Da Florence a Helene, chi dà il nome agli uragani?

Siamo nel pieno della stagione degli uragani e in questi giorni ce ne sono molti nell’Atlantico (e non solo). Ognuno ha un nome, ma chi decide come si chiamano?

Lorenzo Pasqualini Lorenzo Pasqualini 14 Set 2018 - 03:37 UTC
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Chi dà il nome agli uragani? E perché è utile nominarli?

Mentre scriviamo la costa orientale degli Stati Uniti viene investita dall’uragano Florence, un grosso ciclone tropicale (adesso di categoria 1), capace di causare inondazioni molto estese e pericolose. Nelle stesse ore, sempre nell’Atlantico, un altro uragano, che è stato nominato Helene, si muove verso le Azzorre e fa parlare molto di sé per il possibile avvicinamento alle coste orientali dell’Europa, dove comunque arriverà nei prossimi giorni come tempesta extra-tropicale e quindi molto depotenziata. In queste ore, sempre nell’Atlantico, si è formata una tempesta tropicale che è stata nominata Joyce e nel Pacifico preoccupa l'avanzata del tifone Mangkhut. Ma chi decide il nome degli uragani, e perché gli viene dato un nome?

Perché dare un nome agli uragani?

L’abitudine di dare regolarmente un nome ai cicloni tropicali, parliamo in questo caso di quelli che si formano nell’Oceano Atlantico e Pacifico, risale al 1953. In realtà già nel XIX secolo si davano nomi a questo tipo di depressioni tropicali, usando il nome del santo di cui ricorreva l’onomastico. Il motivo è semplice: per diramare avvisi, allerte, comunicazioni, che devono riguardare milioni di persone e aree geografiche molto estese, è molto più comodo e rapido riferirsi ad un nome concreto. Specie quando i cicloni tropicali sono numerosi e si può creare confusione.

Dal 1953, il National Hurricane Center statunitense (NHC) ha iniziato a usare nomi in modo più organizzato. Solo nomi femminili, e stabiliti su cicli di 6 anni. Dal 1979 invece si alternano nomi femminili e nomi maschili. Oggi i nomi vengono decisi da un comitato internazionale della World Meteorological Organization.

Cicli di 6 anni

I nomi dei cicloni tropicali vengono decisi tempo prima (a questo link si trovano i nomi prestabiliti fino al 2023), ed ogni 6 anni si ripetono ciclicamente. È per questo che alcuni cicloni formatisi più di 6 anni fa vengono nuovamente nominati nello stesso modo. Quelli del 2018, per esempio, si ripeteranno nel 2024.

Alcuni nomi però, non si ripetono mai più. I nomi degli uragani particolarmente disastrosi in termini di vittime e danni materiali, vengono tolti per sempre dalla lista e non verranno mai più usati neanche dopo lo scadere dei 6 anni. È il caso, per esempio, di Katrina, l’uragano che nel 2005 causò quasi duemila morti negli Stati Uniti.

Fin qui abbiamo parlato dei cicloni tropicali che avvengono nell’Atlantico. Stesso metodo si usa anche per quelli che si sviluppano nel Pacifico. In altre zone del mondo si usano altri metodi, ma l’abitudine di dare un nome ai grandi cicloni tropicali, è diffusa ovunque.

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