Come si costruisce un pluviometro?

Cos'è un pluviometro, cosa misura, come si fa a costruirne uno? Ecco come realizzare un pluviometro "fai da te" per imparare a leggerne i dati.

Lorenzo Pasqualini Lorenzo Pasqualini 11 Apr 2018 - 00:41 UTC
pioggia-pozzanghere
La misura della pioggia non è solo affascinante ma anche fondamentale per conoscere il territorio e ridurre il nostro impatto su di esso

Misurare la quantità di pioggia che cade al suolo non interessa solo tantissimi appassionati di meteorologia ed amanti della natura, che pubblicano su Internet i dati delle loro stazioni pluviometriche amatoriali, ma è anche un dato importantissimo per la ricerca scientifica. Sapere quanto piove in una certa area, permette di determinare la piovosità di quel luogo, e se i dati vengono rilevati per molti anni permette anche di stabilire se ci sono variazioni nella quantità di precipitazioni con il passare del tempo, o se si sta vivendo in una fase di siccità, o al contrario di abbondanza di piogge.

Conoscere la pluviometria di una determinata area geografica permette anche di pianificare l’utilizzo delle acque sotterranee, ad esempio, o prevedere eventuali fenomeni di piena dei fiumi. In generale consente di stabilire il volume di acqua che arriva al suolo su una certa area. Insomma, informazioni preziose per la gestione della risorsa idrica e del nostro territorio, e per incidere il meno possibile sull'ambiente in cui viviamo.

Cos'è e come si costruisce un pluviometro

I pluviometri sono strumenti con cui si misura la quantità di pioggia che cade al suolo. In sostanza non sono altro che dei recipienti che raccolgono acqua piovana e ci indicano giornalmente la quantità di precipitazione. Il dato viene espresso in Italia utilizzando come unità di misura il millimetro. Come spiegato in questo articolo, un millimetro di pioggia corrisponde a un litro di pioggia caduto su un'area di un metro quadrato. Usare i millimetri permette di convertire più rapidamente il dato in volume.

I pluviometri standard usati dai Servizi Idrografici, hanno un diametro fisso di 36 cm ed un’imboccatura con area di 0,1 metri quadrati. L’apertura della bocca del pluviometro deve avere una certa dimensione perché, se la bocca è troppo piccola, l’errore nel rilevamento del dato aumenta.

pioggia
Passare dai millimetri di pioggia ai volumi di precipitazione caduta in una certa area può avere un grande interesse

Chiunque può costruirsi un pluviometro fai da te e installarlo sul terrazzo della propria casa, o nel proprio giardino. Per costruire un pluviometro bisogna innanzitutto procurarsi un contenitore, meglio se trasparente. Come detto l’imboccatura non dovrebbe essere troppo stretta. Dopo aver scelto il recipiente bisogna tararlo, in modo tale che ad ogni eventi piovoso si possa già leggere il dato in millimetri. Sapendo a quanto corrisponde un millimetro di pioggia è facile capire che basta conoscere il volume di acqua, e l’area dell’imboccatura, per tarare il nostro pluviometro artigianale

Bisognerà pazientemente riempire il recipiente con volumi di acqua noti (misurandoli ad esempio con un recipiente graduato da cucina che ci indica i volumi), e calcolare a quanto corrispondono in termini di millimetri. Dovremo applicare la seguente formula: P(mm)= Area pluviometro x Volume acqua. Ad ogni volume noto segneremo il livello raggiunto dall'acqua.

Certo, si tratta di un metodo soggetto a grossi errori, ma può essere interessante per toccare con mano la realtà della pluviometria, e capire come avviene la misura della pioggia. Se poi per curiosità si fa un calcolo di quanto volume di acqua è caduto nell'area del proprio giardino, o nel proprio isolato, o nel proprio centro abitato o quartiere, questo può diventare ancora più interessante e sorprendete. Sempre a condizione che non ci si trovi in una delle aree dove piove meno in Italia.

Dove posizionare il pluviometro

Una cosa importante per non avere errori di misura, che rovinerebbero il nostro paziente lavoro di taratura, è il posizionamento del pluviometro. Dovrà essere installato lontano da altri edifici o da alberi, o da qualsiasi ostacolo che possa far entrare nel pluviometro meno acqua di quella che cade al suolo. La pioggia non cade sempre in verticale, anzi, quasi mai: quando c’è vento, ad esempio, un eventuale ostacolo può far arrivare nel pluviometro molta meno acqua di quella che realmente sta cadendo. 

Anche se si è accorti a posizionare il pluviometro in luogo aperto e non condizionato da ostacoli, bisognerà comunque mantenere una certa “umiltà” nel fornire i dati, che comunque sia avranno un errore. L’ideale sarebbe sempre incrociarli con quelli rilevati da pluviometri vicini.

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