Alluvioni in Italia, settembre è un mese da tenere d'occhio: ecco cosa è successo negli ultimi 26 anni

Dalla Calabria alla Toscana, passando per Liguria, Emilia-Romagna, Puglia e Campania: la storia recente mostra una lunga serie di eventi alluvionali gravi concentrati proprio nel mese di settembre.

Il mese di settembre in Italia è stato segnato spesso da gravi alluvioni.
Il mese di settembre in Italia è stato segnato spesso da gravi alluvioni.

Ogni volta che settembre porta piogge intense sull'Italia torna una domanda: è un mese particolarmente delicato per il rischio di alluvioni? La storia recente mostra una lunga serie di eventi drammatici, con vittime e ingenti danni, concentrati proprio nelle prime settimane dell'autunno.

Dalla tragedia di Soverato del 2000 all'alluvione di Livorno del 2017, passando per Gargano, Val Nure, Val Trebbia e Atrani, fino alle Marche nel 2022, sono numerosi gli episodi di settembre che hanno lasciato un segno nella storia recente del dissesto idrogeologico italiano.

Questi eventi alluvionali sono causati da fenomeni meteorologici molto violenti, con piogge molto abbondanti concentrate in poco tempo su un territorio, quello italiano, con caratteristiche geologiche e morfologiche particolari: è caratterizzato infatti dalla presenza di ampie zone montuose e collinari che degradano rapidamente verso il mare, e da ampie aree collinari con depositi argillosi. Tutti elementi che contribuiscono a fenomeni di dissesto, frane, esondazioni.

In questo XXI secolo il mese di settembre in Italia è stato segnato da alluvioni e fenomeni di dissesto idrogeologico che hanno causato gravi danni e numerose vittime.

A contribuire agli effetti delle alluvioni c'è però anche la massiccia cementificazione del territorio, con costruzioni e infrastrutture realizzate in zone dove non si sarebbe dovuto costruire, spesso lungo gli alvei dei fiumi o di piccoli corsi d'acqua che, durante determinati eventi meteorologici, possono trasformarsi in fiumi di fango e detriti. Qui si pagano gli errori fatti nel Dopoguerra e nella fase del boom edilizio, ma anche successivamente. Anche l'abbandono delle aree non urbane, montane e collinari, contribuisce a questi eventi.

Ripassiamo in questo articolo alcuni dei peggiori eventi alluvionali di settembre in Italia.

10 settembre 2000, Soverato: 13 morti

Tra l'8 e il 10 settembre 2000 la Calabria ionica viene colpita da una forte ondata di maltempo che porta a fenomeni di esondazione dei corsi d'acqua e a numerose frane. In tre giorni vengono misurati, in alcune zone della provincia di Catanzaro, oltre 630 millimetri di pioggia.

A Soverato, in provincia di Catanzaro, si verifica l'episodio più disastroso, con l'esondazione del torrente Beltrame. Il torrente, che durante la piena trasportava molto materiale solido, forma uno sbarramento che cede improvvisamente nella notte fra il 9 e il 10 settembre.

Soverato: 13 vittime nel campeggio devastato dalla piena improvvisa. Sull'area erano caduti in pochi giorni 630 mm di pioggia, ma il camping sorgeva in area a rischio esondazione.

Alle 4:30 della notte un'ondata di piena investe il camping “Le Giare”, ubicato nell'alveo del corso d'acqua, secco nei mesi estivi. Le vittime sono tredici.

10 settembre 2017, Livorno: 8 morti

Fra il 9 e il 10 settembre 2017 l'area di Livorno, Rosignano Marittimo e Collesalvetti, in Toscana, viene interessata da precipitazioni straordinarie.

In alcune aree i pluviometri registrano oltre 40 millimetri di pioggia in 15 minuti. Sul territorio di Livorno, in poche ore, cadono complessivamente 260 millimetri di pioggia.

