Alpi, la Carovana dei Ghiacciai 2023 monitora lo stato di salute dei ghiacciai alpini alla fine dell'estate

In corso in questi giorni la IV edizione della Carovana dei Ghiacciai, per monitorare lo stato di salute dei ghiacciai alpini alla fine dell'estate.

ghiacciai
Ghiacciai alpini in rapida fusione: è partita la IV edizione della Carovana dei Ghiacciai.

È iniziata il 20 agosto la IV edizione della Carovana dei Ghiacciai, la campagna promossa dall'associazione ecologista Legambiente che consiste in un viaggio lungo l’arco alpino per raccontare la drammatica velocità del ritrarsi dei nostri ghiacciai a causa dei mutamenti climatici. Quest'anno l'iniziativa avrà una dimensione internazionale grazie alla collaborazione con CIPRA, con la partnership scientifica del Comitato Glaciologico Italiano (CGI) per monitorare il drammatico ritiro dei ghiacciai a causa della crisi climatica.

La Carovana dei Ghiacciai 2023

La crisi climatica accelera la sua corsa con un aumento di incendi, siccità, ondate di calore, temperature record che non risparmiano nessuna parte del Pianeta. Una minaccia sempre più grave per i ghiacciai alpini - informa Legambiente in un comunicato - progressivamente più fragili, vulnerabili e instabili per effetto dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale.

Secondo il Rapporto “European State of the Climate 2022” della World meteorological organization (Wmo), i ghiacciai in Europa hanno perso un volume di circa 880 km3 di ghiaccio dal 1997 al 2022. Le Alpi sono state le più colpite, con una riduzione media dello spessore del ghiaccio di 34 metri.

Il GLAMOS (Rete svizzera di monitoraggio dei ghiacciai) ha reso inoltre noto che i ghiacciai alpini stanno registrando i più alti tassi di fusione da quando sono iniziate le registrazioni, circa un secolo fa; e che le Alpi hanno perso il 6% del loro volume residuo solo nel 2022, definito “annus horribilis”, per le scarse nevicate durante l’inverno, la sabbia proveniente dal deserto del Sahara e le temperature estive anomale.

Un’emergenza su cui torna ad accendere i riflettori la IV edizione di Carovana dei Ghiacciai, la campagna internazionale promossa da Legambiente con la partnership scientifica del Comitato Glaciologico Italiano (CGI), in collaborazione con Allianz Foundation, con partner principale FRoSTA, partner sostenitori Sammontana e Seiko e partner tecnico Ephoto. Quest’anno la campagna assume una dimensione internazionale, grazie alla collaborazione con CIPRA (Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi) con ben due delle sei tappe localizzate in Austria e Svizzera, allo scopo di costruire nuove alleanze attraverso uno scambio con il mondo della ricerca europeo ma anche con i cittadini e le istituzioni locali.

Saranno coinvolti diversi testimonial d’eccellenza, al momento tra i primi ci sono lo scrittore Paolo Cognetti, vincitore nel 2017 del Premio Strega con “Le otto montagne”; l’attore Giuseppe Cederna; la green influencer Silvia Moroni, alias “Parla sostenibile e l’artista berlinese Theresa Schubert.

Un viaggio in sei tappe: ecco i ghiacciai che verranno toccati

Un viaggio in sei tappe, che dal 20 agosto al 10 settembre monitorerà lo stato di salute dei ghiacciai alpini, raccontando la drammatica velocità del loro ritrarsi a causa dei cambiamenti climatici.

Dal 20 agosto al 10 settembre, Legambiente organizza un viaggio in 6 tappe, per monitorare lo stato dei ghiacciai alpini, dalla Valle d’Aosta alla Lombardia, al Trentino Trentino-Alto Adige fino all’Austria e alla Svizzera.

Si è partiti dall’Italia con il Ghiacciaio del Rutor (Valle D’Aosta) dal 20 al 22 agosto, con la tappa dal titolo “Ghiacciai e monitoraggio ambientale” insieme ai tecnici dell’Arpa Valle d’Aosta; proseguendo con il Ghiacciaio del Belvedere (Piemonte) dal 24 al 26 agosto, con i tecnici del CNR-IRPI impegnati nello studio di “Ghiacciai e instabilità delle alte quote”.

Poi i Ghiacciai di Dosdè (Lombardia) dal 26 al 30 agosto con il supporto del Servizio Glaciologico Lombardo per affrontare il tema dei “Ghiacciai e turismo”. L’ultima tappa italiana è quella presso i Ghiacciai di Lares e Mandrone (Trentino Trentino-Alto Adige) dal 31 agosto al 2 settembre, focalizzata su “Ghiacciai e Servizi Ecositemici” insieme alla SAT (Società Alpinisti Tridentini).

Il viaggio si sposterà poi oltre il confine nazionale. Prima In Austria con il Ghiacciaio Ochsentaler (nella regione del Vorarlberg) dal 4 al 6 settembre con al centro “Ghiacciai e giovani”con i ragazzi del progetto Alpine Climate Camps di CIPRA International. La campagna si concluderà in Svizzera con il Ghiacciaio del Morteratsch (Grigioni) dal 7 al 10 settembre con la tappa su “Ghiacciai e governance del territorio“. Durante quest’ultima tappa, nel centro culturale di Salecina (Bregaglia), si svolgerà un convegno internazionale dal titolo “I ghiacciai europei e la necessità di una governance delle risorse idriche”.

In ogni tappa monitoraggi, escursioni, conferenze stampa, momenti di arte e musica dedicati ai ghiacciai, per riflettere su un futuro sostenibile delle nostre montagne e del Pianeta, creare nuove alleanze per una nuova cultura climatica, e coltivare la consapevolezza sulla necessità di combattere la crisi climatica, spingendo decisori politici verso scelte lungimiranti e le persone verso stili di vita più sobri.

Gli effetti dei cambiamenti climatici

“La recente accelerazione degli effetti del riscaldamento climatico sull’ambiente glaciale è un fatto scientifico ineluttabile – dichiara Marco Giardino, vice presidente del Comitato Glaciologico Italiano e Università Torino – . Eppure, oggi si registrano sterili polemiche sull’argomento: prendendo a prestito un’espressione di Papa Francesco, lo si potrebbe definire un dibattito di parole “cave”, ovvero vuote, prive di reale significato. Dal 1895 il Comitato Glaciologico Italiano fornisce invece parole “chiave” per interpretare il cambiamento dell’ambiente glaciale. Con la partecipazione alla Carovana dei ghiacciai queste parole intendono assumere un significato operativo di fronte alla crisi climatica.”