L'ora legale è nata per risparmiare energia, ma i LED consumano l'86% in meno: ha senso mantenere il cambio d'ora?
Il cambio d'ora due volte l'anno potrebbe essere abolito nei prossimi anni in Europa, ma scegliere quale orario adottare non sarà facile. Sia l'adozione dell'ora solare che l'adozione dell'ora legale permanente creerebbero problemi. Vediamo quali, e perché - al di là del risparmio energetico ormai quasi nullo - potrebbe essere meglio mantenere il cambio d'ora.

Il cambio d'ora di domenica scorsa, con il ritorno all’ora solare (che andrà avanti fino alla fine di marzo 2027) riapre come ogni 6 mesi una discussione che sembra non trovare conclusione: continuare a spostare le lancette oppure scegliere un unico orario per tutto l’anno?
Da anni si vanno moltiplicando le conferme sul fatto che il cambio d'ora, nato per risparmiare energia decenni fa, è sempre meno utile sul fronte del risparmio energetico, e sempre meno popolare per i disagi che crea. Tuttavia, andando ad analizzare le alternative, si vede subito che la sua abolizione solleva dei problemi di non facile risoluzione.
Abolire il cambio d’ora significa scegliere tra ora solare e ora legale. Ma entrambe le scelte hanno pro e contro.
Iniziamo però dal perché il cambio d'ora è sempre meno popolare e perché trova sempre meno sostegno rispetto ai motivi per cui nacque decenni fa.
Una lampadina consuma oggi l'86% in meno: cosa cambia per l’ora legale?
La diffusione dei LED ha ridimensionato uno dei motivi storici del cambio stagionale, che era sfruttare meglio la luce naturale e accendere meno lampadine quando si sta in casa.
Fino a pochi anni fa, infatti, quando ancora le lampadine a incandescenza erano ovunque, accendere o no la luce la mattina appena svegli poteva significare una differenza di consumo di energia significativa.

Oggi il consumo delle lampadine si è ridotto tantissimo, e la principale fonte di consumo energetico nelle case arriva da alcuni elettrodomestici, non certo dalle lampadine.
A riprendere il tema, in un articolo pubblicato il 26 ottobre su The Conversation, è Amin Al-Habaibeh, professore di sistemi ingegneristici intelligenti alla Nottingham Trent University. Il suo esempio è concreto: una lampadina LED da circa 13,5 watt può fornire una luminosità paragonabile a quella di una vecchia lampadina a incandescenza da 100 watt. Il consumo si riduce di circa l’86% rispetto al passato.
Questo significa che il cambio d'ora, che ci fa risparmiare in inverno un’ora di illuminazione artificiale, non ha più lo stesso impatto che aveva un tempo nel risparmio di elettricità. Certo, il calcolo è complicato da altri fattori. Per conoscere il reale consumo bisognerebbe considerare riscaldamento, climatizzazione e abitudini quotidiane. Un beneficio sull’illuminazione può essere compensato da altri consumi: il risultato dipende dal clima e dal territorio.
Quanto si risparmia davvero in Italia?
Per l’Italia, Terna (principale operatore italiano e uno dei maggiori gestori europei della rete di trasmissione dell'energia elettrica) ha comunicato nell’ottobre 2026 un risparmio stimato di circa 300 milioni di chilowattora e oltre 90 milioni di euro durante i sette mesi di ora legale.
Il dato si riferisce al risparmio dovuto all'applicazione dell'ora legale, l'orario estivo, che permette di utilizzare meglio le ore di luce nei mesi dell'anno che vanno dalla primavera all'autunno.

