Scienziati spagnoli scoprono una gigantesca struttura a dieci lati nell'atmosfera di Saturno
Saturno sta ancora una volta mettendo in discussione le nostre conoscenze sulle atmosfere planetarie. Nell'emisfero meridionale è emersa una straordinaria formazione geometrica, la cui origine solleva ancora importanti interrogativi.

Saturno ha appena rivelato una nuova singolarità atmosferica. Un team scientifico ha scoperto nell'emisfero meridionale del pianeta un'enorme struttura a dieci lati, un decagono atmosferico che ricorda il celebre esagono che circonda il polo nord del gigante gassoso.
La ricerca coinvolge scienziati spagnoli legati a gruppi finanziati dal Governo basco e dal Ministero della Scienza, dell'Innovazione e delle Università, oltre a ricercatori sostenuti da istituzioni catalane. Il lavoro ha inoltre utilizzato osservazioni effettuate dall'Osservatorio di Calar Alto, gestito congiuntamente dalla Junta de Andalucía e dal Consiglio Superiore delle Ricerche Scientifiche (CSIC), insieme ai dati provenienti da grandi infrastrutture astronomiche internazionali.
La scoperta è stata resa possibile grazie a immagini ottenute con il telescopio spaziale Hubble, osservazioni effettuate con telescopi terrestri e simulazioni numeriche finalizzate a comprendere la dinamica dell'atmosfera di Saturno. I risultati mostrano una struttura gigantesca la cui formazione potrebbe essere collegata alle potenti correnti a getto che attraversano il pianeta.
Saturno ha ora un altro sorprendente poligono
Fino a oggi, il grande protagonista delle strutture geometriche di Saturno era il suo celebre esagono polare. Questa formazione si trova intorno ai 78,5 gradi di latitudine nord ed è stata scoperta nelle immagini scattate durante i sorvoli delle sonde Voyager nel 1980 e nel 1981.
A 10/10 view!
— Hubble (@NASAHubble) September 2, 2026
With Hubble, astronomers discovered a new "decagon" encircling Saturn's south pole.
Scientists think this giant 10-sided atmospheric wave might be an entirely new type of phenomenon evolving on the gas giant: https://t.co/XltULqCYLj pic.twitter.com/ltNkEUv8gO
Da allora è stato osservato da telescopi terrestri, da Hubble e dalla missione Cassini. La sua grande stabilità ha permesso di confermare che è attivo da più di 44 anni, diventando uno dei fenomeni atmosferici più spettacolari del Sistema Solare.
Per decenni, tuttavia, non era stata individuata una struttura paragonabile nell'emisfero meridionale. La situazione ha iniziato a cambiare nel 2023, quando questa regione di Saturno è tornata a essere progressivamente visibile dalla Terra per effetto della geometria orbitale del pianeta.
Le immagini di Hubble scattate quell'anno hanno mostrato indizi di una struttura a dieci lati intorno ai 63 gradi di latitudine sud. Nel 2024 i suoi lati e i suoi vertici sono apparsi con maggiore chiarezza e le osservazioni di agosto e settembre 2025 hanno permesso infine di identificare tutti e dieci i vertici del gigantesco decagono.
Una struttura che si estende per migliaia di chilometri
Le dimensioni del fenomeno sono colossali. L'onda presenta una lunghezza zonale media di circa 16.800 chilometri tra elementi equivalenti della struttura, mentre l'oscillazione latitudinale tra creste e valli raggiunge approssimativamente 2.645 chilometri.

Inoltre, non sembra essere limitato a un unico strato di nubi. I ricercatori hanno rilevato segnali della struttura a diversi livelli dell'atmosfera, suggerendo che si tratti di un fenomeno organizzato verticalmente e capace di interessare un'ampia regione dell'atmosfera di Saturno.
Per analizzarlo sono state utilizzate, tra gli altri strumenti, immagini della fotocamera WFC3 di Hubble e osservazioni ottenute con PlanetCam sul telescopio da 2,2 metri dell'Osservatorio di Calar Alto. Sono state inoltre integrate osservazioni del Very Large Telescope dell'Osservatorio Europeo Australe e contributi di astronomi amatoriali di diversi Paesi.
Il decagono si muove lentamente
Una delle sue caratteristiche peculiari è la velocità con cui si sposta. Gli scienziati hanno calcolato che il decagono avanza verso est a circa 2,5 metri al secondo. È un valore molto piccolo rispetto alla corrente a getto sulla quale si trova. Intorno ai 60,5°S, questo potente jet raggiunge circa 116 metri al secondo.
SATURN'S HEXAGON EXPLAINED: THE ILLUSION OF A GAS GIANT AND THE TRIUMPH OF TOPOLOGY
— Dr. Logvinovich (@dr_logvinovich) September 2, 2026
For decades, astrophysics has puzzled over one of the most mind-blowing structures in the Solar System. How could a planet made entirely of turbulent gas form and maintain a geometrically pic.twitter.com/mOaMJBWv4q
Anche i vertici non rimangono completamente stabili. Presentano oscillazioni longitudinali con un periodo medio di circa 32,5 giorni e ampiezze che possono raggiungere gli 8,4 gradi. Si tratta di un comportamento dinamico che non era stato osservato nel celebre esagono dell'emisfero settentrionale.
Come si è formato il decagono nell'atmosfera?
I ricercatori ritengono che potrebbe trattarsi di un'onda di Rossby quasi-geostrofica, ovvero un'enorme ondulazione atmosferica legata alla rotazione di Saturno e alle variazioni delle sue forti correnti di vento.

Le simulazioni prospettano diverse possibilità per spiegare la sua origine. Una di queste indica una perturbazione periodica prodotta direttamente nella corrente a getto. Un'altra ipotesi collega la sua comparsa a un grande vortice anticiclonico di circa 4.000 chilometri di dimensione situato immediatamente a nord del decagono, che potrebbe aver alterato il jet e favorito la formazione della struttura.
Esiste una differenza fondamentale rispetto all'esagono settentrionale. Mentre quella struttura è rimasta praticamente stabile per oltre quattro decenni, il nuovo decagono sembra essersi evoluto rapidamente tra il 2023 e il 2025. Questo porta gli scienziati a ipotizzare che potrebbe trattarsi di un fenomeno transitorio generato da una recente instabilità della corrente a getto, anche se sarà ancora necessario osservarne l'evoluzione nei prossimi anni.
Riferimento della notizia
Sánchez-Lavega, A., Simon, A. A., Fletcher, L. N., et al.. (2026). A decagonal wave in Saturn’s southern atmosphere..