Con il 2019 si chiude un decennio di riscaldamento globale eccezionale

L'Organizzazione Meteorologica Mondiale ha presentato a Madrid, alla conferenza Onu Cop25, i dati sullo stato del clima: "nel 2019 si chiude un decennio di riscaldamento globale eccezionale".

Lorenzo Pasqualini Lorenzo Pasqualini 03 Dic 2019 - 10:42 UTC
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Il segretario generale della WMO Petteri Taalas oggi, 3 dicembre, mentre presenta a Madrid il rapporto sul clima 2019. foto di Lorenzo Pasqualini.

Il 2019 mette fine a un decennio di riscaldamento globale eccezionale, con forte riduzione dei ghiacci ed un record del livello dei mari, a causa delle emissioni di gas serra causate dalle attività umane per l'utilizzo dei combustibili fossili. Questo è quanto ha riportato oggi a Madrid - dove si sta tenendo la conferenza Cop25 - la WMO, l'Organizzazione Meteorologica Mondiale, che ha presentato il suo rapporto sullo stato del clima.

Le temperature medie degli ultimi 5 anni (2015-2019) e degli ultimi dieci anni, secondo quanto ha riferito a Madrid il segretario generale della WMO Petteri Taalas,sono quasi sicuramente "le più alte mai registrate" ed il 2019 potrebbe diventare il secondo o terzo anno più caldo da quando si dispone di dati registrati, cioè dalla metà dell'Ottocento.

La temperatura media globale nel 2019 e la concentrazione di CO2

Secondo i dati provvisori della WMO, forniti oggi a Madrid, la temperatura media a livello globale nel 2019 (da gennaio a ottobre) è di 1,1°C superiore a quella del periodo pre-industriale. Nuovo record anche per la concentrazione di CO2: la concentrazione di CO2 nell'atmosfera ha raggiunto il livello record di 407,8 ppm nel 2018, ed è cresciuto ancora nel 2019.

Livello dei mari e acidificazione degli oceani

Anche il livello dei mari è cresciuto da quando sono iniziate le misure satellitari, nel 1993, a causa dello scioglimento dei ghiacci in Groenlandia ed Antartide, secondo il report della WMO. Gli oceani stanno sperimentando anche un riscaldamento record, c'è stato un aumento delle ondate di calore marine e gli oceani hanno subito una acidificazione per l'assorbimento della CO2 presente nell'atmosfera: oggi l'acqua degli oceani è un 26% più acida rispetto all'inizio dell'era industriale.

Caldo record, siccità e piogge eccezionali

La carrellata di dati negativi ed allarmanti non finisce qui: la WMO informa anche sull'aumento degli eventi meteo estremi, con precipitazioni eccezionali in alcune aree del pianeta e gravi siccità in altre. Allarme anche per le ondate di calore, che quest'anno hanno interessato in modo particolare l'Europa, con due eventi: uno a giugno ed uno a luglio. L'evento di giugno, lo ricordiamo, ha fatto segnare il record di 46°C in Francia. Record di temperatura anche in Belgio (41,8°C), Germania (42,6°C), Olanda (40,7°C).

Incendi

Il report della WMO prende in considerazione anche il numero di incendi superiore alla media in regioni situate ad alte latitudini, come la Siberia e l'Alaska. In certe zone dell'Artico ci sono stati incendi, un evento eccezionalmente raro.

Numero di incendi sopra la media anche in Australia, Indonesia, Brasile (nell'Amazzonia brasiliana il numero di incendi è stato solo di poco superiore alla media degli ultimi 10 anni, ma gli incendi sono cresciuti nell'intero Sud America).

Cicloni tropicali

È cresciuto anche il numero di cicloni tropicali, nel 2019. Nell'emisfero settentrionale ce ne sono stati 66, mentre la media in questo periodo era di 56. Cresce il numero di questi eventi anche nell'emisfero meridionale, con 27 cicloni.

Alcuni di questi cicloni hanno avuto un impatto enorme in termini di vite umane, come il ciclone Idai, che ha colpito il Mozambico il 15 marzo scorso. Un altro ciclone devastante è stato l'uragano Dorian, che ha devastato le Bahamas. Pesanti danni anche per il tifone Hagibis, che ha investito il Giappone a metà ottobre.

"Se non prendiamo misure immediatamente - ha affermato Petteri Taalas, segretario generale del Wmo, "abbiamo davanti un aumento di 3°C della temperatura globale alla fine del secolo". Questo avrà conseguenze sempre più pesanti per l'umanità.

In risposta a un giornalista della BBC che chiedeva a Taalas se c'è qualcuno, fra chi deve prendere decisioni, che ascolta questi dati, il segretario generale della WMO ha affermato che "non bisogna essere totalmente pessimista" perché "alcuni paesi hanno messo in atto piani ambiziosi" per la riduzione delle emissioni di gas serra. Certo è che molto resta da fare.

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