Il boom degli orti urbani nascosti: ecco come stanno cambiando lo skyline di queste città italiane

Gli orti urbani continuano a crescere nelle città italiane. Non è una moda passeggera, ma una tendenza che migliora la qualità della vita e l'aspetto delle periferie

Gli orti urbani in Italia sono in continua crescita e stanno cambiando il volto delle città
Gli orti urbani in Italia sono in continua crescita e stanno cambiando il volto delle città

Gli orti urbani sono porzioni di terreno all’interno delle città che vengono coltivati dalle persone comuni individualmente, tramite associazioni o anche curati dalle scuole.

Spesso vengono cerati in aree da riqualificare, ed assegnati ai cittadini tramite bandi pubblici. In ogni caso, piccoli o grandi che siano, gli orti urbani si stanno diffondendo sempre di più per promuovere la sostenibilità ambientale, il mangiar sano, e anche la socializzazione e l’inclusione.

L’usanza, però, non è nuova ma risale al secondo dopoguerra, quando la povertà spingeva gli Italiani a coltivare i propri pezzetti di terra anche in città. Le migliori condizioni economiche, dagli anni ‘60 alla fine del secolo scorso, hanno fatto sì che gli orti urbani venissero messi un po’ da parte per alcuni decenni, ma da qualche anno sono tornati con un vero e proprio boom e sono sempre più numerosi.

Attualmente gli orti in città occupano in totale circa 2,1 milioni di metri quadrati, mentre secondo i dati Coldiretti/ISTAT gli italiani che li curano sono circa un milione e duecentomila.

Praticamente ogni città ne ha almeno uno, ma alcune si distinguono per la quantità, le dimensioni e la validità dei progetti. Ecco quali sono.

L'orto urbano più grande d'Europa

Genova, una città di mare e a quanto pare anche di terra. Nel bel capoluogo ligure si trova il più grande orto urbano d’Italia e d’Europa, che copre da solo una porzione di territorio pari a oltre sette ettari. Il progetto è nato nel 2014 grazie all’iniziativa di una associazione di orticoltori ed allevatori ed è stato realizzato nella zona collinare di Area Campi.

Gli orti urbani nascono anche per facilitare la socialità e l'apprendimento
Gli orti urbani nascono anche per facilitare la socialità e l'apprendimento

Quest’area, un tempo lasciata all’incuria, ospita oggi l’Orto Collettivo, che ha riscosso subito un tale successo da favorire la nascita di altri orti “satellite” in giro per la città.

Sono circa milleduecento i cittadini che se ne prendono cura tutti insieme. L’orto urbano di Genova infatti ha la particolarità di non essere suddiviso in appezzamenti assegnati ai singoli.

Tutti i partecipanti possono occuparsi della semina e della raccolta, su tutto il territorio interessato dal progetto, tenendo nota delle attività tramite il “diario dell’orto”.


Gli orti urbani più desiderati

Se Genova è la città con l’orto urbano più grande d’Italia, Bologna vanta il primato per quanto riguarda il successo del progetto. In città ci sono diversi spazi destinati alla coltivazione e nonostante questo le liste di attesa sono molto lunghe.

Inizialmente, negli anni ‘70, gli orti urbani di Bologna erano destinati agli anziani, nell’ambito di un progetto per la socializzazione, ma adesso sono aperti a tutti.

Con ventuno aree destinate alla coltivazione, distribuiti in sei quartieri, e lotti che vanno dai quaranta ai settanta metri quadrati, si può sicuramente dire che gli orti urbani hanno avuto un impatto notevole sul volto della città.

Via Saragozza è l’area più ambita, con cinquanta lotti disponibili, contesi tra più di milletrecento aspiranti coltivatori che hanno fatto richiesta.

Il progetto più ambizioso

Roma e la sua periferia sono costellati di orti urbani. In città se ne trovano più di duecento, per una superficie totale di centotrenta ettari.

Ci sono quelli comunitari condivisi tra più persone, quelli individuali assegnati ai singoli, quelli sociali legati a progetti educativi e di inclusioni e quelli didattici per le scuole.

Dalla Garbatella alla Riserva dell’Aniene, dove si trovano due dei progetti più importanti di Roma, tutti gli orti sono stati realizzati in zone degradate o in aree verdi lasciate all’incuria.

Per i prossimi anni, inoltre, si prevede una ulteriore espansione degli orti urbani di Roma, con un regolamento che snellisce le procedure per l’assegnazione dei lotti e progetti di espansione. Tra i più imponenti c’è quello che riguarda l’area di Valle Fontana che si avvia a diventare il più grande parco di orti urbani d’Europa grazie alla riqualificazione di un’area di tre ettari, la creazione di decine di nuovi lotti e di spazi per le attività sociali.

Il verde tra le fabbriche

Anche il capoluogo piemontese è tra le città più virtuose d’Italia per quanto riguarda gli orti urbani.

Nella città nota per le industrie automobilistiche, gli orti si contano a decine. Tra i progetti più interessanti c’è quello degli Orti Generali di Mirafiori, che a partire dal 2010 ha disseminato in città circa duecentosettanta lotti coltivabili distribuiti su cinque ettari di terreno, affiancati da fattorie didattiche e spazi sociali.

Di recente, a marzo 2025, a Torino sono nati altri cento orti urbani progettati secondo i criteri delle Nature Based Solutions per favorire la biodiversità.

Un altro progetto molto affascinante è quello di Cascina Falchera, nato nel 2024. Ad oggi conta già circa cento appezzamenti oltre a numerose attività di contorno.

A parte queste realtà più grandi, sono comunque tantissimi a Torino gli orti urbani più piccoli gestiti da associazioni di cittadini.