Dove vedere l'aurora boreale stasera: opzioni dall'Italia

Il potente brillamento solare di classe X di domenica scorsa ha raggiunto la Terra lunedì, innescando una potente tempesta geomagnetica di livello G4. La probabilità di vederne le aurore dall’Italia rimane bassa, complice anche il meteo variabile.

Il 19 Gennaio la Terra è stata investita da un'emissione di massa coronale che interagendo con il campo magnetico terrestre ha dato vita ad una tempesta geomagnetica di livello G4.
Il 19 Gennaio la Terra è stata investita da un'emissione di massa coronale che interagendo con il campo magnetico terrestre ha dato vita ad una tempesta geomagnetica di livello G4.

Il Sole inaugura il nuovo anno con un potente brillamento di classe X e la Terra subisce la sua prima importante tempesta geomagnetica del nuovo anno. Già osservate le prime aurore boreali la scorsa notte, ci si aspetta che ce ne siano visibili anche questa notte ma a latitudini medio alte. Improbabile, ma non impossibile, che lo spettacolo possa essere visto anche dall’Italia settentrionale.

La sequenza degli eventi

Il 18 Gennaio, domenica scorsa, sul Sole si è verificato un potentissimo brillamento, così energetico da essere stato classificato di classe X, esattamente X1.9.

I brillamenti solari vengono classificati sulla base dell’intensità di raggi X da essi prodotti. Delle cinque classi, A, B, C, M, X, la classe X è la più intensa.

Questo brillamento solare, che possiamo immaginare come una gigantesca esplosione dovuta ad una repentina conversione di energia immagazzinata nel campo magnetico in energia termica, ha generato una colossale e rapida espulsione di massa coronale (sostanzialmente gas caldissimo ionizzato), cioè ha generato un cosiddetto coronal mass ejection CME, in direzione della Terra.

Immagine del brillamento di classe X1.9 avvenuto sul Sole il 18 Gennaio 2025. Credit: NASA/SDO
Immagine del brillamento di classe X1.9 avvenuto sul Sole il 18 Gennaio 2025. Credit: NASA/SDO

Questo CME ha viaggiato a velocità supersoniche in direzione del nostro pianeta. Secondo lo Space Weather Prediction Center della NOAA, l'onda d'urto di questo CME ha colpito la Terra alle 19:38 GMT del 19 gennaio.

C’è da dire che questo CME è stato eccezionalmente rapido. Ha raggiunto la Terra in meno di 1 giorno, quando generalmente ce ne vogliono 2-3 giorni.

Gli ioni di questa onda d’urto, interagendo con la ionosfera terrestre, hanno innescato una tempesta geomagnetica che per la sua potenza ha rapidamente raggiunto il livello G4.

I livelli delle tempeste geomagnetiche sono classificati sulla base di un indice, chiamato Kp, che misura il disturbo del campo magnetico terrestre. La scala va da G1 (tempesta minore) a G4 (tempesta estrema).

La tempesta attualmente in corso è di livello G4 (tempesta severa).

Il passaggio del CME, come anche la conseguente tempesta geomagnetica, non sono immediati ma si sviluppano nell’arco di diverse ore.

Vedremo aurore dall'Italia?

Una manifestazione delle tempeste geomagnetiche sono le aurore sia boreali che australi. E così, la tempesta di livello G4 ha prodotto nella notte del 19 Gennaio bellissime aurore boreali che sono state documentate nei cieli settentrionali e visibili fino alle medie latitudini del continente americano.

Secondo lo SpaceWeatherLive, l’indice Kp, che dicevamo misura il livello di disturbo del campo magnetico terrestre e quindi il livello della tempesta, attualmente intorno al valore 8 non scenderà sotto il valore di Kp = 5 fino a stasera.

Secondo lo Space Weather Aurora forecast stanotte l'aurora sarà ben visibile dalle medio-alte latitudini europee, non escludendo la possibilità molto bassa di intrusioni alle basse latitudini. Credit: NOAA
Secondo lo Space Weather Aurora forecast stanotte l'aurora sarà ben visibile dalle medio-alte latitudini europee, non escludendo la possibilità molto bassa di intrusioni alle basse latitudini. Credit: NOAA

Questo rende probabile l’osservazione di aurore alle medie latitudini anche nel continente europeo.

Tuttavia, è improbabile che stavolta le aurore possano essere visibili in Italia, neanche alle più alte latitudini dell’Italia settentrionale. Tuttavia, considerando il fatto che la tempesta geomagnetica ha confini non nettamente definiti, ci possono essere delle longitudini terrestri in cui essa si spinga a latitudini più basse. In tal caso rimane la possibilità di poterla vedere anche in Italia, ma dalle regioni settentrionali.

Il valore relativamente di soglia dell’indice Kp che in nottata scenderà sotto il valore 5 e le condizioni meteo variabili sull’Italia settentrionale tuttavia stavolta congiureranno contro, rendendo alquanto improbabile la sperata visione delle aurore boreali.