Non solo il rischio di impatto: gli effetti degli asteroidi più grandi che orbitano tra Marte e Giove

Tra Marte e Giove è presente una regione in cui orbitano numerosi asteroidi, alcuni anche di dimensioni notevoli. Quali sono gli effetti di questi asteroidi? Cosa sappiamo su di loro?

Nella fascia principale, la regione tra Marte e Giove, orbitano numerosissimi asteroidi e corpi minori.
Nella fascia principale, la regione tra Marte e Giove, orbitano numerosissimi asteroidi e corpi minori.

Nel nostro Sistema Solare esistono delle regioni in cui tendono a orbitare numerosi asteroidi. La regione più importante, dove orbita la maggior parte degli asteroidi del nostro sistema planetario, si trova tra Marte e Giove, ad una distanza compresa tra 2 UA e 4 UA dal Sole, e prende il nome di “fascia principale”.

Ricordiamo che l’Unità Astronomica (UA) è un’unità di misura utilizzata in astronomia che rappresenta la distanza media tra la Terra e il Sole, che corrisponde a poco meno di 150 milioni di chilometri.

Nella fascia principale sono presenti numerosi corpi con forme più o meno regolari e con dimensioni molto variabili, infatti oltre ad esserci piccoli asteroidi è presente anche il pianeta nano Cerere.

La fascia principale e i suoi corpi

Si ritiene che questa regione si sia formata in quanto questi oggetti non riuscirono ad agglomerarsi per formare un pianeta unico a causa delle intense perturbazioni gravitazionali causate da Giove. Così nel corso del tempo questi corpi sono rimasti disgregati, hanno urtato tra di loro formando famiglie di asteroidi e accrescendo il loro numero.

Oltre a numerosissimi corpi di piccole dimensioni, alcune addirittura paragonabili a granelli di polvere, ci sono ben 4 corpi più grandi che rappresentano circa metà della massa di tutta la fascia principale.

Questi sono il pianeta nano Cerere, con un diametro medio di circa 950 km, Vesta, Pallade e Igea con diametri medi di oltre 400 km.

Per quanto riguarda Cerere è bene sapere che fino al 2006, anno in cui si introdusse la categoria dei pianeti nani, dove venne declassato Plutone, era considerato un asteroide, per la precisione l’asteroide della fascia principale con la massa più elevata. Ha una forma sferica e probabilmente è composto da un nucleo roccioso e da un mantello con un miscuglio di ghiaccio d’acqua e minerali.

Cerere è l'unico pianeta nano del sistema solare interno ed è il primo asteroide scoperto della fascia principale.
Cerere è l'unico pianeta nano del sistema solare interno ed è il primo asteroide scoperto della fascia principale.

Da 20 anni è quindi considerato un pianeta nano, l’unico del sistema solare interno, la parte interna del Sistema Solare che va dal Sole alla fascia principale e comprende, oltre alla nostra stella, anche i 4 pianeti terrestri: Mercurio, Venere, Terra e Marte.

Per quanto riguarda Vesta, il secondo asteroide più grande della regione, oltre ad essere di dimensioni considerevoli, essendo la sua superficie particolarmente brillante è l’asteroide più luminoso e a volte l’unico visibile a occhio nudo dal nostro pianeta.

Pallade è il terzo asteroide per dimensione ma il secondo ad essere individuato dopo Cerere. Infine Igea, il quarto asteroide in ordine di grandezza, malgrado le sue dimensioni considerevoli è stato scoperto solo svariati decenni dopo gli altri. È infatti il decimo asteroide a essere stato individuato, probabilmente a causa della sua superficie scura che lo rende meno visibile nonostante le sue dimensioni.

Lo studio degli asteroidi ci svela misteri sul nostro passato

Questi corpi hanno sempre suscitato l’interesse degli astronomi di tutto il mondo e per questo motivo sono stati studiati approfonditamente, anche se scarseggiano le missioni spaziali che li vedono come obiettivo principale.

Infatti, anche se i quattro asteroidi principali sono stati scoperti tra il 1801 e il 1849, la prima missione che ha avuto come obiettivi Cerere e Vesta è stata la missione di esplorazione Dawn della NASA, il cui lancio è avvenuto il 27 settembre del 2007, oltre 2 secoli dopo la loro scoperta.

L’obiettivo di questa missione era quello di analizzare e migliorare la comprensione dei processi che hanno portato alla formazione del sistema solare.

Siccome Cerere e Vesta hanno caratteristiche molto differenti tra loro si è pensato possano essersi formati in regioni diverse del nostro sistema planetario, quindi un loro studio può mostrarci diversi aspetti del nostro passato.

La missione Dawn è terminata svariati anni fa, nel 2018, quando la sonda ha esaurito il propellente, e al momento continua ad orbitare attorno a Cerere, aumentando il numero di corpi presenti nella fascia principale.