Equinozio di primavera e ora legale 2026: le date da segnare in calendario
Marzo 2026 porta con sé due appuntamenti fissi che segnano il passaggio alla bella stagione: l'equinozio di primavera astronomica e il ritorno dell'ora legale. Vediamo quando sono.

Dal punto di vista meteorologico, la primavera prende ufficialmente il via il 1° marzo, indipendentemente dall'anno. Si tratta di una convenzione adottata dai climatologi per rendere più agevole il confronto dei dati stagionali, suddividendo l'anno in quattro blocchi di tre mesi ciascuno.
Sul versante astronomico, invece, la primavera inizia con l'equinozio. In quel preciso momento, il Sole attraverserà il piano dell'equatore celeste e le ore di luce e di buio saranno praticamente identiche in tutto il mondo. Da quel giorno in poi, nell'emisfero settentrionale le giornate cominceranno progressivamente ad allungarsi.
L'equinozio di primavera nel 2026
L’equinozio di primavera (che per l'emisfero meridionale della Terra coinciderà con l'equinozio d'autunno) è un momento particolare nella fase di rivoluzione della Terra intorno al Sole: quel giorno i raggi solari cadono perpendicolarmente all’asse di rotazione della Terra.
La parola "equinozio" deriva dal latino aequinoctium, formato dalle parole latine aequus (uguale) e da nox, (notte): è infatti il momento in cui il giorno è uguale alla notte.
In questo momento dell'anno, il numero di ore di luce è uguale al numero di ore della notte. Questo evento avviene solo due volte l’anno: nel giorno dell’equinozio di primavera, ed in quello d’autunno.
Questo particolare momento nel moto di rivoluzione della Terra intorno al Sole segna un momento importante nell'avvicendamento delle stagioni:dall'equinozio in poi le giornate iniziano ad essere più lunghe della notte, e continueranno ad allungarsi fino al giorno del solstizio d'estate.
Quando sarà?
Come lo scorso anno, l'equinozio di primavera cadrà nuovamente nella giornata del 20 di marzo, che quest'anno è un venerdì.
Quando scatta il cambio dell'ora in primavera 2026?
Il passaggio all'ora legale nella primavera del 2026 avverrà invece nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo. Come da tradizione consolidata, la modifica agli orologi avviene nell'ultima domenica di marzo, nel cuore della notte: alle ore 2:00 le lancette balzeranno direttamente alle 3:00.

Il risultato pratico è che quella notte dormiremo un'ora in meno. Il lato positivo, però, è immediato: i tramonti slitteranno di un'ora, regalandoci pomeriggi più luminosi e serate più lunghe, uno dei benefici più apprezzati dall'arrivo dell'ora estiva.
Perché esiste il cambio dell'ora?
La pratica di spostare le lancette degli orologi affonda le sue radici nella Prima Guerra Mondiale. Fu proprio in quel periodo che diversi paesi europei, tra cui l'Italia, cominciarono ad adottare orari differenziati, inizialmente per far fronte alla scarsità di combustibile e per coordinare le attività con le nazioni confinanti. Da allora, il meccanismo è stato introdotto, abbandonato e reintrodotto più volte nel corso del Novecento, sempre seguendo logiche di risparmio energetico e produttività.
Il principio alla base è semplice: nei mesi caldi, l'alba avviene molto presto, in un orario in cui la maggior parte delle persone sta ancora riposando e le attività sono ferme. Spostando l'orologio in avanti di un'ora, si sincronizza meglio la vita quotidiana con le ore di luce disponibili, riducendo la necessità di illuminazione artificiale nelle ore serali.
I vantaggi del cambio d'ora: il risparmio energetico è ancora reale?
Uno degli argomenti più dibattuti è se il beneficio energetico legato all'ora legale sia ancora significativo nell'era moderna. La risposta, secondo diversi studi, è sì, anche se in misura inferiore rispetto al passato. Ai tempi in cui l'illuminazione elettrica era molto più energivora di quella attuale, il guadagno era considerevole. Oggi, con l'avvento dei LED e delle tecnologie a basso consumo, il risparmio si è ridotto, ma rimane comunque misurabile e non trascurabile.
Ci sono però anche molte critiche al cambio d'ora, e negli ultimi anni sono aumentate le pressioni per una sua abolizione.
Va ricordato che il cambio dell'ora avviene due volte nel corso dell'anno: in primavera si passa all'ora legale (lancette avanti) e in autunno si torna all'ora solare (lancette indietro). Quest'ultima transizione avverrà nell'ultima domenica di ottobre 2026.
Si abolirà il cambio d'ora? La situazione in Italia e in Europa
Il dibattito sull'abolizione del cambio dell'ora va avanti da anni, soprattutto in sede europea. Sono stati in particolare i paesi del Nord Europa a premere per eliminarlo, dal momento che alle latitudini più elevate l'alternanza tra ore di luce e di buio è molto più estrema e il beneficio del cambio orario si fa sentire meno.
L'Italia, invece, si è mostrata favorevole al mantenimento dell'attuale sistema. Al momento, dunque, non è stata adottata alcuna decisione definitiva a livello europeo sull'abolizione. Ciò significa che il doppio cambio d'ora, a marzo e a ottobre, rimane confermato anche per il 2026 e presumibilmente per gli anni a venire, fino a quando non interverrà una nuova direttiva comunitaria.