E se la vita sulla Terra avesse origini extraterrestri?

I campioni prelevati dall'asteroide Ryugu potrebbero indicare che i mattoni fondamentali della vita non si sono formati sulla Terra, bensì nello spazio.

Un bombardamento pesante potrebbe aver fornito gli elementi costitutivi essenziali per la vita sul nostro pianeta!
Un bombardamento pesante potrebbe aver fornito gli elementi costitutivi essenziali per la vita sul nostro pianeta!

Secondo uno studio pubblicato su Nature Astronomy, campioni prelevati dall'asteroide Ryugu contengono le cinque unità fondamentali del codice genetico della vita, una scoperta che rafforza l’idea che gli ingredienti molecolari della vita fossero presenti ben prima della Terra e potrebbero essere stati portati sul nostro pianeta dagli asteroidi.

Una scoperta rivoluzionaria!

In passato avevamo già scoperto che alcuni asteroidi trasportavano molecole organiche. È il caso, in particolare, degli asteroidi cosiddetti «carboniosi», oggetti celesti contenenti una significativa quantità di carbonio e che costituiscono circa il 15-30% degli asteroidi conosciuti fino ad oggi.

L’asteroide Ryugu, scoperto nel 1999 da astronomi americani, fa parte della famiglia degli asteroidi carboniosi. Questo oggetto, globalmente sferico e con un diametro di circa 875 metri, è un asteroide geocrociatore, cioè incrocia l’orbita della Terra attorno al Sole, il che ha facilitato l’organizzazione di una missione di esplorazione da parte dell’agenzia spaziale giapponese.

Questa missione, chiamata Hayabusa 2, aveva l’obiettivo di studiare in dettaglio questo corpo inerte ma anche di riportarne campioni sulla Terra. La sonda ha così riportato circa 5,4 grammi di polvere e particelle rocciose prelevate dalla sua superficie, con lo scopo di analizzare la composizione dell’asteroide.

Utilizzando tecniche di cromatografia liquida ad altissime prestazioni e spettrometria di massa, il team di ricercatori è riuscito a evidenziare la presenza delle cinque nucleobasi fondamentali: A, G, C, T e U, una scoperta importante che potrebbe rivoluzionare l’esobiologia.

La vita è arrivata dallo spazio?

Per comprendere perché questa scoperta sia così importante, è necessario tornare alle basi della nostra biologia. Il DNA e l’RNA si fondano infatti su cinque “mattoni”, o nucleobasi fondamentali: l’adenina (A), la guanina (G), la citosina (C), la timina (T) e l’uracile (U).

Queste svolgono un ruolo cruciale nello stoccaggio, nell’espressione e nella trasmissione dell’informazione genetica. Sotto forma di nucleotidi, sono inoltre indispensabili per il metabolismo energetico delle cellule e una di esse (l’adenina) interviene in numerosi processi biochimici essenziali formando coenzimi.

Fino ad oggi, solo alcune nucleobasi isolate erano state rilevate in meteoriti cadute sulla Terra, lasciando già spazio al dubbio di una possibile contaminazione da parte della nostra biosfera. Tuttavia, secondo i ricercatori, non ci sono dubbi sui campioni prelevati dall’asteroide Ryugu.

La rilevazione di queste molecole suggerisce quindi che reazioni chimiche complesse abbiano avuto luogo nel mezzo interstellare o addirittura all’interno della nebulosa solare primordiale, rafforzando l’ipotesi della panspermia molecolare. In altre parole, i mattoni essenziali della vita non si sarebbero formati sulla Terra, ma nello spazio.

Il nostro pianeta sarebbe stato così “contaminato” durante il grande bombardamento tardivo circa 4 miliardi di anni fa, quando numerosi asteroidi colpirono la Terra portando queste basi azotate fino agli oceani primitivi. Se queste basi della vita sono presenti su Ryugu, è molto probabile che lo siano anche su molti altri corpi celesti.

Questa scoperta rivoluziona quindi il modo in cui possiamo interpretare e ricercare l’origine della vita su altri pianeti. Se gli ingredienti sono presenti un po’ ovunque nell’Universo, la domanda ora è capire se le condizioni che hanno permesso la comparsa della vita siano uniche della Terra o se possano verificarsi anche su altri mondi.

Riferimento dell’articolo:

Siamo extraterrestri? La scoperta sull’asteroide Ryugu che cambia tutto, Les Numériques (17/03/2026), Brice Haziza

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