Quinto giorno di Artemis II: foto mozzafiato, problemi tecnici risolti e preparativi per il grande sorvolo lunare

Dalle straordinarie fotografie della Terra al superamento di piccoli problemi tecnici, fino agli ultimi preparativi scientifici di questo fine settimana prima del grande sorvolo lunare, ecco la copertura minuto per minuto della NASA di Artemis II.

Ultime notizie da Artemis II: foto mozzafiato, problemi tecnici e preparativi per il grande sorvolo lunare. Immagine: scattata dal comandante della missione Artemis II il 3 marzo dalla capsula Orion. NASA.
Ultime notizie da Artemis II: foto mozzafiato, problemi tecnici e preparativi per il grande sorvolo lunare. Immagine: scattata dal comandante della missione Artemis II il 3 marzo dalla capsula Orion. NASA.

Il viaggio dell’umanità verso lo spazio profondo avanza a passo deciso. Dopo un’iniezione translunare (TLI) perfetta, la navicella Orion e il suo Modulo di Servizio fornito dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) hanno dimostrato prestazioni termodinamiche eccezionali, mantenendo i quattro astronauti sulla traiettoria esatta per orbitare attorno alla Luna.

Tuttavia, la vita in microgravità non è mai priva di piccoli inconvenienti domestici. Durante i primi giorni, l’equipaggio ha dovuto affrontare un guasto temporaneo nel sistema di gestione dei rifiuti, una avaria minore al bagno spaziale, rapidamente risolta grazie ai manuali di emergenza e al costante supporto dalla Terra.

La missione Artemis II continua a consolidarsi come uno dei traguardi più rilevanti dell’esplorazione spaziale moderna. Dopo l’iniezione translunare, la navicella Orion si è stabilizzata lungo la traiettoria verso l’orbita lunare con parametri pressoché ideali, secondo i rapporti ufficiali di NASA ed ESA.

Presto è arrivato ciò che tutti, dalla Terra, stavamo “aspettando”. Il mondo chiedeva agli astronauti di condividere di più di ciò che stavano osservando: il loro nuovo “quartiere” per 10 giorni, lo spazio esterno, e loro hanno risposto mostrando immagini straordinarie della nostra Terra.

Così appare la Terra da Orion, nel giorno 3 della missione Artemis II. L’immagine è stata scattata dal comandante e si vede il pianeta “capovolto”: l’area marrone in basso a sinistra è parte dell’Africa occidentale; più verso il bordo della sfera si distingue la penisola iberica; gran parte dell’Atlantico occupa il centro dell’immagine, e sulla destra si nota l’est del Sudamerica, con le luci di città come Buenos Aires visibili. Crediti: Reid Wiseman, Orion, Artemis II-NASA.
Così appare la Terra da Orion, nel giorno 3 della missione Artemis II. L’immagine è stata scattata dal comandante e si vede il pianeta “capovolto”: l’area marrone in basso a sinistra è parte dell’Africa occidentale; più verso il bordo della sfera si distingue la penisola iberica; gran parte dell’Atlantico occupa il centro dell’immagine, e sulla destra si nota l’est del Sudamerica, con le luci di città come Buenos Aires visibili. Crediti: Reid Wiseman, Orion, Artemis II-NASA.

Gli astronauti sono riusciti a catturare immagini straordinarie dai finestrini della navicella. In queste fotografie senza precedenti della casa che si lasciano alle spalle, spiccano con chiarezza i deserti aridi del continente africano, la penisola iberica, l’inconfondibile bagliore notturno delle città dell’est del Sudamerica (si distinguono anche le luci di Buenos Aires), l’atmosfera terrestre e lo spettacolare dispiegarsi delle aurore australi che avvolgono il nostro pianeta.

Venerdì 3 aprile: foto, trasmissioni laser e misurazioni delle radiazioni

Allontanandosi a grande velocità dal nostro pianeta (superando i +40.000 km/h necessari per sfuggire all’orbita terrestre), il giorno 3 ha segnato una tappa fondamentale nelle comunicazioni della missione. Le agenzie spaziali hanno confermato che il avanzato sistema ottico di Orion ha trasmesso l’enorme pacchetto di immagini della Terra tramite impulsi laser, raggiungendo una larghezza di banda senza precedenti per lo spazio profondo.

Mentre le immagini riempivano gli schermi dei centri di controllo, l’attenzione a bordo si è spostata sulla sicurezza biologica. L’astronauta dell’Agenzia Spaziale Canadese (CSA), Jeremy Hansen, ha guidato l’attivazione dei dosimetri e dei rilevatori interni di radiazioni, un passaggio scientifico fondamentale per comprendere il duro ambiente interplanetario.

Questi dati, raccolti dopo aver attraversato lo scudo magnetico terrestre, permetteranno agli scienziati di mappare con precisione l’esposizione ai raggi cosmici galattici e alle particelle solari. Si tratta di informazioni preziose e indispensabili per progettare i futuri habitat delle missioni Artemis di lunga durata.

