4 novembre, il giorno delle grandi alluvioni in Italia: ecco cosa accadde a Firenze, Venezia e Genova

Il 4 novembre del 1966 la grande alluvione colpiva Firenze, mentre Venezia viveva una eccezionale e storica acqua alta che inondava la città quasi interamente. Nel 2011 un'altra alluvione a Genova causò diverse vittime: ecco un po' di informazioni per ricordare gli eventi alluvionali di questa data in Italia.

Alluvione a Genova: nel 2026 ricorrono 15 anni dal tragico evento del 4 novembre 2011.
Alluvione a Genova: nel 2026 ricorrono 15 anni dal tragico evento del 4 novembre 2011.

I mesi autunnali in Italia sono purtroppo segnati da alluvioni ed eventi di dissesto idrogeologico che hanno causato molte vittime ed enormi danni in passato. Ottobre e novembre sono pieni di anniversari di alluvioni e frane rimaste nella memoria delle popolazioni colpite.

Il 4 novembre è una data particolare da questo punto di vista, perché proprio in questo giorno si sono verificati alcuni degli eventi più gravi. Nel 2026 ricorrono 60 anni dalle alluvioni che nel 1966 devastarono Firenze e Venezia. Quella di Firenze è la più nota, ma anche Venezia venne duramente colpita e ci furono gravi danni e vittime anche in altre zone del centro-nord.

Più recentemente va poi ricordata l'alluvione di Genova del 2011, di cui ricorre il quindicesimo anniversario.

4 novembre 1966, sessant'anni fa l'alluvione di Firenze

Il 4 novembre 1966 l'esondazione del fiume Arno causò una catastrofica alluvione a Firenze. Nella sola provincia si contarono 34 morti e danni gravissimi. Duramente colpito anche il patrimonio artistico e storico della città.

Quella fase di maltempo provocò pesanti alluvioni anche in Friuli, Trentino e Veneto. Nello stesso giorno si verificò inoltre una storica acqua alta a Venezia, che sommerse buona parte della città.

L'alluvione di Firenze arrivò dopo giorni di piogge incessanti sul bacino idrografico dell'Arno, iniziate già alla fine di ottobre. Dal pomeriggio del 3 novembre caddero in molte zone della Toscana centinaia di millimetri di pioggia. L'aumento delle temperature favorì inoltre lo scioglimento della neve caduta da poco sull'Appennino, contribuendo a ingrossare ulteriormente gli affluenti del fiume.

Tra la notte e la mattina del 4 novembre la situazione precipitò, con l'esondazione dell'Arno e l'invasione delle strade di Firenze. La piena eccezionale raggiunse una portata di circa 4.000 metri cubi al secondo. Gli effetti furono drammatici, non soltanto in città ma anche nel resto della provincia: delle 34 vittime, 17 persero la vita a Firenze e altre 17 nei comuni del territorio.

L'acqua invase musei, biblioteche e chiese, causando gravissimi danni alle opere d'arte e al patrimonio storico. Il dopo alluvione fu però segnato anche da un'enorme solidarietà verso le popolazioni colpite, arrivata soprattutto dai giovani. In moltissimi accorsero a Firenze da tutta Italia e dall'estero per spalare il fango dalle case e dalle cantine e aiutare nel difficile recupero dei libri, dei manoscritti della Biblioteca Nazionale e delle opere d'arte.

Quei giovani vennero chiamati “angeli del fango”. Per molti di loro quell'esperienza di solidarietà e partecipazione si intrecciò con il clima di contestazione che, negli anni successivi, sarebbe sfociato nel grande movimento del 1968.

4 novembre 1966, l'alluvione anche a Venezia: “l'aqua granda”

Il 4 novembre 1966 non fu una giornata drammatica soltanto per Firenze. Anche Venezia venne colpita da un'alluvione che provocò danni pesantissimi. Un episodio di alta marea eccezionale portò all'allagamento di gran parte del centro cittadino.

Alle ore 18 il mareografo di Punta della Salute, punto di riferimento per le misurazioni della marea, registrò un livello di +194 centimetri. Fu il valore più alto mai rilevato nella storia delle osservazioni cittadine. Un evento paragonabile si sarebbe verificato soltanto il 12 novembre 2019, quando l'acqua alta raggiunse i 187 centimetri.

Gli effetti di quella che i veneziani ricordano come “aqua granda” furono enormi, con danni stimati in miliardi di lire dell'epoca. Il disastro mostrò al mondo la fragilità della città e diede nuovo impulso agli interventi di salvaguardia e restauro.

Praticamente tutta la città andò sott’acqua, e vennero allagati i monumenti e i luoghi storici del centro cittadino. Il Palazzo Ducale venne invaso da un metro e mezzo d’acqua. La città andò letteralmente in tilt. Anche i Vigili del Fuoco avevano difficoltà a spostarsi, e la città visse un lungo blackout delle linee elettriche e telefoniche, restando isolata dal resto del paese.

A sessant'anni di distanza, la difesa di Venezia dalle alte maree resta un tema centrale. Dal 2020, l'impiego del sistema di paratie mobili MOSE permette di proteggere la città da numerosi episodi di acqua alta, limitando l'ingresso delle maree più elevate nella laguna. Ma ci sono dubbi sul futuro, quando gli innalzamenti si faranno più frequenti e il livello del mare crescerà.

4 novembre 2011, quindici anni fa l'alluvione di Genova

Il 4 novembre torna anche nella storia più recente delle alluvioni italiane. Dopo i disastri di Firenze e Venezia del 1966, il 4 novembre 2011 una nuova alluvione colpì Genova, causando sei vittime. Nel 2026 sono trascorsi quindici anni da quella giornata.

Le piogge torrenziali provocarono l'esondazione del torrente Fereggiano, trasformando le strade in fiumi e travolgendo persone e veicoli. Soltanto pochi giorni prima, il 25 ottobre, si era verificata la drammatica alluvione fra Liguria e Toscana, che aveva colpito duramente le Cinque Terre, la Val di Vara e la Lunigiana.