Lo studio di Terna, che evidenzia anche una riduzione di emissioni di CO2 stimata per circa 140 mila tonnellate, non parla però di benefici del cambio d'ora, ma solo dei 7 mesi di ora legale.
I critici del cambio d'ora sottolineano che questo risparmio energetico è ormai minimo rispetto al passato.
Chi sostiene l’ora legale permanente: più luce dopo il lavoro
Come dicevamo, aumentano sempre più le voci contro il cambio d'ora, ma se verrà abolito bisognerà scegliere tra ora legale e ora solare.
In Italia una delle voci favorevoli all'ora legale permanente è Alessandro Miani, presidente della Società italiana di medicina ambientale, SIMA. Nell’audizione del 3 giugno 2026 alla Commissione Attività produttive della Camera ha sostenuto l’opportunità di sperimentare l’orario estivo permanente.
Il suo argomento riguarda la distribuzione della luce rispetto alla vita sociale: averne di più nel tardo pomeriggio potrebbe favorire camminate, attività fisica, frequentazione dei parchi e socialità.
Gli specialisti del sonno preferiscono l’ora solare permanente
L'ora solare permanente avrebbe altri benefici perché permetterebbe di avere più luce la mattina, ma comporta anche un problema: il tramonto avviene prima, e i pomeriggi si accorciano.
L'importanza di non ritardare l’alba invernale viene però sottolineata dai medici del sonno: riducendo l’esposizione alla luce del mattino si aumenterebbe il rischio di disallineamento tra ritmi biologici e obblighi sociali.
In sostanza, se è vero che l'ora legale permanente regalerebbe pomeriggi più lunghi, particolarmente apprezzati in inverno, porterebbe a un'alba tardiva: molte persone inizierebbero la giornata lavorativa o di studio con un'atmosfera notturna. L'ora solare permanente permetterebbe di evitare questo problema.
Ora legale permanente, la lezione spagnola
La possibilità di mantenere l'ora legale tutto l'anno è popolare perché permette di avere pomeriggi più lunghi. ma dalla Spagna arriva una lezione su questa possibile scelta.
Come spiega El Itagnol, il motivo di questa curiosa situazione non è dovuto all'ora legale permanente: in Spagna c'è ancora il cambio d'ora due volte l'anno, come in Italia. Il motivo è che la Spagna peninsulare utilizza lo stesso orario dell’Italia pur trovandosi molto più a occidente.

Alterna ancora UTC+1 in inverno e UTC+2 in estate: le sue albe tardive non dipendono dall’adozione dell’ora legale permanente, ma dal fatto di trovarsi in un fuso orario che "non gli corrisponde". La Spagna dovrebbe infatti geograficamente usare il fuso di Londra e Lisbona.
Questa anomalia spagnola porta però ad albe molto tardive da ottobre a febbraio, con il Sole che sorge davvero tardi (intorno alle 9 in certe aree occidentali).
A Milano il Sole sorgerebbe dopo le 9
Il caso spagnolo ci permette di vedere come sarebbe in Italia l'adozione di una ora legale permanente. Con l’ora legale permanente, gli orari invernali di alba e tramonto avanzerebbero di sessanta minuti.
Per molti studenti e lavoratori significherebbe raggiungere scuola o ufficio prima del sorgere del Sole. Per molti altri, iniziare a lavorare quando è ancora notte fonda. Il beneficio sarebbe sì un tramonto spostato avanti nel pomeriggio, ma...sono tutti d'accordo nel cominciare la giornata di notte?
C’è chi difende il cambio stagionale: "cambiare ora non fa male alla salute"
Viste queste difficoltà, c'è chi avanza quindi una difesa del cambio d'ora. Se anche non porta più a un risparmio energetico, servirebbe in sostanza a affiancare meglio la nostra vita alla luce solare.
La difesa dell’alternanza del cambio d'ora ha una voce autorevole in Manolis Kogevinas, professore di epidemiologia ambientale a ISGlobal, Barcellona. In una tribuna pubblicata sul quotidiano spagnolo El País il 22 ottobre 2025, dal titolo "il cambio d'ora non ci fa ammalare, ci sincronizza con il Sole", sostiene che il sistema stagionale aiuti ad adattare le attività umane alla variazione annuale della luce.
Kogevinas considera generalmente lieve e transitorio il disagio del passaggio orario due volte l'anno e invita a confrontarlo con gli svantaggi delle alternative permanenti. Il problema principale, spiega l'esperto, è che nei mesi invernali le ore di luce si riducono.
Cercare di sfruttarle al meglio è importante, ma bisogna vedere come. E in fondo, l'attuale cambio d'ora, anche se non fa più risparmiare tanta energia come prima, permetterebbe di adattare meglio la nostra vita alle ore di luce, evitando di alzarci la mattina che è ancora notte fonda.
Riferimenti della notizia
the Conversation. Daylight saving was meant to save energy. Do we still need it in the age of LEDs?.
Manolis Kogevinas. El cambio de hora: ¿qué significa para la salud de los trabajadores?.
Il Sole 24 Ore. Torna l’ora solare: ecco i motivi per cui conviene abolirla.
Manolis Kogevinas. Il cambio d’ora non ci fa ammalare, ci sincronizza con il Sole..
El Itagnol. Ora legale tutto l’anno in Italia? Il rischio è di avere mattinate notturne come in Spagna.