La ricerca della vita si avvicina: ecco i luoghi del Sistema Solare che potrebbero ospitare forme di vita

Nuove scoperte indicano che Europa, Encelado e Titano possiedono acqua, energia e chimica complessa. Questi ambienti estremi potrebbero ospitare forme di vita, ridefinendo le strategie di esplorazione e avvicinandoci a una risposta alla domanda sull’esistenza di vita extraterrestre.

Rappresentazione artistica del nostro sistema solare. Credit: NASA
Rappresentazione artistica del nostro sistema solare. Credit: NASA

La ricerca di forme di vita extraterrestre è andata cambiando negli ultimi anni. La platea, inizialmente molto ristretta, di ambienti extraterrestri ritenuti candidati promettenti ad ospitare altre forme di vita si è andata allargando, estendendosi verso mondi che potremmo definire più estremi ed esotici.

Inizialmente, il target della ricerca era Marte, considerato il più simile alla Terra e quindi il candidato più probabile ad ospitare o ad avere ospitato nel passato forme di vita.

Successivamente, grazie ad alcune missioni spaziali si è scoperto che candidati ancor più promettenti sono alcune delle lune dei nostri pianeti gassosi. Sebbene siano ambienti molto diversi da quello terrestre, alcune lune hanno tutti gli ingredienti e le condizioni fisiche perché in essi possa avvenire il miracolo della vita.

Ma non solo lune. Oggi, gli studi sulla composizione chimica di campioni prelevati da asteroidi e meteoriti hanno svelato, con non poca sorpresa, che anche questi ambienti, assolutamente diversi da Terra, Marte e lune, contengono le basi del DNA ed RNA. Pertanto, anche gli asteroidi vanno studiati come potenziali candidati ad ospitare forme di vita.

Questi progressi nella ricerca di vita nel nostro Sistema Solare, hanno un impatto nello studio dei pianeti extrasolari. Inizialmente si puntava tutto sulla ricerca di pianeti di tipo terrestre o di SuperTerre e alla caratterizzazione delle loro atmosfere in cerca di “firme” biologiche. Oggi, ci si rende conto che anche ambienti molto diversi possono celare sorprese.

Tre sono nel Sistema Solare le lune che potrebbero ospitare forme di vita. Si tratta di Europa, luna di Giove, Encelado e Titano, lune di Saturno.

Europa

La luna Europa è tra le più grandi delle 95 lune del pianeta Giove. Le missioni spaziali che a partire dagli anni ‘70 hanno a più riprese sorvolato questa luna, parliamo delle missioni Pioneer 10 e 11, delle sonde Voyager 1 e 2, e per ultimo la sonda Galileo, hanno svelato l’esistenza di un oceano di acqua, verosimilmente salata, sotto la superficie ghiacciata che copre l’intera superficie di Europa.

Questa immagine di Europa, la luna ghiacciata di Giove, è stata catturata da JunoCam, la telecamera per il coinvolgimento del pubblico a bordo della sonda Juno della NASA, durante il sorvolo ravvicinato della missione il 29 settembre 2022. Credit: NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS; Kevin M. Gill
Questa immagine di Europa, la luna ghiacciata di Giove, è stata catturata da JunoCam, la telecamera per il coinvolgimento del pubblico a bordo della sonda Juno della NASA, durante il sorvolo ravvicinato della missione il 29 settembre 2022. Credit: NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS; Kevin M. Gill

Così come avvenuto per la Terra nella sua preistoria, l’acqua è l’ambiente che meglio facilità la motilità e quindi l’incontro di elementi e molecole nella formazione di strutture sempre più complesse, quali quelle biologiche.

Ma non solo. Addirittura, secondo i risultati di uno studio condotto da un team di ricercatori dell’Istituto Carl Sagan della Cornell University negli Stati Uniti, la luna Europa potrebbe rappresentare un “rifugio” per la vita quando il Sole avrà distrutto la Terra.

Le potenzialità di questa luna sono tali da essersi meritata una prossima visita da parte della missione Europa Clipper il cui scopo principale è cercare direttamente molecole organiche e determinare se Europa abbia le condizioni adatte a sostenere la vita.

Encelado

Ancor più lontano dalla Terra troviamo Encelado, luna di Saturno. Anche questa luna, dal diametro di appena 500 km ha una superficie ghiacciata. Da questa però fuoriescono veri e propri geyser che testimoniano la presenza di un oceano nascosto sotto la crosta ghiacciata. Il vapore emesso da questi geyser ha dato la possibilità agli astronomi di analizzare in dettaglio la composizione chimica di questi oceani.

Rappresentazione artistica dei pennacchi di gas che fuoriescono dal polo sud di Encelado. Credit: NASA.
Rappresentazione artistica dei pennacchi di gas che fuoriescono dal polo sud di Encelado. Credit: NASA.

Gli strumenti di misura a bordo della sonda Cassini, nel corso degli anni tra il 2004 e il 2017 hanno raccolto dati che ancora oggi continuano ad essere analizzati. Sono numerose le molecole trovate, tra cui l’acido cianidrico dalla cui polimerizzazione si può giungere alla formazione di nucleo-basi e amminoacidi, ovvero i costituenti base per la costruzione del DNA e delle proteine, ossia le macromolecole biologiche alla base della vita.

Sono stati trovati anche diversi tipi di idrocarburi ossidanti che possono essere fonte di energia, quella necessaria ai processi di sintesi di molecole sempre più complesse.

Tanto NASA quanto ESA stanno pensando a missioni per andare a prelevare campioni direttamente dalla superficie di Encelado o dai suoi pennacchi alla ricerca di traccianti biologici.

Titano

E’ la più grande delle 274 lune di Saturno. Essa rappresenta un ambiente ancora più estremo in cui cercare forme di vita. La sua superficie, tra laghi di idrocarburi nelle regioni polari, montagne, criovulcani e crateri da impatto, è estremamente interessante. Ma anche l’atmosfera è non meno interessante, prevalentemente costituita di azoto, con metano ed etano. Mentre sulla Terra esiste il ciclo dell’acqua, su questa luna esiste il ciclo del metano presente in forma di nubi che piovono producendo fiumi, laghi e mari di metano che hanno modellato la superficie del satellite.

Immagine composta nell'infrarosso di Titano, la luna di Saturno, ripresa dalla sonda Cassini della NASA nel novembre 2015. Credit: NASA
Immagine composta nell'infrarosso di Titano, la luna di Saturno, ripresa dalla sonda Cassini della NASA nel novembre 2015. Credit: NASA

Sotto la superficie ghiacciata si pensa esista un oceano di fango con delle sacche di acqua dove i nutrienti disponibili sarebbero più concentrati invece di essere dispersi in un vasto oceano, cosa che potrebbe facilitare la crescita di organismi semplici.

Si pensa che questo ambiente sia il più simile a quello primordiale della Terra. La prossima missione per lo studio della superficie di Titano sarà Drogonfly che dovrebbe essere lanciata nel 2028 per raggiungere Titano nel 2034.

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