La stella Betelgeuse potrebbe esplodere come supernova: l'impressionante spettacolo che illuminerebbe il cielo d'Europa
Betelgeuse non sembra sul punto di esplodere, ma resta una supergigante rossa instabile. Dopo una grande espulsione di massa, gli astronomi studiano le polveri e i segnali evolutivi che precedono il collasso finale.

Betelgeuse è stata al centro della cronaca tra il 2019 e il 2020 quando gli astronomi osservarono una sua rapida, ed allora inspiegabile, diminuzione di luminosità, fenomeno che allora fu nominato "Great Dimming".
Trattandosi di una supergigante rossa, ci si chiese, proprio questo il motivo di tanto interesse, se questo inaspettato fenomeno fosse segnale di una sua imminente esplosione come supernova. Sappiamo oggi, ad anni di distanza da quell’evento, che i tempi per la sua esplosione non sono ancora maturi. Piuttosto, questa stella si è rivelata un laboratorio unico e prezioso per lo studio di numerosi fenomeni.
Cosa vuol dire essere una supergigante rossa
La stella Betelgeuse fa parte della costellazione invernale di Orione, il gigante cacciatore. Tra tutte è la più brillante, per questo anche denominata alpha Orionis. Il suo nome è di origine araba e significa “la spalla del gigante” per la sua specifica posizione all’interno della costellazione.
Betelgeuse è una stella che si è avviata verso la fase finale della sua evoluzione, una fase in cui tutto inizia ad avvenire sempre più rapidamente. Ormai questa stella ha interamente consumato l’idrogeno, inizialmente nel nucleo e via via negli strati più esterni. Ha fuso l’elio in elementi chimici sempre più pesanti ed oggi si ritrova con un nucleo di ferro.

A motivo della sua elevata massa, stimata fino a 20 volte maggiore di quella del Sole, ci si aspetta che appena si esaurirà la fonte interna di energia nucleare, il suo nucleo collasserà su se stesso in pochi secondi e l’onda d’urto, insieme all’energia repentinamente prodotta nel collasso, propagandosi verso l’esterno faranno esplodere la stella producendo quel fenomeno che chiamiamo supernova, nello specifico chiamata di tipo II.
L’esplosione di supernova lascerà come residuo un nucleo compattissimo, che potrà essere una stella di neutroni o addirittura un buco nero, ed un resto di supernova, quindi gusci di polvere e gas che per decenni continueranno ad espandersi nello spazio.
È impossibile prevedere la data dell’esplosione. Secondo un articolo di rassegna del 2025, l'esplosione con probabilità avverrà entro alcune decine di migliaia di anni.
Betelgeuse e il Great Dimming
Essendo una stella molto brillante, da anni viene osservata con diverse modalità: se ne misura la luminosità (fotometria), se ne studia lo spettro elettromagnetico (spettroscopia), ma se ne osserva anche la superficie con tecniche interferometriche.
Le osservazioni sistematiche permisero nel 2019 di notare una rapida diminuzione della sua luminosità, di oltre una magnitudine nel visibile, e la sua immagine ottenuta con i telescopi più potenti risultava essere diventata più scura.
Dopo ulteriori osservazioni e ipotesi, si è giunti a quella che riteniamo sia l'interpretazione corretta. Le supergiganti rosse sono soggette ad un’abbondante perdita di massa sotto forma di gas e polveri. Potenti venti stellari soffiano gas e polveri via dalla superficie e dall’atmosfera della stella. Tuttavia, questo processo può avvenire anche con episodi particolarmente violenti.

Secondo un team internazionale di ricercatori, guidato dalla Andrea Dupree, ciò che era successo intorno alla fine del 2019 fu una improvvisa ed abbondante espulsione di polveri che, creando una sorta di nuvola posizionata soprattutto in corrispondenza dell’emisfero meridionale del disco stellare, aveva oscurato la stessa stella. La sua successiva dispersione nello spazio aveva permesso alla stella di recuperare luminosità ritornando alla brillantezza iniziale.
In un altro articolo di rassegna più recente del 2025, non solo l’evento episodico di espulsione ha determinato una diminuzione di luminosità per oscuramento ma si è misurata anche una diminuzione di circa 170 K della temperatura superficiale della stella. Il ripristino alle condizioni iniziale sarebbe ancora in corso.
Betelgeuse: un laboratorio astrofisico
L’evento del Great Dimming ha mostrato come Betelgeuse sia un “laboratorio” naturale, nel senso che in esso avvengono fenomeni (fenomeni che in un laboratorio noi produrremmo attraverso esperimenti ma che in questo caso la Natura fa per noi) il cui studio ci permette di capire meglio non solo questa stella, ma tanti processi fisici comuni alle supergiganti rosse.
Lo studio del Great Dimming ci ha insegnato come Betelgeuse, sebbene non in imminente esplosione, sia in uno stato instabile e di grande turbolenza. La sua passata evoluzione l’ha rea ricca di elementi pesanti, fino al ferro come dicevamo. Questi elementi vengono continuamente soffiati via nello spazio interstellare, sia in modo stabile sia con espulsioni massicce. Il risultato è un continuo arricchimento del mezzo interstellare di elementi chimici sempre più pesanti.

Sono questi gli ingredienti delle future generazioni di stelle (la Popolazione I) che, sappiamo essere ricca di metalli a differenza delle Popolazioni precedenti, definite “povere di metalli”.
Quale spettacolo in caso di esplosione
Se Betelgeuse esplodesse in inverno, quando Orione è ben visibile anche dai cieli settentrionali Europei, si assisterebbe a uno degli spettacoli astronomici più impressionanti della storia umana.
Sulla spalla di Orione, posizione nella costellazione occupata da Betelgeuse, si osserverebbe un nuovo punto luminosissimo. Ma non solo in inverno, la luminosità sarebbe tale da essere visibile persino di giorno nelle fasi più brillanti. La distanza è dalla Terra è tale che questa esplosione non presenterebbe alcun pericolo.
Inoltre, per gli astronomi l'esplosione sarebbe interessante per studiare anche i suoi effetti sulla compagna di Betelgeuse. Infatti, è relativamente recente la scoperta che attorno a questa stella ne orbita un’altra, quasi simile al Sole, con un periodo di circa 6 anni. Quali scenari si aprirebbero per questa stella direttamente investita dall'esplosione di supernova?
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