Copernicus e il clima che cambia: il nuovo bollettino di Maggio è un segnale d’allarme
Il bollettino Copernicus di Maggio mostra un clima sempre più caldo: temperature globali elevate, oceani prossimi ai record e ghiacci ridotti confermano l’intensificazione degli estremi climatici e l’urgenza di mitigazione e adattamento.

Il bollettino climatico di Maggio preannuncia nulla di buono per l’estate ormai alle porte. Grazie ai bollettini mensili emessi da Copernicus, combinando dati su temperatura dell’aria, oceani, ghiacciai e precipitazioni, è possibile seguire, quasi in tempo reale, la sempre più rapida evoluzione climatica.
Questi bollettini non servono a soddisfare la curiosità, ma forniscono strumenti utili a comprendere come ondate di calore, siccità, piogge intense, ecosistemi e salute umana siano interconnessi.
Ciò che ormai da mesi accomuna questi bollettini è l’evidenza di un clima globale che sta entrando in una fase in cui i record non sono più episodi isolati, ma segnali di una nuova normalità climatica.
Temperature globali: il segnale della soglia di 1,5 °C
Secondo il servizio Copernicus, Maggio 2026 è stato il secondo maggio più caldo mai registrato a livello globale, il settimo più caldo in Europa.
Il passo per nuovi record della temperatura dell’aria è proprio breve e, se anche nuovi record non sono stati raggiunti, la permanenza della temperatura media globali su questi livelli sta diventando costante.
Solo una volta la soglia di 1.5 gradi sopra la media del periodo pre-industriale è stata superata.

Ma, sebbene questo unico evento sia di per sé gravissimo, gli altri valori medi globali ne differiscono solo di pochissimi decimi di grado.
Oceani sempre più caldi: il motore nascosto degli estremi
Nel bollettino Copernicus, la temperatura superficiale degli oceani extra-polari è risultata la seconda più alta mai osservata per Maggio, con valori eccezionali nel Pacifico tropicale in tendenza a segnare un nuovo record dei valori di temperatura superficiale.
Oceani più caldi significa maggiore evaporazione, più umidità in atmosfera, più energia che può canalizzarsi in eventi estremi.
Ma non solo, la maggiore temperatura può innescare ondate di calore marino, alterare ecosistemi marini.
Copernicus fa notare come un recente studio mostri che la siccità dei terreni, quindi scarsità di umidità del suolo, fa sì che il Sole riscaldi in maniera più diretta l’aria, invece di far evaporare l’umidità, rafforzando l'intensità di episodi di ulteriore caldo e siccità.
Ghiacci, piogge e adattamento: cosa ci dicono gli indicatori climatici
Sul fronte ghiacci, nel Maggio 2026 l’estensione del ghiaccio artico è stata la quarta più bassa per il mese, con copertura particolarmente ridotta nel Mare di Barents settentrionale e intorno alle Svalbard.
La perdita dei ghiacci polare è un problema globale.

La diminuzione di superficie riflettente aumenta la frazione di energia solare assorbita, accelerando il meccanismo di riscaldamento globale. Si tratta di uno di quei cosiddetti meccanismi di retroazione: una conseguenza del riscaldamento (diminuzione dei ghiacci) attiva ulteriori meccanismi di riscaldamento.
Mitigazione e adattamento sono l’unica strada da percorrere. Se da un canto si deve fare il massimo per ridurre l'immissione di gas serra, fattore primario del riscaldamento globale, d'altro canto si devono pensare e attuare strategia di adattamento ad un clima ormai cambiato; serve adattare città, agricoltura, sanità e gestione dell’acqua a un clima già cambiato.
Da qui l’importanza dei bollettini mensili che non sono quindi soltanto fotografie del presente: sono strumenti operativi per decidere come vivere in un mondo più caldo.