In poco tempo si creano piene dei corsi d'acqua della zona, mentre le correnti dal mare creano un effetto tappo che rende difficile lo smaltimento dell'enorme quantità d'acqua.

Alla fine di quella drammatica giornata sono 8 le vittime, sorprese dalle esondazioni del rio Ardenza e del rio Maggiore. Quattro delle vittime vengono sorprese nel proprio appartamento situato al pian terreno.

Ancora una volta emerge l'inadeguatezza del sistema di smaltimento delle acque, con corsi d'acqua tombati, costretti in canali di cemento sotterranei, e abitazioni costruite in aree soggette a esondazione.

13-14 settembre 2015, Val Nure e Val Trebbia: 3 morti

Tra il 13 e il 14 settembre 2015 l'area al confine tra Emilia-Romagna e Liguria viene investita da piogge molto abbondanti concentrate in poco tempo.

La stazione pluviometrica di Alpe Gorreto, in provincia di Genova, registra più di 108 millimetri in un'ora e oltre 229 millimetri in tre ore.

Nelle zone della Val Nure e della Val Trebbia, in provincia di Piacenza, si verificano numerose esondazioni e fenomeni di dissesto, che danneggiano oltre 500 edifici e numerose infrastrutture.

Si contano tre vittime.

3-6 settembre 2014, Gargano: 2 morti

Un altro evento meteorologico eccezionale colpisce il Gargano, in Puglia, nella prima settimana di settembre del 2014.

Le precipitazioni raggiungono picchi di 600 millimetri in poco tempo, a fronte di una media annuale di circa 800 millimetri.

Le esondazioni dei corsi d'acqua causano due vittime.

22 settembre 2025, Alluvione in Val Bormida e Lombardia nord-occidentale: 1 vittima

Tra la notte e la prima mattina cadono nell'entroterra savonese 422 mm di pioggia, con conseguente piena eccezionale di Erro e Bormida con esondazioni a Cairo Montenotte e Spigno Monferrato. Poche ore dopo in Lombardia, nel Bacino del Seveso, si registrano 211 mm di pioggia in ventiquattro ore a cui segue l'esondazione del Seveso nella Brianza e a Milano Niguarda.

9-10 settembre 2010, Atrani: 1 vittima

Nel comune di Atrani, in Campania, colpito da abbondanti piogge, esonda il torrente Dragone, che attraversa il centro abitato in sotterranea, attraverso una canalizzazione in cemento.

L'abitato viene invaso da colate di detriti e una donna muore trascinata dalla corrente.

Altre alluvioni di settembre in Italia

Quelli elencati fin qui sono alcuni degli episodi più gravi e più recenti, avvenuti negli ultimi ventisei anni. La lista non è completa.

Bisognerebbe infatti aggiungere le alluvioni di Carrara del 23 settembre 2003, con 2 morti, quella di Palagiano, in provincia di Taranto, sempre nel settembre 2003, con 2 morti, e l'alluvione di Terracina del 25 settembre 2005.

Sempre a settembre si sono verificati in Italia altri eventi catastrofici, come quello dell'1-3 settembre 1965 nell'Italia centro-settentrionale, con 35 morti, e l'alluvione di Ancona del 5 settembre 1959, con 10 vittime.

La prevenzione resta fondamentale

Gli eventi descritti mostrano come il rischio non dipenda soltanto dalla quantità di pioggia caduta, ma anche dalle caratteristiche del territorio e dalla presenza di abitazioni e infrastrutture in aree esposte al rischio di esondazione o di frana.

Di fronte a questi eventi, da molto tempo l'imperativo in Italia è quello della prevenzione.

È prioritario lasciare ai corsi d'acqua lo spazio necessario per allargarsi in caso di precipitazioni intense, eliminare le situazioni di rischio, comprese le abitazioni realizzate in aree soggette a esondazione o frana, e garantire la manutenzione del territorio.