Il Sole entra oggi nell'Aquario: la costellazione che non vedremo per 6 mesi. Ecco perché
Oggi ufficialmente il Sole lascia i confini della costellazione del Capricorno ed entra nella costellazione dell’Aquario che attraverserà durante i prossimi trenta giorni. È una costellazione molto antica rivisitata nel corso della storia.

Da oggi il Sole attraversa i confini della costellazione dell’Aquario ed insieme, Sole e costellazione, per 30 giorni sorgeranno e tramonteranno insieme, l’uno con l’altra di sfondo. Tuttavia, a causa dell’immenso bagliore del Sole la costellazione dell’Aquario, in direzione della quale si trova il Sole rimane nascosta alla vista, come tutte le altre stelle presenti nell’emisfero celeste diurno. Facciamo notare subito che la corretta denominazione dell’Aquario è senza la “c” prima della lettera q.
L’origine mitologica della costellazione
L’origine della costellazione è antica. Per alcuni studiosi risale ai Babilonesi, la civiltà che visse in Mesopotamia, tra i fiumi Tigri ed Eufrate. Essa rappresenterebbe il dio Ea, divinità delle acque, nell’atto di versare da un vaso acqua che simboleggerebbe i fiumi Tigri ed Eufrate. Secondo altri, l’origine della costellazione è egiziana, rappresentando il dio del Nilo nell’atto di versare acqua, in questo caso quella del Nilo.

Successivamente, qualunque fosse l’origine, c’è stato un adattamento da parte dei Greci che nella loro mitologia videro in Aquario il giovanetto Ganimede, il più bello sulla faccia della Terra. Zeus, invaghito di questi, celandosi sotto forma di aquila (presente nell’omonima vicina costellazione), lo rapì portandolo sul monte Olimpo. Qui, divenne il coppiere ufficiale degli dei cui gravava l’onere di mescere acqua e nettare nella coppe degli dei.
Secondo una variante, Ganimede era stato inizialmente rapito da Eos, dea dell’aurora, e solo successivamente da Zeus. La costellazione dell’Aquario raffigura un giovanetto nell’atto di versare da un vaso acqua che finisce nella bocca del pesce australe.
Caratteristiche della costellazione
È una costellazione relativamente estesa che giace parzialmente sull’equatore celeste ma soprattutto nell’emisfero australe, ma comunque visibile da tutte le latitudini.

È composta da stelle deboli, soprattutto nella sua parte orientale. Sono queste che suggeriscono l’immagine di una cascata d’acqua. L'essere composta di stelle deboli ne rende particolarmente difficile l'individuazione nel cielo notturno.
La costellazione è ricca di stelle doppie e triple, cioè sistemi di 2 o tre stelle che orbitano attorno al comune centro di massa. Numerose sono anche le stelle variabili, cioè stelle la cui luminosità varia nel tempo, quali la R, la T e la X Aquarii.
Cadono all’interno della costellazione anche diverse stelle che ospitano sistemi planetari. Tra tutte notevole è la stella TRAPPIST-1 che ospita ben 7 esopianeti di tipo terrestre.
Curiosità
La costellazione dell’Aquario è radiante (cioè il punto del cielo da cui sembrano provenire le scie luminose) di due sciami meteorici: le Eta Aquaridi (il cui picco è il 4 Maggio) e le Delta Aquaridi (il cui picco è il 28 giugno), entrambi composti da circa 20 meteore all'ora.

Essendo il Sole entrato nella costellazione dell'Aquario, dovremo aspettare circa 6 mesi per poterla vedere di notte.
Infatti, quando la Terra avrà percorso metà della sua orbita, l'Aquario sarà in opposizione rispetto al Sole e quindi sarà visibile di notte come esemplificato nell'immagine di sopra.