Che accadrebbe se smettessimo di inquinare domani?

Uno dei principali obiettivi degli esseri umani negli ultimi anni è curare il pianeta. Quello che in pochi sanno è cosa accadrebbe alla Terra se smettessimo improvvisamente di inquinare.

Marc Redondo Marc Redondo Lorenzo Pasqualini 14 Dic 2019 - 12:40 UTC
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La reazione della Terra se smettessimo di inquinare domani è diversa da quella che la maggior parte delle persone immagina.

Dal secolo scorso, gli esseri umani sono coscienti del danno che stanno facendo all'ambiente. I mezzi di comunicazione stanno avendo un ruolo importante in questo, ma anche l'educazione ambientale insegna ai bambini che la Terra è la nostra casa, e che dobbiamo curarla e proteggerla.

Ognuno di noi sta apportando il suo granello di sabbia. Portiamo da casa le sporte riutilizzabili per la spesa, cerchiamo di usare automobili che producano meno emissioni, usiamo il trasporto pubblico per andare al centro o la bicicletta se possiamo. Facciamo, in realtà, tutto ciò che è a portata di mano.

Ci sono però gesti inevitabili che, nonostante tutto, lasciano una grande impronta sul nostro pianeta. Ogni volta che accendiamo una luce in casa, o accendiamo il riscaldamento, compriamo carne per alimentarci, prendiamo un aereo, o mettiamo a caricare il nostro cellulare, stiamo inquinando.

Nell'articolo di oggi analizzeremo cosa accadrebbe se, improvvisamente, tutta l'umanità smettesse di inquinare in modo istantaneo. Cosa succederebbe? Quale sarebbe la reazione del pianeta?

Il primo giorno in un pianeta verde

I primi giorni in una Terra senza nessun tipo di inquinamento non sarebbero idilliaci, non profumerebbero di bosco e non vedremmo uccellini cantare e saltare di albero in albero. Stiamo immaginando, lo ricordiamo, una situazione ideale nella quale nessuna attività umana generi nessun tipo di inquinamento.

Nelle grandi città, i primi giorno noteremmo alcune novità. Per esempio, lo smog che si nota arrivando da fuori, sparirebbe e l'aria sarebbe più respirabile. Noteremmo subito anche il silenzio, una cosa che ci manca molto a quelli che ogni mattina viviamo nel rumore delle città.

ma la cosa più importante, quello che vorremmo sottolineare in questo articolo, è ciò che accadrebbe a livello globale. A differenza di ciò che pensa la maggior parte delle persone, non noteremmo assolutamente nessuna differenza, né le prime settimane, e probabilmente neanche i primi mesi. Per certi aspetti, neanche in diversi anni. Come mai?

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Le città non si convertiranno in giardini da un giorno all'altro, se smettiamo di inquinare.

Il problema principale è che i gas serra hanno una permanenza molto alta nell'atmosfera e quindi, come conseguenza, anche gli effetti. Tutto iniziò negli anni '90 con i CFC o clorofluorocarburi. Ci avvertirono che potevano permanere nell'atmosfera quasi 100 anni. C'è stata una grande presa di coscienza delle persone per la quantità di aerosol che si usava in cosmetici ed insetticidi.

In generale, tutti i gas di effetto serra hanno una lunga vita nell'atmosfera. La CO2 o diossido di carbonio, può restare fino a 200 anni, così come il N20 o ossido nitroso. Nonostante interrompessimo improvvisamente di emettere questi gas, resteranno nell'atmosfera per diverse generazioni. Questo farà sì che gli effetti, fra cui l'aumento delle temperature globali, continuino praticamente intatti.

In questo modo, tutte le intenzioni di tornare a temperature simili a quelle precedenti al periodo industriale, resterebbero un'illusione. Quello che abbiamo inquinato nel passato, resta. Ma ci sono comunque ancora speranza se poniamo un freno a tutto questo.

Il punto di non ritorno

Si tratta di un concetto, così come quello di emergenza climatica, che è diventato di uso comune da molto poco. Lo leggiamo ogni giorni sui giornali come una minaccia di fronte a una situazione dalla quale potremmo non tornare più indietro. Se tutto resta così, può essere che la Terra superi un punto di non ritorno, oltre il quale non riusciremmo a tornare alle condizioni desiderare. Questo è un problema molto grave e urgente da risolvere.

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