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Cinque anni dal terremoto del 24 agosto 2016 in Italia centrale

Sono passati 5 anni dal terremoto del 24 agosto 2016 che distrusse Amatrice. Nei mesi successivi e fino al 2017 nuovi eventi sismici misero in ginocchio una vasta area montuosa dell'Italia centrale, lungo l'Appennino.

Nella foto Amatrice (Rieti), uno dei comuni più danneggiati dal terremoto del 24 agosto 2016.

La notte fra il 23 ed il 24 agosto del 2016 un terremoto di magnitudo momento 6.0 sconvolgeva un'area dell'Italia centrale situata fra Lazio, Abruzzo e Marche, lungo l'Appennino. Il primo forte terremoto venne registrato alle 3.36 di notte con epicentro lungo la Valle del Tronto, tra i comuni di Accumoli (Rieti) e Arquata del Tronto (Ascoli Piceno).

Gravissimi i danni causati dal sisma in numerosi centri abitati. Quella notte morirono 299 persone a causa dei crolli, avvenuti in piena notte mentre le persone dormivano. A soli 7 anni dal disastro de L'Aquila, dove c'erano state 294 vittime, l'Appennino italiano tornava ad essere sconvolto da nuovi potenti terremoti.

Iniziava quel giorno una lunga sequenza sismica, denominata dall'INGV (Istituto Nazionale Geofisica e Vulcanologia) "sequenza Amatrice-Visso-Norcia", con decine di migliaia di singoli eventi sismici: i terremoti più forti, numerosi, avrebbero messo in ginocchio una vasta area montuosa dell'Italia centrale.

24 agosto 2016, la distruzione non solo ad Amatrice

Nei comuni di Amatrice e Arquata del Tronto, nella notte del 24 agosto, venne raggiunta una intensità pari al X grado della scala macrosismica europea EMS, che equivale a un livello di distruzione quasi totale. Case rase al suolo, e purtroppo molte vittime.

La distruzione raggiunta nel comune di Amatrice, e l'elevato numero di vittime registrato in questo centro, portarono a chiamare il sisma del 24 agosto "il terremoto di Amatrice", ma molti altri centri, oltre ad Accumoli ed Arquata del Tronto, vennero gravemente danneggiati.

Dopo il 24 agosto 2016 si verificarono altri terremoti lungo l'Appennino centrale con nuovi danni e vittime. Si parlerà da quel momento di "terremoto del Centro Italia" e la sequenza sismica, denominata "Sequenza Amatrice-Visso-Norcia" durerà a lungo.

Le mappe pubblicate dall'INGV, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia italiano, permettono di avere una idea della vastità dell'area interessata dalla sequenza sismica: una enorme area dell'Italia centrale, posizionata lungo la catena montuosa degli Appennini, e che comprende le regioni Lazio, Abruzzo, Marche e Umbria. Qui sotto la mappa aggiornata all'aprile del 2017 (mancavano ancora molti eventi sismici, che si sarebbero verificati negli anni a seguire, fino ad oggi).

L'ubicazione dei terremoti in Italia centrale dal 24 agosto 2016 all'aprile del 2017. Fonte: INGV.

Nuovi terremoti in autunno e nel gennaio 2017

Poche settimane dopo l'evento del 24 agosto nuovi potenti terremoti avrebbero messo in ginocchio altre aree dell'Appennino centrale, coinvolgendo aree più a nord, fra Umbria e Marche. Tra il 26 ed il 30 ottobre si verificarono nuovi terremoti: il 26 ottobre due potenti scosse di magnitudo 5.4 e 5.9 causarono gravi danni nella Valnerina e nella provincia di Macerata (Marche). Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera subirono danni.

Il 30 ottobre 2016 si verifica il più forte terremoto avvenuto in Italia da quello dell'Irpinia del 23 novembre 1980. Il sisma di magnitudo 6.5 sconvolge stavolta l'area di Norcia, in Umbria, causando la rovina quasi totale dell'antica Basilica di San Benedetto. Viene praticamente rasa al suolo la frazione di Castelluccio di Norcia, famosa per la sua posizione nel cuore dei Monti Sibillini.

Il 18 gennaio del 2017 si verifica l'ultimo grande terremoto di questa sequenza sismica (magnitudo 5.5 seguito da altre scosse minori ma al di sopra della magnitudo 5). Stavolta viene investita un'area più a sud, in Abruzzo, con danni contenuti nei comuni di Montereale, Campotosto, Capitignano, Cortino e Valle Castellana.

Negli anni a seguire, e fino ad oggi, molti altri eventi sismici di minor magnitudo vengono registrati nell'area.