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Nuovo record di CO2 nell’atmosfera

Secondo i dati ufficiali dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale, nel 2017 è stato raggiunto un nuovo record di concentrazione media di CO2 nell’atmosfera e non ci sono segni di miglioramento.

Lorenzo Pasqualini Lorenzo Pasqualini 24 Nov 2018 - 10:00 UTC
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La concentrazione di gas serra nell'atmosfera continua a crescere inarrestabile.

I livelli di gas serra nell’atmosfera terrestre hanno raggiunto un nuovo record, secondo i dati ufficiali, confermati in questi giorni, della World Meteorological Organization (WMO), l’Organizzazione meteorologica mondiale. Non ci sono segni di un’inversione di tendenza e questo sta portando a un cambiamento climatico di lungo periodo, che avrà come conseguenza l’aumento del livello dei mari, acidificazione degli oceani, eventi meteo più estremi, e una serie di altri fenomeni conseguenti molto gravi, come la progressiva perdita di biodiversità per la scomparsa di un enorme numero di specie che non riusciranno ad adattarsi al nuovo contesto ambientale. Una prospettiva confermata ormai da una sterminata quantità di studi scientifici.

Il bollettino sui gas serra della WMO pubblicato in questi giorni e relativo al 2017, conferma il dato record dell’anno scorso: è stato raggiunto un livello medio di concentrazione di CO2 nell’atmosfera di 405.5 parti per milione. Nel 2016 era di 403,3 ppm, e nel 2015 di 400,1 ppm. Anche le concentrazioni di metano e ossido di azoto sono cresciute. Il dato preoccupante è che l’aumento di concentrazione di CO2 sta avvenendo a un ritmo velocissimo.

Una concentrazione così alta solo milioni di anni fa

Una concentrazione di CO2 così alta nell’atmosfera non si registrava da circa 3-5 milioni di anni fa sulla Terra, un tempo geologico in cui la temperatura sul pianeta era di 2-3°C maggiore ed il livello dei mari circa 10-20 metri più alto di oggi. La specie Homo sapiens non era ancora nata. Senza una immediata riduzione delle immissioni di CO2 il riscaldamento globale avrà un impatto fortissimo sulle specie viventi.

Ad ottobre è stato presentato il nuovo Rapporto Speciale dell’IPCC, la Commissione Intergovernativa Sui Cambiamenti Climatici, secondo il quale con un riscaldamento di 1.5°C ci sarebbe una perdita del 6-8% delle specie viventi, a 2°C, si arriverebbe al 16-18%. L'innalzamento globale del livello del mare sarebbe inferiore di 10 cm con il riscaldamento globale di 1.5 ° C rispetto ai 2°C.

A dicembre in Polonia un nuovo vertice internazionale sul clima

La CO2 ormai emessa nell’atmosfera tarda secoli ad essere riassorbita. L’eventuale riduzione delle emissioni servirebbe solo a bloccare un ulteriore peggioramento della situazione, ma non potrà comunque fermare i danni già causati. L'impegno mondiale per ridurre da 2°C a 1,5°C l'impatto del riscaldamento globale è soltanto un tentativo di invertire la rotta dopo decenni in cui si è fatto troppo poco. Il prossimo appuntamento mondiale per il futuro climatico del pianeta è fra poche settimane, in Polonia. A Katowice si terrà il vertice mondiale dell’ONU nel quale si discuterà del nuovo obiettivo suggerito dall’IPCC, per contenere l’aumento delle temperature del pianeta sotto 1,5°C.

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