Sabato 4 aprile: correzioni orbitali e supporto vitale

Il fine settimana è iniziato con il protagonismo assoluto della meccanica celeste. Per garantire che la capsula raggiunga la finestra esatta del sorvolo lunare, il Modulo di Servizio Europeo ha acceso i suoi propulsori ausiliari in una manovra di correzione della traiettoria estremamente breve ma essenziale.

Questo aggiustamento millimetrico del vettore di velocità si è svolto in modo impeccabile. Con la rotta assicurata, il pilota Victor Glover e la specialista di missione Christina Koch hanno dedicato il resto del sabato a verificare in modo approfondito tutti i sottosistemi critici della capsula.

L’astronauta della NASA Christina Koch (a sinistra) prende il controllo della navicella Orion durante un test di pilotaggio manuale nel quarto giorno di volo della missione Artemis II. Alla sua destra si trovano l’astronauta della CSA Jeremy Hansen e l’astronauta della NASA Victor Glover. Crediti: NASA-Artemis II.
L’astronauta della NASA Christina Koch (a sinistra) prende il controllo della navicella Orion durante un test di pilotaggio manuale nel quarto giorno di volo della missione Artemis II. Alla sua destra si trovano l’astronauta della CSA Jeremy Hansen e l’astronauta della NASA Victor Glover. Crediti: NASA-Artemis II.

L’astronauta della NASA, Christina Koch, e l’astronauta della CSA, Jeremy Hansen, si sono alternati nel controllo della navicella e nel test delle sue prestazioni nello spazio profondo a partire dalle 21:09 (ora della costa orientale degli Stati Uniti) del 4 aprile. Per 41 minuti, hanno testato due diverse modalità di propulsione, con sei e tre gradi di libertà, fornendo agli ingegneri ulteriori dati sulle capacità di pilotaggio della navicella. Il comandante Reid Wiseman e il pilota Victor Glover prevedono di ripetere la dimostrazione l’ottavo giorno di volo, per offrire ai team a Terra il maggior numero possibile di prospettive sul comportamento della navicella.

Il controllo approfondito del Sistema di Supporto Vitale Ambientale (ECLSS) ha dato risultati ottimali in questa giornata. I livelli di ossigeno, la rimozione dell’anidride carbonica e la pressione della cabina sono rimasti assolutamente stabili, confermando che la navicella mantiene un microclima perfetto nel vuoto.

Domenica 5 aprile: l’attesa della gravità lunare

Siamo esattamente a metà della missione; gli astronauti sono a bordo da 5 giorni e ne restano altri 5 di intenso lavoro e adrenalina nello spazio fino all’ammaraggio, previsto per venerdì 10 aprile. Ora però, il prossimo obiettivo è il momento chiave della missione: orbitare attorno alla Luna.

Le attività fisiche a bordo sono state ridotte in modo pianificato per dare priorità al carico mentale e tecnico. I quattro astronauti ripassano con attenzione i programmi critici di avvicinamento, sincronizzando ogni computer di Orion con il Centro di Controllo Missione a Houston.

I sensori scientifici, le camere di navigazione ottica e i sistemi di tracciamento stellare vengono ricalibrati in queste ultime ore di relativa calma. Tutto deve essere in perfette condizioni operative per registrare il sorvolo lunare di lunedì 6 aprile 2026, il giorno in cui la gravità del nostro satellite li attirerà da vicino.

Mentre la Luna cresce maestosa attraverso gli oblò, l’equipaggio alterna queste revisioni finali a momenti di riposo strategico. Lunedì, la squadra entrerà nella faccia nascosta della Luna per eseguire la fondamentale assistenza gravitazionale che li proietterà verso il ritorno sulla Terra, segnando il culmine imminente di questa impresa contemporanea.

Immagine della Luna scattata da Orion all’inizio del giorno 5 della missione Artemis II. Si può osservare il Bacino Orientale sul bordo destro del disco lunare. Questa missione segna la prima volta in cui il bacino completo viene osservato a occhio nudo. Crediti: NASA-Artemis II.
Immagine della Luna scattata da Orion all’inizio del giorno 5 della missione Artemis II. Si può osservare il Bacino Orientale sul bordo destro del disco lunare. Questa missione segna la prima volta in cui il bacino completo viene osservato a occhio nudo. Crediti: NASA-Artemis II.

Artemis II non rappresenta solo un ritorno all’esplorazione umana dell’ambiente lunare, ma anche un laboratorio in tempo reale in cui vengono testate tecnologie, procedure e capacità umane. Da un semplice guasto tecnico a un’immagine storica della Terra, ogni evento aggiunge valore a una missione che sta già lasciando il segno.

Riferimenti della notizia

“Artemis II Flight Day 4: Crew Completes Manual Piloting Demonstration”. NASA. 4 aprile 2026.

“Stato di Orion e del Modulo di Servizio Europeo”. ESA. 4 aprile 2026.

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