Dopo il caldo record, in arrivo un autunno di eventi estremi e alluvioni? La lezione dell’estate 2003

L’estate 2026 resterà alla storia per il caldo estremo, preoccupa ora l’avvicinarsi dell’autunno meteorologico. Suolo secco, mari bollenti, atmosfera più calda e la complicazione de El Niño porteranno a un autunno estremo? Ecco cosa successe nel 2003 .

Alluvione dei fiume Ticino a Pavia, 16 novembre 2014. Le ondate di caldo estive possono alimentare alluvioni nel successivo autunno? Ecco cosa successe dopo l'estate 2003.
Alluvione dei fiume Ticino a Pavia, 16 novembre 2014. Le ondate di caldo estive possono alimentare alluvioni nel successivo autunno? Ecco cosa successe dopo l'estate 2003.

Ormai 23 anni dopo, l’estate 2003 resta nella memoria e a confronto con le sempre più frequenti ondate di caldo estremo. Quell’episodio non a caso allora si definì “hyper estremo”.

Temperature estreme, siccità, incendi, ghiacciai in forte sofferenza, problemi per lo sci estivo e decine di migliaia di vittime per il caldo. La situazione dell’estate 2026 è simile, e analogamente ad allora, ci chiediamo: cosa succederà in autunno? Un'estate calda estrema può condizionare gli eventi meteo nell'autunno successivo?

L’estate 2003 non finì col 31 agosto

Ricordiamolo subito, a scanso di equivoci: le stagioni meteo vanno col calendario mensile. E il 1° settembre per meteorologi e climatologi inizia l’autunno.

Detto questo, giova ricordare che lunghe ondate di calore e siccità spesso non hanno una fine e inizio ben preciso. Le temperature alte e record nel 2003 non arrivarono con l’estate, ma già da maggio. E così è stato quest’anno. Altrettanto la fine del caldo.

Nel 2003 mancò la “burrasca di Ferragosto”, ad esempio Bologna registrà 35.6°C 28 agosto. A inizio settembre le temperature calarono ovunque a 25-26°C, ma a metà mese il caldo rialzò la cresta, con 32.9°C a Firenze il giorno 18 settembre. A scala europea le precipitazioni furono generalmente sotto media da febbraio 2003 fino al giugno 2004.

Il ruolo del suolo

Vari studi scientifici sottolinearono il ruolo del suolo nel contribuire all’ulteriore aumento delle temperature. Un effetto a retroazione, feedback in climatologia, per cui caldo e siccità portano appunto a ridurre il contenuto di umidità del suolo.


Col suolo secco però le temperature aumentano ulteriormente, perché si riduce la parte di energia solare spesa nel processo di evapotraspirazione.

In pratica una quota maggiore dell’energia solare va a riscaldare direttamente il suolo e l’aria, invece che a evaporare acqua. E a sua volta il caldo secca ulteriormente il suolo, in un perfido circolo vizioso.

La siccità estiva così può ripercuotersi anche sull’autunno, mantendo il caldo sopra la media, benchè meno estremo per ragioni stagionali e astronomiche, anche diverse settimane dopo la fine dell’estate. In pratica, non è detto arrivino le perturbazioni, ma quando arrivano, gli effetti possono essere estremi, proprio per il suolo secco meno permeabile, nonché per il mare caldo.

Poi c’è il Mediterraneo

Suolo secco e mare caldo causeranno alluvioni in autunno? In breve: non necessariamente, ma il mix può accentuare le perturbazioni autunnali quando arriveranno.

Il mar Mediterraneo attorno all'Italia ha temperature degne dei tropici, con SST Temperatura superficiale del mare anche oltre i 30°C.
Il mar Mediterraneo attorno all'Italia ha temperature degne dei tropici, con SST Temperatura superficiale del mare anche oltre i 30°C.

Nel 2003 a fine estate il Mar Mediterraneo attorno all’Italia era di 2-4°C sopra la media climatica, tanto che alcuni meteorologi esternarono il rischio di formazione di Medicane, in particolare nel mar Jonio.

Uno studio di Feudale e Shukla (Role of Mediterranean SST in enhancing the European heat wave of summer 2003 , Geoph.Research Letter, 2007) evidenzia come le anomalie calde del Mar Mediterraneo abbiano a loro volta intensificato le ondate di calore del 2003.

Le simulazioni indicano che il calore marino ha contribuito addirittura a circa la metà dell'ampiezza dell'anticiclone africano.
Il mare caldissimo ha così accumulato calore, alimentando piogge torrenziali all'arrivo delle prime perturbazioni autunnali a fine estate 2003.

Cosa successe nel 2003

Ed eccoci a cosa successe, già a fine agosto 2003 arriva la prima disastrosa flash flood, il 29-30 agosto un nubifragio colpisce la Val Canale, in Friuli: quasi 400 mm/24 h a Pontebba causarono danni, allagamenti, colate detritiche.

L’8 settembre fu colpita la Puglia, con 244 mm in 24 ore nei bacini Lato-Tara, il giorno dopo toccò alla Campania, a Irno e Sarno. Il 17-18 settembre 2003 fu la volta della Sicilia orientale: nel bacino del fiume Anapo sono riportati in uno studio precipitazioni fino a 398 mm. Ne conseguirono importanti piene.

Altri eventi estremi colpirono la Toscana il 23-24 settembre con 333 mm/24 h a Carrione. Nuovamente poi la Sicilia, nel bacino del Salso, il 15-18 ottobre.
Infine una curiosità, che nulla implica per la prossima stagione: a ottobre 2003 il freddo arrivò precoce, con gelate in pianura al nord già a mese e nevicate sulle Alpi oltre i 1000 metri.

E quest’anno, cosa aspettarci in autunno?

Al 15 agosto, l’ondata di caldo della Canicola 2026 la prima metà del mese ha già battuto nettamente, come temperature medie, lo stesso periodo del 2003. Il bilancio della stagione estiva lo faremo ovviamente a mese concluso, ma non cambia la sostanza se anche il 2026, di pochi decimi, dovesse essere sotto al 2003.

Il mar Mediterraneo mostra temperature assurde, con boe che, in prossimit�� delle Baleari, hanno perfino raggiunto i 33°C di SST, temperatura superficiale del mare. E anche gli oceani sono caldissimi, col quadro ulteriormente complicato a El Niño.

Il 2003 dimostra come queste condizioni possono portare passare, in poche settimane, dall'estremo del caldo e della siccità a quello delle precipitazioni intense. Ammesso però che le perturbazioni arrivano, la vera domanda da porsi infatti non è “Dopo un'estate molto calda arriveranno le alluvioni?” ma: “cosa succederà con suoli secchi e mari bollenti all’arrivo delle tempeste equinoziali?”.