Stelle cadenti in pieno giorno: arrivano le Arietidi, lo sciame invisibile che si può ascoltare alla radio

Le Arietidi sono uno dei più intensi sciami meteorici diurni. Visibili solo poco prima dell’alba, possono anche essere captate via radio grazie alle scie ionizzate lasciate dai meteoroidi nell’alta atmosfera terrestre.

Lo sciame meteorico delle Arietidi visibile questa settimana poco prima dell'alba.
Lo sciame meteorico delle Arietidi visibile questa settimana poco prima dell'alba.

In questo periodo dell’anno la Terra attraversa una regione della sua orbita alquanto polverosa, per cui i granelli di polvere attraversando la nostra atmosfera e disintegrandosi danno vita ad uno sciame meteorico: lo sciame delle Arietidi.

La diversità rispetto a sciami più tradizionali, come le Perseidi o le Geminidi, è che l'attraversamento di questa regione dello spazio ricca di polveri e detriti avviene di giorno! E quindi è uno sciame diurno di scie invisibili, o quasi. Subito prima dell’alba è ancora possibile osservare scie luminose, ma molto più comodamente è possibile sentire le scie alla radio, si proprio alla radio.

Un’origine ancora dibattuta quelle delle Arietidi

Sono numerosi gli studi dedicati all’individuazione del corpo progenitore la cui scia di detriti è all’origine della pioggia meteorica delle Arietidi.

Campbell-Brown nel 2004 sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society e successivamente Abedin e colleghi nel 2017 sulla rivista Icarus hanno individuato due probabili candidati come progenitori dello sciame.

Uno è l’asteroide near-Earth 1566 Icarus, un asteroide del diametro di circa 1.4 km e in rapidissima rotazione, un giro su se stesso in circa 2 ore, classificato come potenzialmente pericoloso in quando passa vicino l’orbita terrestre. Altro candidato è la cometa 96P/Machholz, una tra le comete che periodicanente più si avvicina al Sole durante il suo moto orbitale di circa 5 anni riuscendo a sopravvivere.

Rappresentazione artistica della cometa 96P/Machholz rispetto alle dimensioni del monte Everest. Credit: spacereference.org
Rappresentazione artistica della cometa 96P/Machholz rispetto alle dimensioni del monte Everest. Credit: spacereference.org

Entrambi questi corpi sono stati molto studiati con i radar, addirittura Icarus è stato il primo ad essere osservato con le tecniche radar.

Radio onde vengono inviate verso questi corpi del sistema Solare e studiandone la riflessione che avviene sulla loro superficie è possibile determinare la distanza, l’orbita e la forma.

Il loro movimento attorno al Sole ha lasciato una scia di detriti che la Terra intercetta proprio durante questa settimana dell’anno, dando vita allo spettacolo dello sciame meteorico delle Arietidi.

Uno sciame diurno, il più attivo tra tutti quelli diurni

La caratteristica peculiare delle Arietidi è che il loro radiante, cioè quel punto del cielo da cui tutte le meteore sembrano partire, si trova nel cielo luminoso diurno. Quindi, le scie luminose prodotte nell’attraversamento dell’atmosfera da parte dei detriti polverosi sono rese invisibili, sopraffatte dalla luminosità del cielo diurno.

Ma non tutte. Infatti, esiste una finestra temporale molto stretta, tra i 40 e i 60 minuti prima dell’alba, durante la quale, osservando ad oriente è possibile vedere qualche scia che, curiosamente si muoverà o radente l’orizzonte o la si vedrà sorgere dall'orizzonte.

Lo spettacolo delle Arietidi è da osservare ad occhio nudo, scegliendo un luogo in cui la visuale dell’orizzonte ad oriente sia libera.

E’ uno sciame problematico per gli osservatori amatoriali. Infatti, la vicinanza al Sole rende assolutamente sconsigliabile l’uso di strumenti quali binocoli, telescopi o altri strumenti ottici. Infatti, in attesa di osservare una scia il Sole potendo sorgere da un momento all’altro potrebbe essere intercettato dallo strumento e produrre danni agli occhi anche permanenti.

Sentire le Arietidi alla radio di casa

Questa è una vera curiosità che caratterizza lo sciame meteorico delle Arietidi, la possibilità di non vederle, essendo diurne, ma ascoltarle alla radio, ma in che senso?

Rappresentazione schematica di come le scie ionizzate prodotte dallo sciame meteorico possano permettere ai segnali radio di arrivare anche a distanze oltre l'orizzonte.
Rappresentazione schematica di come le scie ionizzate prodotte dallo sciame meteorico possano permettere ai segnali radio di arrivare anche a distanze oltre l'orizzonte.

I detriti di polvere e roccia attraversando l’atmosfera ad altissime velocità, creano una scia di gas ionizzato che rappresenta una sorta di “specchio” per le onde radio. In questo modo, onde radio lontane (ad esempio una canzone trasmessa da un’emittente nelle Filippine), e che normalmente non raggiungerebbero mai la nostra radio di casa, potrebbero venire riflesse da queste scie e rimbalzate verso la nostra radio.

Si tratta di un effetto anche noto come meteor scatter. Allora, sintonizzandosi su una frequenza che non trasmette e per cui si sente solo fruscio, al passaggio di una meteora, per pochi istanti possono emergere frammenti di voce magari in lingua straniera o musica provenienti da stazioni lontane, riflessi dalla scia ionizzata. Cos'altro allora se non augurare buona visione e/o sintonizzazione!