Guerra in Iran, i numeri choc delle emissioni di CO2: come l’Olanda in un anno

I conteggi delle emissioni serra della serra della guerra fra USA-Israele e Iran mostrano numeri drammatici. Secondo un’analisi del Guardian in 15 giorni emesse oltre 5 milioni di tonnellate di biossido di carbonio. Sono ritmi paragonabili a un medio piccolo paese industrializzato.

Attacchi missilistici russi contro una raffineria di petrolio e un deposito di petrolio adiacente a Odessa, Ucraina, 3 aprile 2022. Anche in Iran sono stati attaccati impianti energetici, e l'Iran ha risposto con attacchi distruttivi a infrastrutture nei paesi del Golfo, peraltro mettendo a rischio l’approvvigionamento di gas e petrolio nel mondo intero.
Attacchi missilistici russi contro una raffineria di petrolio e un deposito di petrolio adiacente a Odessa, Ucraina, 3 aprile 2022. Anche in Iran sono stati attaccati impianti energetici, e l'Iran ha risposto con attacchi distruttivi a infrastrutture nei paesi del Golfo, peraltro mettendo a rischio l’approvvigionamento di gas e petrolio nel mondo intero.

Una volta di più, la guerra si rileva non solo una tragedia umana e sociale ma anche un disastro ambientale e climatico. Gli attacchi contro impianti energetici nella guerra fra USA-Israele e Iran hanno avuto pesanti impatti soprattutto sulla qualità dell’aria della capitale iraniana Teheran.

Per quanto riguarda il clima, molti si sono posti legittimamente il dubbio di quanto impattano queste operazioni militari nonché se pongono a rischio i target dell’Accordo di Parigi sul Clima. Una risposta viene da una analisi dettagliata pubblicata da The Guardian.

Le emissione dei mezzi militari

Prima di vedere i risultati dell’analisi pubblicata su The Guardian, ricordiamo alcuni numeri delle emissioni di alcuni mezzi militari. Sono numeri necessariamente indicativi, ma che rendono l’idea del pesante impatto delle operazioni terrestri e aeree. I dati precisi infatti non sono resi noti per segreto militare.

Un carro armato per esempio per percorrere 100 km richiede 500 litri circa di carburante. In pratica percorre 200 metri con un litro e in soli 100 km emette la CO2 di una utilitaria in un anno.

Passando agli aerei militari, i numeri esplodono letteralmente. I consumi di un caccia vanno da 10000 a 170000 litri di kerosene avio speciale militare all’ora. Un’ora di volo comporta emissioni di 20-40 tonnellate di CO2, quanto una famiglia numerosa e ad alto tenore di vita in un anno. Un bombardiere strategico come i B52 ha un serbatoio da 1,5 milioni di litri, una missione di volo comporta emissioni per 4500 tCO2, escludendo eventuali rifornimenti in volo.

Alcuni numeri delle emissioni della guerra in medio oriente

Le emissioni dirette dei mezzi militari sono però in realtà la seconda voce come impatto. La prima fonte di emissione sono infatti le distruzioni a infrastrutture civile, militari e in questa guerra soprattutto energetiche.

Secondo il Guardian, al primo posto come fonte di emissione di gas serra c’è la distruzione di edifici, che poi vanno ricostruiti. Secondo i dati della Mezzaluna Rossa iraniana, dal 28 febbraio sono stati distrutti o gravemente danneggiati 20.000 edifici civili. L’analisi stima in 2,4 milioni di tonnellate di CO2 equivalente (tCO2e) le emissioni serra conseguenti queste emissioni.

Gli attacchi a impianti energetici si stima abbiamo mandato in fumo tra 2,5 e 5,9 milioni di barili di petrolio, incluse le rappresaglie operate dall’Iran in altri paesi medio orientali. L’emissione conseguente è stimata in circa 1,88 milioni di tonnellate di CO2 equivalente.

Infine le operazioni militari dirette. Secondo le stime, nei primi 14 giorni di marzo aerei, navi di supporto e veicoli hanno consumato tra 150 e 270 milioni di litri di carburante, generando circa 529.000 tonnellate di CO₂ equivalente.

A queste si aggiunge le perdite di mezzi militari: nei primi 14 giorni gli Stati Uniti hanno perso quattro aerei, mentre l’Iran 28 velivoli, 21 navi e circa 300 lanciamissili. Il carbonio incorporato in questi sistemi distrutti è stimato in circa 172.000 tonnellate di CO₂ equivalente.

Quante emissioni serra in totale?

Intanto questi numeri sono solo una parte delle emissioni serra della guerra, che non coinvolge solo l’Iran ma anche il Libano. Bombe, i missili e i droni impiegati da ambo le parti comportano emissioni dirette e indirette non ben quantificabili. Le munizioni avrebbero poi contribuito per circa 55.000 tonnellate di CO2 equivalente in emissioni.

Dall’inizio degli attacchi il 28 febbraio al 14 marzo la stima è di circa 5 milioni tonnellate di CO2 equivalente. Proiettate su un anno, a questo ritmo corrisponderebbero a 131 milioni tonnellate di CO2 equivalente.

Per dare un’idea, la Svizzera emette circa 40 milioni tonnellate di CO2 equivalente all’anno, l’Italia circa 400 milioni. In pratica il ritmo delle missioni serra è paragonabile alle emissioni di un paese come l’Olanda.

A rischio gli 1.5 e i 2°C?

Le emissioni della guerra non incidono al momento significativamente sugli obiettivi dell’accordo di Parigi, peraltro gli 1.5°C sono già stati superati nel 2024 e 2025 e il WMO li considera ormai persi. Sono comunque numeri immorali, che pongono pesanti interrogativi ma non devono diventare una scusante per non agire e soprattutto per invocare la pace su tutti i conflitti in corso.

Questa in corso è anche e soprattutto una guerra per le risorse fossili, chiedere sicurezza energetica se basata su petrolio gas e carbone ha come conseguenza anche conflitti per l’energia. Sole, vento e il risparmio ed efficienza energetica invece sono a disposizione di tutti. La pace e la sicurezza energetica e climatica si ottengono non cercando altro petrolio dopo i bombardamenti di infrastrutture fossili, ma puntando sulle energie rinnovabili.

Riferimento notizia:

5m tonnes of CO2 emitted in just 14 days of US war on Iran, analysis finds, The Guardian 21 marzo 2026, https://www.theguardian.com/world/2026/mar/21/middle-east-iran-conflict-environment-climate