L'ONU avvisa: "il mondo supererà l'aumento di 1,5 °C, urgente attivare un 'piano B' per trovare una soluzione"

Il pianeta è sulla buona strada per superare un riscaldamento di 1,5 °C entro il 2030 e le Nazioni Unite stanno proponendo un piano B per limitare tale eccesso e cercare di recuperare l'obiettivo prefissato.

L’ONU sta valutando nuovi obiettivi climatici a fronte del mancato raggiungimento dell’aumento di 1,5°C prima del 2030.
L’ONU sta valutando nuovi obiettivi climatici a fronte del mancato raggiungimento dell’aumento di 1,5°C prima del 2030.

Per anni l’obiettivo climatico internazionale è stato chiaro: "evitare che la temperatura media del pianeta aumenti di oltre 1,5 °C rispetto ai livelli preindustriali", un obiettivo fissato nell’Accordo di Parigi del 2015.

Tuttavia, l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) riconosce ora che non sarà più possibile impedire al mondo di superare questa soglia. È quanto emerge dal rapporto sul divario delle emissioni 2026, pubblicato dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP).

Il nuovo obiettivo dell’ONU: 1,8 °C

L’UNEP delinea ora una traiettoria che prevede un picco di superamento della soglia seguito da una discesa. In altre parole, il pianeta supererebbe gli 1,5 °C, raggiungerebbe un picco di riscaldamento e successivamente si cercherebbe di tornare a quel livello o al di sotto entro il 2100.

Nello scenario con il minore superamento della soglia analizzato dall’organismo, il riscaldamento massimo si collocherebbe tra 1,7 °C e 1,8 °C verso la metà del secolo.

Questa nuova impostazione non considera inevitabile che il pianeta rimanga al di sopra degli 1,5 °C per il resto del secolo, ma avverte che tornare a quel livello richiederebbe uno sforzo straordinario, rendendo necessarie alcune misure impopolari.

I tagli alle emissioni richiesti dall’ONU

La principale conclusione del rapporto è che non basta stabilizzare le emissioni di gas serra, ma occorre iniziare a ridurle rapidamente.

Tutto questo per seguire la traiettoria che limita il riscaldamento massimo a un valore compreso tra 1,7 °C e 1,8 °C, con i seguenti obiettivi di riduzione:

  • Il 18% entro il 2030.
  • Il 45% entro il 2035.
  • Il 69% entro il 2040.

Il problema è che gli impegni climatici presentati dai Paesi non si avvicinano a questo ritmo.

Se gli attuali piani nazionali venissero attuati integralmente, le emissioni globali si ridurrebbero soltanto tra il 5% e l’8% entro il 2030, e tra l’11% e il 15% entro il 2035, rispetto al 2025.

Il piano B: rimuovere CO2 dall’atmosfera

La nuova strategia non si limita a ridurre le emissioni future, ma prevede anche di rimuovere parte dell’anidride carbonica già accumulata nell’atmosfera e di immagazzinarla in modo duraturo, per cercare di ridurre la temperatura globale nel lungo periodo.

Il rapporto stima che, anche nello scenario con il minore superamento della soglia, sarebbe necessario rimuovere e immagazzinare circa 320 gigatonnellate di CO2 nel corso di questo secolo.

Gli esperti riconoscono ormai che sarà impossibile evitare il superamento della soglia di 1,5 °C.
Gli esperti riconoscono ormai che sarà impossibile evitare il superamento della soglia di 1,5 °C.

Si tratta di una quantità enorme che equivale, approssimativamente, a otto anni di emissioni globali di anidride carbonica ai livelli registrati nel 2024.

Un’altra possibilità è rappresentata dalle tecnologie di cattura e stoccaggio del carbonio. Tuttavia, il loro impiego su scala così ampia solleva interrogativi sui costi, sulla capacità tecnica, sulla permanenza dello stoccaggio e sui possibili rischi ambientali.

Fonte della notizia

Olhoff, A. (chief ed.), Lamb, W., Kuramochi, T., Rogelj, J., Pelz, S., Khanna, T., Boehm, S., den Elzen, M., Jeffery, L., Minx, J., Muûls, M., Pachauri, S., Pathak, M., Riahi, K. and Sudharmma Vishwanathan, S. (eds). Nairobi. (2026). Rapporto sul divario delle emissioni 2026: il punto di ritorno – Servono tagli urgenti alle emissioni per rientrare dal superamento degli 1,5 °C..