Nel sottosuolo di Napoli c'è un museo diffuso dove si trovano straordinarie opere d'arte contemporanea

Se a Napoli piove o fa troppo caldo, c'è un mondo sotterraneo dove rifugiarsi. A decine di metri di profondità nel sottosuolo della città, arte, luci e colori aspettano i visitatori

La stazione Università, la più contemporanea e pop delle Stazioni dell'Arte di Napoli - Foto di Markobe - stock.adobe.com
La stazione Università, la più contemporanea e pop delle Stazioni dell'Arte di Napoli - Foto di Markobe - stock.adobe.com

La Napoli sotterranea ha più di un volto: oltre agli ambienti ipogei più antichi, come cisterne, catacombe e ossari, c’è un vero e proprio museo diffuso che riunisce opere d’arte avveniristiche, tutte sotto terra.

Sono queste le famose Stazioni dell’Arte, disposte lungo due linee metropolitane, la 1 e la 6, che collegano buona parte della città.

A partire dal 2001, la città di Napoli si è arricchita di più di due decine di spettacolari fermate, alle quali periodicamente se ne aggiungono di nuove. Per visitarle basta davvero poco, solo un biglietto di circa due euro.

Perché visitare le Stazioni dell'Arte di Napoli

Le Stazioni dell’Arte della metro di Napoli sono ormai diventate parte del patrimonio culturale della città e alcune sono comunemente inserite nei tour guidati.

Almeno sedici di queste sono da visitare come dei veri e propri musei perché portano la firma dei più importanti architetti contemporanei e perché sono ricche di opere d’arte realizzate da autori celebri, locali e internazionali.

Le Stazioni dell'Arte di Napoli sono site specific, pensate cioè per integrarsi al meglio con i luoghi in cui si trovano e così in alcune è protagonista il mare, in altre i reperti archeologici, in altre ancora la storia del quartiere.

Tutte, in ogni caso, raccontano qualcosa della città.

Da visitare a prescindere e non necessariamente solo di passaggio, sono anche il modo più affascinante per passare qualche ora se il clima non è adatto a passeggiare tra i monumenti cittadini.

Le stazioni del centro storico

Le stazioni più spettacolari della metropolitana di Napoli sono probabilmente quelle che si trovano nel centro storico.

Piazza Garibaldi, dove si trova la stazione centrale della ferrovia, è la porta della città, ed è un progetto grandioso dell’architetto francese Dominique Perrault che comprende parti sotterranee e parti fuori terra. L’acciaio lucidato a specchio è protagonista dell’opera, basata su un intreccio di scale mobili e opere di Michelangelo Pistoletto.

Le stazioni di Municipio e Museo sono opera rispettivamente di Àlvaro Siza ed Eduardo Souto de Moura, e di Gae Aulenti e si distinguono per lo stretto rapporto con l’archeologia e la storia.

Nella stazione Municipio si cammina accanto al basamento delle massicce torri del castello sovrastante, il Maschio Angioino. Museo è invece una lunga sequenza di opere d’arte tra cui spicca la riproduzione dell’Ercole Farnese la cui versione originale si trova al Museo Archeologico situato al di sopra della stazione.
Gae Aulenti ha firmato anche la stazione Dante, mentre Duomo è opera di un altro grande nome dell’architettura mondiale, lo studio Fuksas.

Le stazioni più spettacolari

Le due stazioni più spettacolari sono probabilmente quelle di Toledo e Università, anch’esse nel centro storico.

Università è la stazione più pop, colorata e futuristica, opera geniale di Karim Rashid. Parole, luci, immagini creano un ambiente che vuole rappresentare la contemporaneità ma anche il legame col passato. Tra il fucsia e il verde acido, infatti, trovano posto anche le figure di Dante e Beatrice.

La stazione Toledo è diventata il simbolo delle Stazioni dell’Arte, per la sua speciale conformazione e per i colori vivaci. Opera dell’architetto catalano Oscar Tusquets Blanca, comprende i resti della cinta muraria della Napoli aragonese e si articola su tre livelli che si distinguono per la cromìa.

La stazione Toledo a Napoli, la più famosa delle Stazioni dell'Arte
La stazione Toledo a Napoli, la più famosa delle Stazioni dell'Arte

Il livello superiore è caratterizzato dal nero dell’asfalto della città moderna, si passa poi al livello giallo, come il tufo partenopeo e per finire all’azzurro del mare che riveste il livello zero con uno scintillante mosaico, reso ancora più brillante dal profondo lucernario.

Le stazioni collinari

Spostandosi verso la parte collinare di Napoli, le stazioni più interessanti sono Vanvitelli, Quattro Giornate e Salvator Rosa, a cui si aggiunge quella di Rione Alto che è la stazione che più di tutte ha dato spazio a giovani artisti emergenti di Napoli.

In particolare, poi, la stazione Quattro Giornate, come la piazza con lo stesso nome, ricorda l’insurrezione di Napoli contro i nazisti grazie alle opere di Nino Longobardi ispirate all’evento.

Anche la stazione Salvator Rosa ha una firma illustre, quella dell’Atelier Mendini, che ha riqualificato anche l’area circostante, riportato allo splendore i resti di un ponte romano e una cappella neoclassica.

Anche i palazzi che circondano la stazione sono stati trasformati, diventando enormi tele per grandi artisti come Mimmo Rotella, Ernesto Tatafiore, Mimmo Paladino ed altri.

Le nuove Stazioni dell'Arte

Le stazioni inaugurate più di recente sono quelle di Chiaia sulla Linea 6 e quella di Monte Sant’Angelo sulla nuova Linea 7.

Chiaia ha aperto nel 2024 ed ha vinto il premio “Prix Versailles 2024”, arrivando seconda nella categoria “Stazioni Ferroviarie”, superata solo dalla “Grand Central Madison” di New York.

Achille Bonito Oliva è il coordinatore artistico mentre è di Peter Greenaway l'idea di un viaggio mitologico per i passeggeri, che inizia con Zeus, rappresentato da una statua in acciaio con ventiquattro braccia, come le ore del giorno.

Spettacolare la rampa elicoidale bianca e blu che rappresenta il regno di Poseidone, a cui seguono quello di Demetra, Persefone e Plutone che si distinguono per i colori verde, arancione e rosso.

Ha aperto i battenti nel 2025 la stazione di Monte Sant’Angelo, avveniristico progetto di Anish Kapoor che comprende due ingressi dalle dimensioni monumentali che simboleggiano la discesa nel sottosuolo.