Ricercatori di Leeds avvertono: la fuoriuscita di gas serra dal permafrost è maggiore di quanto si pensasse
Il carbonio e il metano stanno fuoriuscendo dal permafrost in fase di scongelamento a un ritmo più rapido di quanto si pensasse in precedenza; quali implicazioni ha questo per il cambiamento climatico?

Secondo i ricercatori dell’Università di Leeds, i gas serra si stanno liberando dal permafrost in disgelo a un ritmo molto più elevato di quanto si pensasse. Ma a quale velocità stanno fuoriuscendo questi gas? E questo potrebbe accelerare ulteriormente il cambiamento climatico?
Un pericolo molto reale
Il permafrost è un suolo che è rimasto congelato per lunghi periodi; si trova in vaste aree, soprattutto nell’Artico, e ha rappresentato una barriera fondamentale contro il cambiamento climatico. A livello globale, si stima che 1.700 miliardi di tonnellate di carbonio siano intrappolate nel permafrost, pari a circa tre volte la quantità attualmente presente nell’atmosfera.
El deshielo del permafrost provoca la reactivación de la descomposición microbiana de materia orgánica del suelo y la liberación de gases de efecto invernadero a la atmósfera, lo que lo convierte en un mecanismo de retroalimentación positiva del calentamiento global. pic.twitter.com/sWr4qEfd2G
— IGEO (CSIC-UCM) (@IGeociencias) February 26, 2024
Tuttavia, l’aumento delle temperature sta provocando lo scioglimento del permafrost. Gli esperimenti condotti dal team di Leeds suggeriscono che ciò lo rende tra 25 e 100 volte più permeabile, consentendo la fuoriuscita di una maggiore quantità di gas serra, in particolare carbonio e metano, accelerando il cambiamento climatico e generando un processo di retroazione positiva.
“È ormai ampiamente riconosciuto che il cambiamento climatico sta causando un significativo disgelo del permafrost, con una perdita prevista del 42% nella Regione Circumpolare Artica del Permafrost (ACPR) entro il 2050”, ha affermato il professor Paul Glover, docente di Petrofisica presso la School of Earth and Environment dell’Università di Leeds.
“Il rilascio di enormi quantità di carbonio immagazzinate in suoli precedentemente congelati, soprattutto nell’Artico, rappresenta un pericolo molto reale, in particolare perché è noto che il cambiamento climatico sta riscaldando le regioni artiche quattro volte più velocemente rispetto ad altre aree”, ha aggiunto Glover.
“L’ipotesi che il disgelo del permafrost possa liberare abbastanza gas serra da non solo proseguire, ma anche accelerare il cambiamento climatico, è oggi più vicina a essere confermata dai risultati che pubblichiamo”.
Conferme quotidiane
I ricercatori hanno misurato la quantità di gas nei campioni e come le variazioni di temperatura influenzano il flusso dei gas attraverso il permafrost simulato. Hanno scongelato i campioni da -18 °C fino a +5 °C, misurando la fuoriuscita di gas a ogni grado; è emerso che il maggiore aumento della permeabilità si verifica tra -5 °C e 1 °C.

“Sebbene questi risultati siano significativi di per sé, poiché mostrano come stiamo iniziando a comprendere i meccanismi alla base di alcuni aspetti del cambiamento climatico, sono importanti anche perché queste misurazioni sono state possibili grazie all’adozione di metodologie sviluppate in precedenza principalmente per l’industria dei combustibili fossili”, ha dichiarato il dottor Roger Clark, docente senior presso la School of Earth and Environment dell’Università di Leeds.
Glover ha affermato che questi risultati iniziali pubblicati vengono confermati quotidianamente da nuove misurazioni e sono particolarmente rilevanti per il rilascio di radon nell’Artico, un gas radioattivo cancerogeno che potrebbe rappresentare un rischio significativo per la salute delle comunità del nord.
Riferimento della notizia
Measurement of Gas Fraction and Gas Permeability of Thawing Permafrost Caused by Climate Change, Earth’s Future, marzo 2026. Glover, P.W.J., et al.
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