasso della Vergine, un grande ammasso di galassie, ne contiene circa 1500, a 60 milioni di anni luce dalla Via Lattea. Uno dei suoi membri più celebri è Messier 87, una galassia ellittica gigante che ospita il buco nero supermassiccio M87*.

M87* ha una massa pari a circa 6,5 miliardi di volte quella del Sole. È famoso per essere il primo buco nero della storia ad essere stato fotografato. Osservazioni di questo buco nero hanno mostrato una possibile co-precessione del disco di accrescimento e del getto relativistico di M87.

Sempre nella costellazione della Vergine si trova la galassia SDSS J133519.91+072807.4, il cui nucleo, soprannominato “Ansky” è anch’esso un buco nerosupermassiccio, caratterizzato da esplosioni quasi periodiche di raggi X, tra le più estreme osservate in un buco nero massiccio.

Non meno interessanti sono la galassia Sombrero, in direzione della Vergine, e alcuni sistemi planetari come 70 Virginis, uno dei primi ad essere scoperti.

Quando osservare la Vergine

La costellazione della Vergine inizia ad essere ben visibile dal nostro emisfero boreale a partire dalla primavera. Il suo sorgere era un riferimento importante per il calendario agricolo.

Immagine del buco nero supermassiccio M87* nella costellazione della Vergine. Credit: Di Event Horizon Telescope
Immagine del buco nero supermassiccio M87* nella costellazione della Vergine. Credit: Di Event Horizon Telescope

La costellazione si trova lungo l’eclittica, cioè quella linea immaginaria che segna il percorso apparente del Sole in cielo. Prima che la precessione degli equinozi producesse un disallineamento con le costellazioni dello zodiaco, il Sole entrava nella Vergine il 23 Agosto. Oggi, l’ingresso in Vergine avviene con un mese di ritardo.

La costellazione è posizionata tra quella del Leone e quella della Bilancia ed è la seconda costellazione più estesa del cielo, dopo l'Idra. La facilità di riconoscimento del Leone permette di individuare facilmente la stella Spica, la più brillante della Vergine, e quindi la stessa costellazione della Vergine.