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Ondate di calore più estreme in Europa, tutta colpa dei regimi di "blocco"

Le ondate di caldo sempre più forti e estreme in Europa sono causate dai crescenti regimi di blocco della circolazione atmosferica che sempre più spesso caratterizzano l'estate boreale.

La persistenza dei regimi di blocco sta rendendo le ondate di calore più intense e persistenti in Europa

Dopo un mese di giugno molto caldo, durante questo mese di luglio buona parte del continente europeo è stato interessato da eccezionali ondate di calore, con centinaia di record caduti o frantumati.

Solo la scorsa settimana una micidiale ondata di calore aveva colpito il Portogallo, la Spagna e la Francia occidentale, con temperature record di ben +42°C raggiunti sulla costa atlantica francese. Subito dopo è toccato alle Isole Britanniche, raggiunte da masse d’aria “straordinariamente” calde in libera atmosfera, con valori di +24°C a 850 hPa.

All’altezza di Londra i radiosondaggi hanno rilevato valori di ben +23,9°C a circa 1500 metri, a testimonianza di quanto era calda l’aria in arrivo sull’Inghilterra. Quella del 19 luglio 2022 è stata la giornata più calda mai registrata nel Regno Unito.

Pensate che per la prima volta nella storia, oltremanica, è stata registrata una temperatura superiore ai +40°C. Stiamo parlando del Paese con la serie climatologica più lunga al mondo, dove i dati meteo partono fin dalla fine del 1700.

Lo storico record di Londra

Come riferisce il Met Office, il prestigioso ufficio meteorologico britannico, la stazione sinottica di Londra Heatrow, alle 12.50 locali (le 13.50 in Italia) del 19 luglio 2022, ha registrato un picco di ben +40,2°C.

Sono ben 5 le località che lo scorso 19 luglio hanno oltrepassato la soglia dei +40°C in Inghilterra. Il valore più alto in assoluto è stato registrato a Waddington e all’aeroporto militare (della Raf) di Coningsby, dove è stata misurata una massima di ben +40,3°C, stabilendo il nuovo record assoluto di caldo di tutto il Regno Unito.

Ad un solo decimo dai +40,2°C di Londra Heathrow e St James Park, sempre nell’area di Londra, di pochissimo vicinissime al record di caldo assoluto nazionale. Mentre Northolt si ferma, si fa per dire, a soli +40,0°C.

Fino alla storica data di ieri la temperatura più alta raggiunta nel Regno Unito erano i +38,7°C di Cambridge, raggiunti nel luglio 2019, seguiti dai +38,5°C di Faversham dell’agosto 2003 e dai +37,8°C dell’aeroporto di Londra del luglio 2020. I +40°C erano inimmaginabili fino al 2003 quando furono registrate le prime massime di oltre +37°C.

I primi +40°C oltremanica

In pratica in un solo giorno il vecchio record nazionale di Cambridge è stato superato di ben +2,4°C. In molte altre località britanniche, soprattutto nel sud dell’Inghilterra, dove si viaggiava con massime di ben +37°C +38°C, e punte vicino i +39°C +40°C.

All’intensa avvezione di aria molto calda, di lontane origini sub-tropicali continentali, si sono sommati gli effetti dell’intensa insolazione diurna, che proprio nel mese di luglio raggiunge la massima intensità annua sulle aree continentali.

Le condizioni meteo/climatiche e ambientali locali erano più che favorevoli per l’abbattimento di diversi record assoluti di caldo, specialmente fra la Francia occidentale e l’Inghilterra, dato lo scorrimento in quota di una massa d’aria molto calda d’estrazione sub-tropicale continentale, le intense “subsidenze atmosferiche” (lenti moti discendenti in seno alla colonna d’aria) che hanno schiacciato l’aria nei bassi strati, surriscaldandola ulteriormente, e il prolungato soleggiamento diurno che ha trasformato le pianure francesi e inglesi in autentici forni a cielo aperto.

Nuovo evento meteo estremo favorito dal blocco della circolazione

Anche questo nuovo evento di meteo estremo fa parte del regime di blocco che sempre più spesso caratterizza le nostre estati, nell’emisfero boreale. Il blocco della circolazione atmosferica, con il temporaneo rallentamento del ramo principale del “corrente a getto” in entrata dal nord Atlantico, al traverso del vecchio continente, ha continuato ad alimentare la vasta ondata di calore che dall’entroterra desertico del Marocco e dell’Algeria occidentale “avvettava” masse d’aria molto calde e secche, sub-tropicali continentali, fino all’Europa centro-occidentale e al sud della Scandinavia.

L’intensa onda mobile di calore, proveniente dall’entroterra desertico algerino, dopo aver “arroventato” la Spagna, il Portogallo, la Francia, il Belgio, l’Olanda e parte della Germania occidentale e della Svizzera, si è poi spostata gradualmente verso est, iniziando a coinvolgere un po’ tutti i paesi della MittelEuropa, dalla Francia alla Germania, passando per il Belgio, Lussemburgo, Olanda, Danimarca.

Nelle ultime estati questi rallentamenti della “corrente a getto” hanno contribuito a innalzare di latitudine il torrido anticiclone africano, favorendo l’avvento di intense e continue ondate di calore, talora molto intense, sul continente europeo.